Quello di Ultimo e il suo concerto dei record a Tor Vergata solo con le prevendite ha superato il milione di euro di incassi. I biglietti costavano tra i 15 e i 20 euro e ne sono stati venduti in tutto 70 mila ancor prima che il film ieri arrivasse al cinema. Moltiplicate il numero di tagliandi per la media di 17,50 euro ed ecco che otterrete una cifra pari 1,26 milioni di euro. Quello degli Oasis, “Don’t look back in anger”, sull’epocale reunion dello scorso anno, ha registrato un incasso globale di 8,2 milioni di dollari - vale a dire oltre 7 milioni di euro - durante il suo fine settimana d’esordio. In Italia ha debuttato lo scorso 10 settembre direttamente al primo posto del box office italiano con un incasso di 162.000 euro e oltre 11.000 presenze nelle sale, arrivando nei quattro giorni successivi a quota 503.110 euro e 36.051 spettatori. Stiamo parlando, qualora non si fosse capito, del boom dei film-concerto, nuova frontiera del business musicale che consiste nel portare i concerti al cinema moltiplicando pubblico, esposizione mediatica e, naturalmente, incassi.
Le prossime uscite: dai Queen a Jovanotti
Il calendario delle uscite è fittissimo. Il 30 settembre arriveranno nelle sale i Linkin Park con “Unshatter”, che racconterà il ritorno della band dopo la morte di Chester Bennington: diretto da Joe Hahn, il film segue Mike Shinoda e compagni dalle prime sessioni in studio del 2022 insieme alla nuova cantante Emily Armstrong fino all’uscita dell’album “From zero” del 2024 e al concerto del 15 novembre di due anni fa all’Allianz Parque di San Paolo in Brasile, intrecciando filmati d’archivio, performance live e interviste. Dal 7 all’11 ottobre sarà la volta dei Queen con “Queen Budapest”, la versione restaurata del leggandario concerto di Freddie Mercury e soci a Budapest del 1986. Registrato il 27 luglio 1986 al Nepstadion di Budapest, durante il Magic Tour, il concerto rappresentò un momento rivoluzionario: in un periodo di profondi cambiamenti culturali e politici, i Queen divennero la prima rock band occidentale a esibirsi oltre la Cortina di ferro. Considerando che proprio la band di “We are the champions” nel 2018 contribuì a rivitalizzare il genere biopic grazie ai 911 milioni di dollari incassati con “Bohemian Rhapsody”, l’attesa è alle stelle. Un altro grande mito, dopo quello di Freddie Mercury, rivivrà al cinema dal 5 novembre: è George Michael, di cui David Austin e Andrew Morahan hanno realizzato un film sul “Faith tour”. Anche se non rientra propriamente nella categoria film-concerto, “Lorenzo - L’incredibile avventura di Jovanotti”, al cinema dal 26 novembre al 2 dicembre conterrà immagini dei live dell’eterno Ragazzo fortunato della musica italiana. Una sequenza che racconta anche qualcosa dello stato di salute del cinema. Le sale sono sempre più legate ai film-evento, ai blockbuster, alle rassegne speciali e a contenuti capaci di trasformare la proiezione in un'esperienza collettiva. A soffrire, in questo scenario, è la programmazione lineare tradizionale, soprattutto quella dei film medi che non hanno alle spalle né un grande franchise né una fanbase già mobilitata.
Perché i cinema puntano su questo formato
Una sequenza che racconta anche qualcosa dello stato di salute del cinema. Le sale sono sempre più legate ai film-evento, ai blockbuster, alle rassegne speciali e a contenuti capaci di trasformare la proiezione in un'esperienza collettiva. A soffrire, in questo scenario, è la programmazione lineare tradizionale, soprattutto quella dei film medi che non hanno alle spalle né un grande franchise né una fanbase già mobilitata. Il film-concerto si inserisce perfettamente in questa trasformazione. Costa meno di una grande produzione cinematografica, parte da un contenuto che ha già dimostrato di avere un pubblico e permette di sfruttare contemporaneamente due mercati: quello della musica e quello del cinema. Per gli artisti è un'altra finestra di monetizzazione e di promozione; per le sale è un contenuto capace di generare picchi di presenze; per gli spettatori, un modo per assistere a un concerto anche quando non hanno potuto esserci. Chiedetelo proprio ai fan di Ultimo che la sera del 4 luglio non erano tra i 250.332 spettatori de “La favola per sempre” a Tor Vergata: per loro, il film diretto da Giorgio Testi, che punta a far rivivere l’attesa, l’emozione, l’euforia collettiva di quella notte (dall'arrivo in elicottero alla spianata di Tor Vergata ai fuochi d'artificio finali su "Sogni appesi", passando per il duetto con il mentore Fabrizio Moro su "L'eternità" - nei titoli di coda c'è anche il nuovo singolo "Tutto"), è diventato una seconda possibilità, un modo per esserci almeno a distanza e rivivere sul grande schermo uno degli appuntamenti più importanti della carriera del cantautore romano. Per gli Oasis “Don’t look back in anger”, presentato in anteprima a Venezia, ha rappresentato anche un modo per trasformare la reunion in un evento globale e alimentare l'attesa in vista del tour del 2027, annunciato subito dopo l’uscita del film. Il cinema diventa così una tappa della strategia promozionale dell'artista: prolunga la vita di un concerto, raggiunge chi non era presente dal vivo e, soprattutto, permette di costruire un appuntamento internazionale concentrato in pochi giorni.
I grandi precedenti italiani e internazionali
Il fenomeno non è nato ieri. In Italia già nel 2011 Ligabue aveva portato al cinema lo storico concerto di Campovolo, trasformando uno degli appuntamenti più importanti della sua carriera in un prodotto cinematografico (ripeté l’operazione nel 2023). Nel 2017 era toccato a Vasco Rossi con “Modena Park”, che incassò 687.435 euro nei primi cinque giorni, con 49.409 spettatori. All’estero tra i casi di maggiore successo ci furono nel 2011 quelli degli One Direction con il film-concerto “Where we are” (15 milioni di dollari incassati a livello mondiale) e quello di Justin Bieber con “Never say naver” (99 milioni di dollari di incassi). Senza dimenticare gli U2 con U2 3D (incasso mondiale complessivo compreso tra i 22,7 e i 26,2 milioni di dollari a livello globale) e “This Is It” di Michael Jackson, il film costruito sulle prove dei concerti che Michael Jackson avrebbe dovuto tenere alla O2 Arena di Londra prima della sua morte, che con i suoi 4,2 milioni di euro di incassi nel 2009 rimane il film-concerto più visto di sempre in Italia.
La dimensione del fenomeno
La differenza, oggi, è la frequenza. E la dimensione. I vertici di Imax Corporation durante una riunione con gli investitori sui risultati del secondo trimestre del 2026 hanno sottolineato le performance particolarmente elevate registrate dagli eventi musicali nelle sale: dal film del concerto dei Bts a Seul del 2022, capace di generare 32,6 milioni di dollari in un solo giorno (il 12 marzo 2022) al film dell’“Eras Tour” di Taylor Swift, che nel 2023 ha raggiunto 267,1 milioni di dollari di incasso globale. E poi “Renaissance: A film by Beyoncé” (44,4 milioni di dollari nel 2023), l'operazione di Billie Eilish realizzata con James Cameron, “Hit me hard and soft: Live in 3D” (26,7 milioni di dollari). Il film-concerto ha una caratteristica che lo rende particolarmente interessante per gli esercenti: è già un evento prima ancora di arrivare in sala. Ha un pubblico potenziale costruito intorno al nome dell'artista, può contare su una comunità di fan facilmente raggiungibile attraverso i social e viene spesso distribuito per un periodo limitato, trasformando la proiezione in un appuntamento. Fattori che, insieme ai numeri, aiutano a capire perché il cinema stia diventando una estensione naturale dell’industria musicale.
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