Gianni Morandi ti accoglie nel giardino di casa sua con un grande sorriso e con l'iPhone tra le mani. Dall'altra parte dello schermo c'è Lorenzo Cherubini Jovanotti in videochiamata. Un benvenuto d'eccezione per i giornalisti arrivati da Milano e Roma tra le colline del bolognese. È un giorno straordinario per casa Morandi, perché il salotto e la cucina diventano per qualche ora una sala stampa d'eccezione. La televisione diventa lo schermo per vedere il videoclip dell'ultimo singolo "Monghidoro", brano in uscita venerdì 3 aprile (presentato in anteprima a Che Tempo Che Fa) e che vede per la terza volta il sodalizio artistico Morandi-Jovanotti. «Mi ha chiamato e mi ha detto: "Ti serve una canzone per il nuovo tour, un brano da cantare all'inizio della scaletta, qualcosa che parli di te". Il giorno dopo mi ha mandato il testo e la musica, lo abbiamo registrato ed eccoci qui». È un rapporto di stima e amicizia iniziato tempo fa: «Siamo diventati amici quando mi sono fatto male alla mano, a cinquanta metri da qui (indica un lato del giardino), la sera stessa mi ha chiamato. Ero ricoverato nel reparto grandi ustionati dell'ospedale a Cesena, dove poi sono rimasto per trenta giorni. In quel momento Lorenzo mi ha mandato il brano "Allegria": mi ha dato coraggio. Da lì non abbiamo più smesso di sentirci. Quando sono tornato al Festival di Sanremo ha scritto per me "Apri tutte le porte" e ora è arrivato questo nuovo pezzo».
Un singolo che è un omaggio alla lunga carriera del cantante, nato proprio nel piccolo comune del bolognese e poi diventato icona nazionalpopolare con brani come "Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte", "Andavo a cento all’ora", "In ginocchio da te". "Monghidoro", l'ultimo brano, ha un ritmo scanzonato che si chiude con una chiara intenzione: "Ciak, azione, si gira". All'età di 81 anni, «avete sentito bene, 81 anni», Gianni Morandi annuncia il suo nuovo tour nei palazzetti di tutta Italia: "C'era un ragazzo - Gianni Morandi story", nato in occasione dei 60 anni dall'uscita di quel brano contro la guerra del Vietnam che la Rai censurò. «È passato molto tempo ma le cose non sono cambiate, siamo sempre in guerra e quella canzone rimane attuale - racconta, facendo riferimento a oggi -. Nei primi anni Ottanta, andai in Russia per un tour di quaranta giorni e venni premiato per il mio impegno come cantante pacifista. A sessant'anni di distanza è proprio quel paese ad attaccare altri stati».
Quello di Gianni Morandi non sarà un tour per nostalgici. «Ci saranno anche due brani nuovi, quello di Jovanotti ma anche un pezzo scritto da Giovanni Caccamo che parla della funzione della musica, di quelle canzoni che restano nel tempo, che si legano ai momenti importanti delle nostre vite». E continua: «Ancora oggi quando canto "Uno su mille" mi commuovo, ha delle parole forti». Un tour che promette sorprese. «Sono contento di riempire ancora gli stadi. Per questo tour mi sto preparando come sempre, corsa e palestra. Sul palco lascerò tanto all'improvvisazione». Mentre sui possibili ospiti aggiunge: «Sono contento di chi vorrà venire a trovarvi. Forse verrà mio figlio Pietro (in arte Tredici Pietro) ma ancora non lo so». Così come non è ancora confermata la presenza di Jovanotti, ma Morandi assicura che le sorprese non mancheranno.
Trascorrere delle ore con Gianni Morandi significa scardinare la linea temporale tra presente e passato. Il cantante, attore, conduttore televisivo viene incalzato più volte nel raccontare i momenti più belli della sua carriera: «Ricordo quando sentii per la prima volta in un jukebox la mia voce con "Andavo a 100 all’ora" fu incredibile». Mentre tra i più difficili ricorda quel periodo buio in cui le porte della musica sembravano essersi chiuse: «Avevo 36 anni e non mi chiamava più nessuno, stavo valutando di cambiare mestiere. A quel punto ho deciso di iscrivermi al conservatorio per studiare il contrabbasso. Frequentando quei corsi ho imparato a cantare per davvero, ma è stato anche il periodo in cui ho imparato a fare il padre». Racconta poi il 4 luglio del 1971, quando aprì il concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli: «Un boato al rovescio, ci tirarono dietro di tutto». Un ricordo che lo porta a parlare dell'amico Lucio Dalla: «Era capace di trasformare tutto in spettacolo. Era un uomo imprevedibile, troppo bravo», e poi di Gino Paoli e del loro incontro sul palco di Sanremo nel 2023. Il tour partirà il 15 aprile da Conegliano per poi toccare tutta Italia. «Sarà un tour in cui racconterò tanto della mia vita, ma anche di quello che ci sta accadendo oggi. Ma lo spazio sarà delle canzoni, le persone vogliono cantare. Sarà un bel tour».
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