Originari di Athens, Alabama, e guidati dall'inconfondibile voce di Brittany Howard, il gruppo ha debuttato nel 2012 con Boys & Girls, un album che ha conquistato critica e pubblico grazie a brani come Hold On e You Ain’t Alone, riportando l’anima nel rock contemporaneo. Il secondo lavoro, Sound & Color (2015), ha rappresentato un’evoluzione sonora sorprendente: più psichedelico, sperimentale e maturo, ha vinto quattro Grammy Awards, compreso quello per il miglior album alternative. Dopo quel successo, il gruppo ha preso una lunga pausa, durante la quale Brittany Howard ha lanciato una fortunata carriera solista, ma gli Alabama Shakes non hanno mai ufficialmente annunciato lo scioglimento.
Lo stile della band è una fusione viscerale di generi: radici gospel, chitarre ruvide dal sapore garage, influenze che spaziano da Otis Redding ai Led Zeppelin, da Janis Joplin ai The Strokes. È proprio questa capacità di mescolare tradizione e modernità che ha reso ogni loro uscita discografica un evento. Anche se non ci sono stati nuovi album dopo Sound & Color, i fan restano in attesa di un possibile ritorno, alimentato da voci che parlano di nuove sessioni in studio avvenute nel 2024. La stampa musicale americana, tra cui Rolling Stone e Pitchfork, ha recentemente lasciato intendere che la band potrebbe annunciare un tour nel 2026, una notizia che ha immediatamente riacceso l'entusiasmo online.
Dal vivo, gli Alabama Shakes sono un’esperienza mistica e potente. I fan descrivono i loro concerti come “un viaggio spirituale” dove la voce di Brittany ti entra nella pelle e le vibrazioni del basso e della batteria ti scuotono lo stomaco. Nessun effetto speciale, solo pura intensità emotiva e una presenza scenica magnetica che trasforma anche i pezzi più lenti in momenti di pura trance collettiva. Se dovessero tornare on stage, è il tipo di show da non perdere: autentico, crudo e profondamente umano.