Nato e cresciuto a Jesolo, sul litorale veneziano, sviluppa da adolescente una sensibilità forte e solitaria, contraddistinta dall'amore per la musica, per la letteratura e per la storia. Fonda gruppi rock e di blues, e si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia a Venezia (prenderà qualche anno più tardi una Laurea in Storia Contemporanea con una tesi di Filosofia Politica) e contemporaneamente al Conservatorio, mettendo insieme una vita di studi, lavori saltuari, scrittura e vagabondaggi in giro per l'Europa suonando chitarra e armonica nelle stazioni dei treni e delle metropolitane. Il rock ed il folk d'autore, di Bob Dylan, Young, Browne, Bruce Springsteen, segneranno indelebilmente questi "anni di apprendistato". La drammatica scomparsa del padre molto amato, avvenuta nel 1987, farà invece da spartiacque della sua vita che lo vedrà subito dopo firmare il suo primo importante contratto discografico con Warner Music che avviene contemporaneamente al trasferimento a Milano, sua città d'adozione.
Il primo album (San VAlentino, 1988) è un successo e la titletrack per molti mesi è una della canzoni più trasmesse dalle radio italiane e non solo, nonostante le forzate campagne mediatiche perennemente a caccia di etichette ed in cerca in quel caso della "risposta italiana a Springsteen". Le numerose apparizioni televisive, vissute con disagio da un menestrello che aveva fatto della "libertà' senza compromesso" la bandiera della propria esistenza, complicano un'esistenza che comunque non impedisce a Massimo di firmare nel 1990 il secondo fondamentale album Nessuna resa mai, impreziosito dalla produzione di "Little" Steven Van Zandt, storico chitarrista, braccio destro e coproduttore proprio di Springsteen. Un connubio splendido, corredato dalla partecipazione nell'album di alcuni tra i migliori musicisti italiani ed anche un comune impegno civile che porterà ad esempio l'artista ad essere testimonial italiano di "SOS Racisme". Il viaggio musicale trova equilibrio tra rock e poesia, vera cifra stilistica dell'artista. Accadono all’epoca’ tante cose come, ad esempio, che la più importante rivista musicale americana definisca Priviero come "l'unico rocker italiano che se la gioca alla pari con i migliori americani". L'album, esce nei principali paesi europei e non solo. Scappato dalla Warner con la necessità di essere prima di tutto un uomo libero anche a scapito di certo successo commerciale, Massimo prosegue il filo della poetica che rifiuta di identificare il suo rock in italiano in quella che una penna felice ha definito, per altri, come "... solo una mescola di poetica malinconica da bar, condita di egocentrismo più o meno nichilista e supportata ovviamente da buona critica, spesso in vendita ma sempre politicamente corretta". Pubblica dunque nel 1992 per Ricordi Rock in Italia, che ottiene lusinghieri risultati e viene pubblicato anche in Giappone, avvalendosi in alcune canzoni della produzione di un valente autore come Massimo Bubola. Tuttavia, per quel che riguarda il successo più popolare, il treno, secondo i più, sembra passato. Al contempo il periodo, vale la pena di ricordarlo, è umanamente splendido per l'artista che diventa padre di Tommaso. Come dirà qualche anno dopo nella biografia scritta su di lui "...Quello che è realmente impossibile da spiegare, tanto più in Italia, è che un uomo possa non considerare come valore per la propria vita un certo tipo di successo e che lo rifiuti, percorrendo la propria strada facendo album, concerti, scrivendo libri e quant'altro, ritenendo che quella è la sua vita e che quello è quel che conta davvero.... e, nel mio caso, che rinunci di suo a certe cose e non che altri ce lo facciano rinunciare...".
Così arriveranno, per un'etichetta indipendente, due album di carattere " emotivamente opposto", uno più elettrico Non mollare (1994) ed uno più intimista Priviero (1998), quest'ultimo con la produzione di Lucio "violino" Fabbri. Poi, nel 2000, uscirà Poetika, un best atipico quanto il carattere dell'artista, con molti successi reincisi e risuonati più ben sei inediti. Un album spartiacque e in qualche modo un nuovo inizio che porterà a Testimone nel 2003, preludio a quel Dolce resistenza dato alle stampe nel 2006, osannato da molta critica, molto apprezzato da un pubblico che per molti versi si sostituisce a quello originario, un'infinità di concerti, una fusione di poesia, di rock e di folk dentro al quale ad esempio viene riletto quel Tenco originario e censurato di Ciao Amore ciao che, tra le altre cose, entra tra i dieci "rifacimenti" più votati del primo decennio del 2000 in un importante referendum. Nell'album i solchi sono pieni di impegno civile, di poesia unita alla forza e all'energia vocale, di amore per la Storia più vera che spingono Priviero, per esempio, a scrivere canzoni come La Strada del Davai che ci riporta agli alpini e alla guerra di Russia, sulle tracce di Mario Rigoni Stern.
Nel 2007, Rock and Poems rilegge in modo assolutamente personale grandi classici di Dylan, Waits, Fogerty e tanti altri e viene votato come album italiano dell'anno da uno dei più prestigiosi magazine italiani, oltre ad ottenere sorprendenti riscontri anche commerciali.
Nel 2009 esce Sulla strada che celebra una carriera ventennale con i classici dell'artista reincisi ed è arricchito da alcuni inediti, culminando in un tour concluso simbolicamente in quello che è stato il tempio del rock e della musica d'autore in Italia e cioè il Rolling Stone di Milano. Anzi, il live di Priviero sarà l'ultimo grande concerto di questo teatro/club prima della chiusura caricandosi dunque di un forte valore simbolico e, proprio la registrazione di quel concerto con dvd, diventa Rolling live, che viene dato alle stampe nel 2010. Tornato nelle classifiche ufficiali di vendita, pure omaggiato da qualche premio importante per il settore( tra gli altri il Premio Lunezia e il "Premio Enriquez") che di regola lo vedono scappare di corsa, raccontato in una bella biografia, più volte in ristampa, scritta da Matteo Strukul ed intitolata Nessuna Resa Mai, la strada il rock e la poesia (Meridiano Zero), consegnano un artista probabilmente entrato nel cuore e nella maturità migliore della sua carriera.
L'impegno, mai sbandierato ad arte, nella scrittura, nella musica e nella vita lo conducono sempre di più a schierarsi e a spendersi con la parte debole del mondo anche se quasi sempre in modo volutamente solitario e senza aderire a più o meno sincere baracconate. Canzoni come "Splenda il Sole" scritta in memoria di un uomo forte e fragile come lo fu Alexander Langer o "Lettera al Figlio" a ripercorrere la traccia di Kipling, lasciano il segno nell’anima e nella mente di chi partecipa con vera emozione ai suoi concerti. "....Credo che la cosa che la gente che mi segue avverta di più in quel che faccio è che quel che scrivo e suono è allo stesso modo quel che sono...e che la mia "libertà senza compromessi" riesce spesso a tradursi in forza da dare a loro ....Puoi chiamarlo sangue, sudore, lacrime o sorrisi... oppure umana resistenza che diventa musica d'autore e a volte poesia...ma sono alla fine un’unica emozione ...".
Massimo inizia in questo periodo anche una felice condivisione che lo porta a girare l'Italia con spettacoli che potremmo definire di "musica e teatro civile" prima con lo scrittore Roberto Curatolo (lo spettacolo storico si intitolerà' "Dall'Adige al Don") e poi contemporaneamente con il giornalista-scrittore Daniele Biacchessi ed i Gang, realizzando insieme e portando in tour le Storie dell'altra Italia. In termini di collaborazione, è importante comunque sottolineare come negli anni si sia rafforzato tanto il sodalizio con il chitarrista Alex Cambise, che firma insieme a Massimo gran parte degli arrangiamenti dei suoi brani, quanto sul palco col pianista Onofrio Laviola, compagni di live e tour senza fine, a cui è doveroso aggiungere Paolo Siconolfi, il tecnico del suono che da' più di un decennio lo segue in studio di registrazione. Ed è anche in questi termini che è da considerare altresì notevole la recente collaborazione col violinista Michele Gazich, prima insieme a Massimo in molti suoi concerti e insieme al quale Priviero firma l'ultima pubblicazione del 2012 intitolata Folkrock, intenso ed emozionante viaggio acustico nei grandi classici della musica "popular" del novecento.
Il nuovo capitolo, infine, è storia inedita ormai di oggi e si chiama, quasi ad intitolare la storia di una vita, Ali di libertà.
Fonte: Wikipedia