Nato nel 1977, John Mayer frequenta brevemente la Berklee School of Music di Boston, per poi dedicarsi alla sua musica, stabilendosi ad Atlanta. Il primo disco è INSIDE WANTS OUT del 1999, ma è con un concerto al festival South By Southwest di Austin che Mayer si fa notare, ed ottiene un contratto con un’etichetta del gruppo Sony. Nel 2001 esce ROOM FOR SQUARES (pubblicato in Europa nel 2002), che guadagna a Mayer l’attenzione del pubblico e della critica. Tanto che il successivo HEAVIER THINGS (2003) vende 300.000 copie nella settimana d’uscita, finendo al primo posto delle classifiche statunitensi e ottenendo poi il doppio platino, oltre a un Grammy Award con "Daughters" ('Song of the Year').
Nel 2005 forma il John Mayer Trio con il batterista Steve Jordan e il bassista Pino Palladino con cui scrive CONTINUUM (2006), l'album dell'apoteosi: 4 i Grammy totalizzati a fine corsa in totale, bissato il doppio platino e al successo di pubblico si somma quello della critica, che apprezza i fondamentali blues di un Mayer ferrato sui classici e sui propri modelli stilistici (come Stevie Ray Vaughan) ma sempre più maturo come autore originale.
Nel 2008 esce WHERE THE LIGHT IS: JOHN MAYER LIVE IN LOS ANGELES, mentre nel novembre 2009 è la volta di BATTLE STUDIES, il cui primo assaggio per il pubblico di massa giunge durante un'esecuzione dal vivo del singolo "Who says". E' un Mayer più aperto al pop, questa volta, più confidenziale ed a tratti acustico, che però non tralascia di regalare una chicca blues con una versione originalissima di "Crossroads". Il 22 maggio 2012 è finalmente uscito "Born and raised", già annunciato per l'autunno del 2011 ma poi rimandato per una operazione che ha rimosso un granuloma faringeo pericolosamente vicino alle corde vocali. Il disco, lasciati da parte blues e pop, si avvicina alle sonorità del cantautorato statunitense e debutta direttamente alla posizione numero uno della classifica. Tra i crediti di "Born and raised": Don Was alla produzione, Chuck Leavell alle tastiere più il coro di David Crosby e Graham Nash nella canzone che regala il titolo al disco
Fonte:
Rockol