Joshua Redman Quartet
Joshua Redman (sax), Paul Cornish (piano), Philip Norris (basso), Nazir Ebo (batteria)
Il 2026 segna il centenario della nascita di Miles Davis ma anche quello di John Coltrane, morto nel 1967 dopo aver letteralmente cambiato il suono del sax tenore e, in generale, le prospettive del jazz. Orfani di un padre spirituale, i jazzisti cercarono a lungo una nuova bandiera. Jarrett ad esempio trovò Jan Garbarek in Europa e Dewey Redman in America. Ma chi sono oggi i punti di riferimento per i sassofonisti? Uno è sicuramente Joshua Redman, figlio di Dewey, nato proprio quando suo padre stava iniziando con Jarrett! Sulla cresta dell’onda sin dai primi anni ’90 – quando esordì e registrò con il suo quartetto, nel quale, quasi subito, entrò Brad Mehldau al pianoforte – Redman è sempre stato fautore di un linguaggio che affonda le sue radici nel grande solco del jazz, certo aggiornandolo e vivificandolo ma comunque con almeno un piede ben dentro alla strada maestra. Ancora oggi Redman continua a guardarsi intorno e ad aprire spiragli nuovi, senza dimenticare che le sue radici sono nel jazz. Torna al festival dopo molti anni di assenza, ora con la responsabilità di essere uno dei grandi tenoristi della scena mondiale.