Il Glastonbury quest’anno non si svolgerà. Lo aveva annunciato l’organizzatrice Emily Eavis già due anni fa, spiegando che il festival nel 2026 si sarebbe preso un anno di pausa. Una scelta pesante, che ha lasciato un vuoto evidente nel calendario estivo europeo, soprattutto per chi considera Glastonbury una specie di bussola culturale dei grandi festival. In assenza di Glastonbury, lo Sziget, che quest’anno si svolgerà dall’11 al 15 agosto, si ritrova sotto i riflettori più di quanto non accada normalmente. Non che ne avesse bisogno: quello di Budapest è da oltre trent’anni uno dei festival più riconoscibili d’Europa, costruito sull’Isola di Óbuda come un piccolo mondo temporaneo - Island of freedom, “l’isola della libertà”, è definito da anni dagli stessi organizzatori - che ogni agosto si accende a pochi chilometri dal centro della città. Ma l’edizione 2026 sarà all’altezza del ruolo che si ritrova a ricoprire quest’anno?
Il festival ha rischiato di saltare
L’edizione 2026 fino allo scorso novembre era tutto meno che scontata. In pochissimi, oltre i confini ungheresi, erano al corrente che una delle manifestazioni musicali più note a livello europeo, che in trentadue anni ha richiamato oltre 11 milioni di spettatori da tutto il mondo, fosse sul bordo del precipizio. Il fondo KKR, che dal 2024 controllava il festival attraverso Superstruct Entertainment, aveva deciso di ridurre i rischi e concentrarsi su festival più redditizi in Europa occidentale, mettendo in discussione proprio lo Sziget. A salvarlo è stato il ritorno di Károly Gerendai, che nel 1993, insieme a Müller Péter Sziámi, aveva fondato il festival nato inizialmente come un raduno studentesco per i giovani di Budapest, prima di diventare una delle manifestazioni estive più popolari a livello internazionale. “Il festival potrà continuare a essere uno dei più rilevanti in Europa, preservando i valori che rappresenta da oltre trent’anni e rafforzando quel fascino unico che lo colloca in una categoria a parte nel panorama europeo dei festival”, ha dichiarato a Rockol Tamás Kádár, CEO della Sziget Zrt, la società organizzatrice dello Sziget.
Il cartellone: da Florence a Wolf Alice, passando per Peggy Gou
Archiviati i retroscena, sono arrivati gli annunci. L’offerta dell’edizione 2026 è variegata, come da tradizione dello Sziget, tra grandi nomi capaci di riempire i main stage e proposte curiose. Si comincia l’11 agosto con un’apertura che mette subito in chiaro il tono del festival: Sombr e Zara Larsson sul versante pop internazionale, Wolf Alice a portare quella tensione tra indie e rock che allo Sziget funziona sempre, e Dijon a spostare l’asse verso sonorità più contemporanee e ibride. Il giorno dopo sul palco principale arriveranno i Twenty One Pilots, ormai habitué dei grandi palchi europei, condividendo il cartellone con Ashnikko, Biffy Clyro e Tash Sultana. Il 13 agosto ha invece un tono più “festival classico”. Sul main stage, il palco principale, si alterneranno Florence + The Machine e Lewis Capaldi, a guidare una giornata pensata per essere una delle più affollate. Il 14 agosto alza il volume: Bring Me The Horizon, Skepta e Peggy Gou raccontano bene lo Sziget contemporaneo, tra rock, rap e elettronica che convivono senza gerarchie, come se fossero parti dello stesso linguaggio. Il 15 agosto chiude il festival con una combinazione che guarda sia al presente sia al futuro: Jorja Smith e Skrillex, due mondi molto diversi, ma entrambi centrali nel modo in cui oggi si immagina un grande festival europeo.
Chi ci sarà per l'Italia
Al di là dei grandi nomi, ci sono le varie proposte “minori” tutte da scoprire. D’altronde lo Sziget si è sempre comportato come una piattaforma europea: un luogo in cui le scene nazionali non vengono solo invitate, ma integrate dentro un racconto più ampio, dove il confine tra centro e periferia musicale è molto più sfumato. L’Italia, in questo senso, è sempre stata una presenza riconoscibile: dal leggendario concerto di Jovanotti del 2006 sul palco principale (nell’anno dei mondiali vinti dagli Azzurri di Cannavaro, Grosso, Pirlo e Materazzi) ai set di Liberato e Victoria De Angelis dei Maneskin dell’estate 2024, allo Sziget l’Italia non è mai stata una semplice quota geografica da riempire. Gli “ambasciatori” italiani in terra ungherese, quest’anno, saranno Emma Nolde, i Patagarri e Chadia. Tre proposte diverse, tra rock d’autore, folk-jazz e rap, che puntano a mostrare al pubblico internazionale l’Italia musicale meno stereotipata della musica tricolore che va per la maggiore all’estero.
Gli altri festival
Ad accendere la stagione dei grandi raduni estivi ci ha pensato all'inizio di giugno il Primavera Sound di Barcellona, che dal 3 al 7 giugno ha visto alternarsi sul palco del Parc del Forum The Cure, Gorillaz, Massive Attack, Doja Cat, XX. Non è stata, però, un'edizione fortunatissima: il maltempo ha rovinato l'"esperienza" ai fan, spingendo gli organizzatori a cancellare alcuni concerti. Se l'anno scorso la cinque giorni di musica radunò 293 mila spettatori, quest'anno il festival ha visto la partecipazione di 287 mila persone. Il Rock Werchter 2026 dal 2 al 5 luglio punta a radunare a Werchter, in Belgio, 350 mila spettatori, con una line up che spazia dagli stessi The Cure ai Mumford and Sons, passando per Moby, Prodigy e XX. Sono invece 200 mila gli spettatori attesi complessivamente dall'8 all'11 luglio al Mad Cool di Madrid, in Spagna: sul palco Foo Fighters, gli stessi Florence and the Machine, Nick Cave, Moby, David Byrne. Sulle stesse cifre si muove il Rock en Seine di Parigi, in programma dal 26 al 30 agosto, con gli onnipresenti The Cure, Tyler, the Creator, Lorde, Nick Cave, Djo, Black Keys.
I numeri dello Sziget (e i biglietti)
Ciò che distingue lo Sziget dagli altri festival è il fatto di essere un festival che più di ogni altro ha costruito la propria identità attorno all'idea di una città temporanea: per cinque giorni l'Isola di Óbuda si trasforma in un microcosmo dove la musica convive con teatro, arti performative, circo contemporaneo, incontri culturali, installazioni artistiche e attività sportive. Se il Primavera Sound è diventato negli anni il punto di riferimento per gli appassionati di musica alternativa e il Rock Werchter continua a rappresentare uno dei più solidi festival rock europei, lo Sziget punta invece sul concetto di esperienza immersiva. I biglietti, peraltro, restano su una fascia relativamente accessibile per gli standard dei grandi eventi europei: dai 215 euro per tre giorni ai 309 euro per l’intero festival, con tariffe ridotte per gli under 21 e il campeggio base incluso. Lo scorso anno ha chiuso con 416 mila visitatori in sei giorni, in crescita rispetto all’edizione precedente, anche grazie a nomi come Charli XCX e Shawn Mendes. Numeri solidi, che raccontano un festival ancora molto vivo, nonostante le tensioni che lo hanno attraversato. Quest’anno riuscirà a superarsi?
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link