Taylor Swift aveva assicurato che "The Life of a Showgirl" (qui la nostra recensione) fosse un disco chiuso, costruito intorno a dodici canzoni e senza altri brani destinati ad aggiungersi alla tracklist. A meno di un anno dall’uscita dell’album, però, la cantautrice è tornata sui propri passi pubblicando "The Life of a Showgirl: The Encore", nuova edizione che contiene quattro inediti registrati successivamente insieme a Max Martin e Shellback. Si tratta di "Patient Zero", "Cleveland!", "Pink Clouding" e "Babylon", quattro canzoni che guardano in direzioni diverse e attraversano relazioni finite, ferite rimaste aperte, il rapporto con Travis Kelce e il modo in cui il passato continua a cambiare significato quando lo si osserva a distanza di anni.
Le nuove tracce non erano state lasciate fuori dalle sessioni originali dell’album, e Swift ha raccontato di essere tornata in Svezia con Martin e Shellback dopo la prima settimana di pubblicazione di "The Life of a Showgirl", inizialmente con l’intenzione di festeggiare il successo del progetto. La presenza di uno studio nelle vicinanze ha però riportato i tre al lavoro e da quelle sessioni sono nate altre quattro canzoni, che la cantante ha definito frutto della gratitudine per l’accoglienza ricevuta dal disco.
La prima è "Patient Zero", scelta anche come singolo di lancio della nuova edizione. Il titolo prende in prestito l’espressione utilizzata per indicare il primo caso individuato all’interno di un contagio e la sposta sul terreno delle relazioni. Swift sembra rivolgersi a qualcuno che potrebbe trovarsi con un uomo che lei conosce già molto bene, presentandosi come la prima persona ad aver sperimentato sulla propria pelle le conseguenze emotive di quel rapporto. Nel ritornello descrive una figura capace di nascondere qualcosa di oscuro dietro un’apparenza rassicurante e offre il proprio sostegno a chi dovesse arrivare, prima o poi, allo stesso punto. "When the toxins take their hold, you'd rather die than let it go / But if you're sick of him, I got you, I was patient zero", canta la popstar.
Intorno al significato del brano sono già nate diverse interpretazioni e alcuni fan leggono la canzone come un messaggio rivolto alla nuova compagna di un ex, altri hanno ipotizzato che possa raccontare il sostegno offerto da Swift a un’amica dopo la fine di una relazione. È tornato inoltre a circolare un articolo pubblicato nel 2024 dal "Los Angeles Times", nel quale la popstar era stata definita "patient zero for emotional contagion" parlando dell’attenzione generata dalla sua relazione con Travis Kelce. Non è però emersa alcuna conferma di un collegamento tra quella frase e la nascita del pezzo.
Il brano sarà accompagnato da un videoclip con protagonisti Dakota Johnson e Colin Farrell, e che verrà pubblicato durante gli MTV VMAs di domenica 27 settembre.
"Cleveland!" si sposta invece sul presente e sembra riferirsi direttamente a Kelce, originario dell’Ohio e nel frattempo diventato marito di Swift. Qui la cantante non guarda indietro, ma risponde alle critiche rivolte alla loro relazione rivendicando apertamente ciò che prova. "Mi ha già portata a Cleveland / e mi ha mostrato The Heights, quindi odiate pure quanto volete / questo è l’amore della mia vita", canta nel ritornello. Nella parte finale compare anche un riferimento alle nozze, con Swift che dice di indossare ormai il bianco e ribadisce di non essere interessata alle opinioni di chi continua a commentare il loro rapporto.
Il brano offre anche uno sguardo più personale sulla dinamica tra i due. Nel bridge Swift scherza sull’idea che, in fondo, nella vita basti trovare una sola persona al mondo che non ci consideri completamente insopportabili, per poi aggiungere di avere trovato la propria. Il riferimento a Cleveland, del resto, non è soltanto simbolico. Negli ultimi anni Swift ha trascorso del tempo nella zona insieme a Kelce, che ha più volte parlato pubblicamente del piacere di mostrarle i luoghi in cui è cresciuto e le squadre sportive per cui ha sempre fatto il tifo.
Se "Cleveland!" racconta una relazione arrivata a un punto di stabilità, "Pink Clouding" torna invece a un legame del passato e assume quasi la forma di una richiesta di scuse. Il titolo riprende l’espressione "pink clouding", utilizzata per descrivere una fase di euforia intensa e temporanea, quando tutto sembra improvvisamente migliore di quanto sia davvero. Nel brano Swift racconta una relazione vissuta inizialmente come una sorta di vertigine, per poi ammettere di essersene allontanata e di avere lasciato l’altra persona sospesa su quella "nuvola rosa".
A distanza di anni, il tono è soprattutto quello del rimorso. Swift dice di continuare a chiedersi come chiedere scusa e riconosce che quella persona non meritava il modo in cui venne trattata. "And I swear to God, to this day / I wake up scared that I left scars on a good person", canta Taylor nel bridge, prima di augurarsi che l’ex sia riuscito ad "atterrare sano e salvo" e che oggi sia felice. Tra i nomi indicati dai fan sono comparsi Harry Styles e Tom Hiddleston, ma si tratta al momento soltanto di interpretazioni.
Il quarto inedito, "Babylon", affronta ancora una relazione che non ha funzionato, ma allarga il discorso al modo in cui spesso si comprende il valore di qualcosa soltanto dopo averlo perso. Il riferimento a Babilonia non è nuovo nella scrittura di Swift, con i Giardini di Babilonia comparsi già in "Cowboy like me", contenuta in "Evermore", e l’immagine era tornata anche in "Us.", il brano di Gracie Abrams scritto insieme alla cantante. La metafora acquista qui un significato ancora più esplicito. I Giardini pensili sono ricordati come una delle Sette Meraviglie del mondo antico, ma la loro stessa esistenza è stata a lungo oggetto di discussione. In "Babylon", quell’immagine diventa così il simbolo di qualcosa di straordinario costruito da due persone e poi perduto, fino al punto da domandarsi quasi se sia mai esistito davvero.
Swift racconta qualcuno incapace di vivere fino in fondo ciò che ha davanti perché continuamente rivolto verso il passato. "You never knew that it was Babylon / 'Til it was gone", afferma Swift nel ritornello. Nel bridge il messaggio diventa ancora più diretto, quando descrive la nostalgia come un’arma usata contro se stessi e osserva come l’incapacità di essere presenti finisca inevitabilmente per ferire anche chi sta intorno.
Le quattro nuove canzoni finiscono così per ampliare "The Life of a Showgirl" senza limitarsi ad aggiungere materiale alla sua tracklist. "Patient Zero" guarda agli effetti lasciati da una relazione, "Cleveland!" difende apertamente il presente con Kelce, "Pink Clouding" torna su un rapporto passato con il peso del rimorso e "Babylon" riflette su ciò che si riconosce come prezioso soltanto quando ormai non c’è più. Quattro prospettive diverse che, insieme, trasformano "The Encore" in una sorta di appendice sentimentale dell’album originale.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Michele Aldeghi
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link