IL SOGNO DI CLIO
(CATARSI POETICA PER UN UXORICIDA)
di G. Francione
L’opera è ambienta alla fine della Grande Guerra.
Carlo, ciabattino poeta di una città del sud, uccide la moglie Maria che, mentre lui è in guerra, lo tradisce col compare e amico Francesco.
Dalla realtà al sogno. La vicenda del calzolaio artista si trasferisce nel sogno di Clio, invocata per una doppia funzione: purificare l’artista dalla colpa dell’uxoricidio commesso (da cui sarà assolto per aver perpetrato un delitto d’onore in stato d’incapacità d’intendere e volere) e ridargli l’ispirazione perduta.
Clio, impersonandosi nelle nove muse, guiderà Carlo nella sua vicenda per ricostruirla fino all’esito fatale.
All’origine tra Carlo e Maria c’è una grande storia d’amore culminata nel matrimonio da cui nasceranno quattro figli.
L’amore continua a distanza vibrante, mentre Carlo è in guerra, con uno scambio epistolare intenso tra i due sposi.
Ad un certo punto qualcosa si rompe.
Maria s’innamora riamata del bel Francesco e tradisce Carlo. Questi, ritornato in licenza a casa, comincia a sospettare: voci del paese, sussurri dei parenti, uno spazzolino trovato in casa, lettere anonime, una strana panciera indossata dalla moglie evidentemente per mascherare una gravidanza per un bambino frutto dell’amore peccaminoso.
In un’ultima licenza Carlo finge di partire per il fronte ma torna a casa sorprende i due amanti a letto.
Uccide Maria e ferisce Francesco.
Il processo si concluderà con l’assoluzione di Carlo e con la paradossale condanna di Francesco a 8 mesi per adulterio.
A Carlo rimarrà la pena morale per aver ucciso colei che amava, espiazione a vita lenita dalla poesia che riprenderà a sgorgare dopo che Clio l’avrà fatto bagnare nelle varie arti portate dalle nove sorelle. A questa si aggiungerà la decima musa, Meliesina, portatrice dell’arte cinematografica appena nata.
L’opera racconta questa vicenda accaduta realmente, bella e fosca ad un tempo, con la tragedia nata da due amori appassionati per la stessa donna.
Nello stesso momento narra il viaggio iniziatico di Carlo che attraverso le dieci muse cercherà una redenzione dall’uxoricidio commesso per purificare la sua coscienza appesantita dal misfatto malgrado l’assoluzione dei giudici. Su quella via di ascesi estetica tenterà anche una ripresa di una vena poetica prima inesauribile e poi disseccata dai tragici eventi.
L’Arte tutto e tutti redime, in vita come in morte.