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Venerus: "Ogni artista crea e porta in giro un piccolo universo"

02.07.2026 Scritto da Giorgia Lodato

Immaginate un live di Venerus tra il rumore delle onde, il riflesso della luce sull’acqua e una barca trasformata in palcoscenico. È una delle immagini più suggestive della nuova edizione di Porto Rubino, il festival itinerante ideato da Renzo Rubino che il 18 luglio approderà a Otranto per la sua tappa conclusiva dopo quelle di Taranto e Savelletri. Per la prima volta il cantautore milanese prenderà parte alla manifestazione, portando il suo spettacolo in una cornice che promette di amplificarne ulteriormente la dimensione immersiva.

Un live fuori dall’ordinario 

"Di festival standard, dal 2018, ne ho fatti centinaia e quando si ha la possibilità di suonare in un contesto unico è sempre una situazione speciale", spiega Venerus per cui quella di Porto Rubino sarà una delle tappe più particolari di un'estate costruita attorno a luoghi fuori dall'ordinario. La stagione live della voce di ‘Sei acqua’ si è aperta infatti con il concerto al Tempio di Venere e Roma nel Parco archeologico del Colosseo e con il live all'alba sulla spiaggia di Riccione, per poi proseguire tra Mola di Bari, San Salvo, Trento e Palermo in occasione del Jova Summer Party.

A Otranto porterà il live nato come naturale estensione di ‘Speriamo’, il suo ultimo album, adattato però a una dimensione in cui sarà il contesto stesso a diventare parte integrante dello spettacolo. "Il live che porto in giro quest'estate è figlio del tour che ho portato nei club ad aprile, con delle piccole rivisitazioni della scaletta dovute all’assenza di alcuni elementi tecnici e visivi che a Otranto verranno naturalmente sostituiti dall'orizzonte, dal mare e dall'atmosfera del luogo. Ci sarà tutta la band - Filippo Cimatti (dubmaster), Danilo Mazzone alle tastiere, Danny Bronzini alla chitarra, Andrea Colicchia al basso, Davide Savarese alla batteria e Raffaella Nicolazzo alla voce, ndr - e sono molto contento. Non ho mai suonato in mare e sono felice di farlo in un posto a cui sono molto affezionato".

La Puglia come seconda casa

Quel posto è la Puglia, una regione con cui il cantautore milanese ha costruito negli anni un rapporto sempre più stretto, ben prima dell’invito di Porto Rubino. “Il mio rapporto con la Puglia è uno dei più consolidati. Ho cominciato a suonarci nel 2018: il mio primo sold out l’ho fatto inaspettatamente proprio in Salento, a Lecce. Da allora ho suonato un miliardo di volte tra festival, club e rassegne. Negli ultimi anni ho sviluppato anche un rapporto speciale col Salento, ci vado tutti gli anni in vacanza. È un luogo che è diventato una seconda casa”.

I compagni di bordo e il rapporto con il pubblico

Uno degli aspetti più caratteristici di Porto Rubino è la condivisione del viaggio tra artisti. Nella tappa finale Venerus dividerà l'esperienza con Ditonellapiaga, Vale LP e Nico Arezzo.
"È sempre bello perché ogni artista crea un piccolo universo che porta in giro e spesso è abituato a conoscere il proprio e a presentarlo agli altri quando va a suonare. Quando c'è la possibilità di farlo insieme ad altre persone è come se questi universi collidessero. Ti rendi conto di quello che hai fatto tu e di quello che stanno facendo gli altri. È interessante vedere quello che costruiscono gli altri, avere un confronto con il resto della realtà che non sia solo il pubblico".

Che comunque mantiene un ruolo centrale nel suo percorso professionale. Un pubblico che negli anni è cresciuto insieme alla sua musica e che lui descrive come una vera comunità. "Il pubblico che viene ai miei concerti è un pubblico di cui sono molto orgoglioso e grato, che si mette in ascolto non solo della musica, ma anche delle altre persone. È super attento e rispettoso. C'è chi mi segue dall'inizio ed è cresciuto con me, ma nel frattempo la musica è arrivata anche ad altri e va in tante direzioni: persone grandi, persone molto giovani. C'è una sensazione di community e questo me lo fanno notare anche dall'esterno".
Più che intrattenere, l’obiettivo di Venerus sembra essere quello di creare uno spazio in cui possa accadere qualcosa di inatteso. “Spero che le persone si portino a casa qualcosa che trascende le proprie aspettative. Quando quello che ricevi è un po’ diverso da quello che cercavi è sempre speciale. Spero che il lavoro che faccio permetta questo. Non qualcosa di radicalmente opposto a ciò che le persone desiderano, ma la possibilità di percepire anche l’energia umana che c’è dietro il mio progetto e la mia filosofia di viaggio e di vita”. 

Il viaggio come motore della ricerca artistica

E proprio il viaggio continua a essere uno dei motori principali della sua ricerca artistica. Lo è stato anche recentemente con il tour in Brasile. "È una delle principali fonti di ispirazione, sia in senso geografico sia nella concezione della vita intesa come un viaggio. Mettersi sempre in movimento, in discussione, cercare di andare più a fondo di quello che si è scoperto. In Brasile è stato particolarmente forte perché è una cultura che, per la commistione di culture che nei secoli l'ha formata, ha sviluppato una capacità di accogliere gli altri senza giudizio. È stato molto liberatorio".
Un approccio che torna anche nel consiglio che rivolge ai giovani artisti che apriranno la serata di Porto Rubino. "Direi di inseguire sempre il proprio istinto. Oggi c'è una confusione enorme e spesso si cercano regole per capire quale sia la strada giusta. Io penso che la strada giusta non esista. Un artista dovrebbe affrontare questo viaggio con amore per la musica e per se stesso, senza accettare le regole di nessuno. Il viaggio più bello è quello in cui riesci a pubblicare la musica in cui ti rispecchi davvero, senza scendere a compromessi".
 


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