La band nasce dall'incontro tra il bassista Joey DeMaio e il chitarrista Ross the Boss. A loro si uniscono la potente voce di Eric Adams e il batterista Carl Canedy (subito sostituito da Donnie Hamzik).
• Battle Hymns (1982): È l'album di debutto, contenente la traccia narrata da Orson Welles.
• Into Glory Ride (1983): Segna l'ingresso del batterista Scott Columbus e definisce i canoni storici dell'epic metal.
• La consacrazione: Con album come Hail to England (1984) e Sign of the Hammer (1984), consolidano la loro fama in Europa.
• Fighting the World (1987): Rappresenta il loro primo successo commerciale su vasta scala.
• Kings of Metal (1988): È il loro disco manifesto, l'ultimo con il chitarrista fondatore Ross the Boss.
Maturità e Successi Internazionali
Negli anni '90 e 2000, nonostante i frequenti cambi di formazione alla chitarra e alla batteria, i Manowar mantengono intatta la propria filosofia musicale guidati da Joey DeMaio. [1, 2]
• The Triumph of Steel (1992): Contiene la celebre suite di 28 minuti Achilles, Agony and Ecstasy in Eight Parts.
• Louder Than Hell (1996): Segna il ritorno a sonorità più dirette e potenti.
• Warriors of the World (2002): Un grandissimo successo commerciale che fonde heavy metal classico a elementi orchestrali.
Record e Curiosità
La band è nota anche per aver stabilito primati unici nel mondo della musica:
• I più rumorosi del mondo: Inclusi nel Guinness dei primati per il concerto con il più alto livello di decibel mai registrato, toccando i 138.4 dB nel 2008.
• Pionieri tecnologici: Sono stati tra i primi a registrare in Dolby 5.1 e a progettare casse acustiche personalizzate.
• Poliglotti: Hanno registrato la traccia Father in oltre 18 lingue diverse per omaggiare i fan di tutto il mondo.