Centinaia di migliaia di follower persi, biglietti in ribasso e artisti in fuga dal tour, oltre al timore di rischi per la sua incolumità. Sulle conseguenze della vicenda Macklemore su Ed Sheeran e il suo attuale tour è stato scritto e detto di tutto, in questi giorni. Lo stesso Sheeran si è esposto ad un certo punto in prima persona, ammettendo - in lacrime - di aver commesso degli errori e spiegando di aver temuto per la sua incolumità, scegliendo di rimuovere in occasione del concerto di sabato sera a Philadelphia, il primo dopo la vicenda, il palco in mezzo al pubblico «perché non sapevo che tipo di reazioni avrei incontrato». Ma quanto è costata realmente la polemica al cantautore britannico in termini di danno di immagine e soldi? Facciamo fact checking. La risposta, almeno per ora, è meno clamorosa dei numeri che hanno accompagnato la vicenda: non è possibile stabilire quanto denaro Ed Sheeran abbia effettivamente perso. Alcuni indicatori mostrano però che una forma di contraccolpo c'è stata: il cantante ha perso centinaia di migliaia di follower in pochi giorni, i prezzi dei biglietti sul mercato secondario sono scesi, tutti gli artisti di supporto hanno lasciato il tour in segno di solidarietà con Macklemore e almeno una radio ha rimosso la sua musica dalla programmazione. Allo stesso tempo, nessuno di questi dati, preso singolarmente, equivale a una perdita economica per Sheeran.
La crisi è esplosa dopo l'esclusione di Macklemore:
La vicenda è iniziata dopo che in occasione della tappa del tour al MetLife Stadum del new Jersey dello scorso 4 settembre Macklemore, uno degli artisti scelti per aprire gli show, ha espresso pubblicamente il proprio sostegno ai palestinesi. Pochi giorni dopo è stato annunciato che Macklemore non avrebbe più partecipato alle restanti date statunitensi del “Loop Tour”. Il rapper ha sostenuto che diversi stadi avessero comunicato al promoter che non gli avrebbero consentito di esibirsi. Ed Sheeran ha attribuito la decisione al promoter Messina Touring Group, spiegando di non essere stato lui a decidere l'esclusione dell'artista. Anche Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, ha confermato di avere avuto un ruolo nella decisione relativa alla presenza di Macklemore nello stadio di Foxborough, motivandola con i recenti commenti del rapper e con precedenti controversie. «Non sono complice. Ho le mie opinioni personali su questo conflitto devastante. Solo perché scelgo di non esprimermi pubblicamente, non significa che non le abbia, né che non mi stia a cuore. Né tantomeno che non sostenga queste cause a modo mio», ha fatto sapere Sheeran.
Il primo contraccolpo: oltre 260 mila follower in meno:
Il dato più immediato riguarda Instagram. Secondo i dati di Social Blade, un sito che si occupa del monitoraggio delle statistiche sui social riportati, nel giorno successivo all'annuncio dell'esclusione di Macklemore il cantautore britannico ha perso 149.636 follower. Nei giorni successivi il calo è proseguito e, nell'arco di tre giorni, la perdita complessiva ha superato i 260 mila follower. Nello stesso periodo Macklemore ha invece registrato una crescita molto forte, con oltre 750 mila nuovi follower nelle prime 24 ore. Il dato è reale e indica una reazione negativa significativa sui social. Ma non può essere trasformato automaticamente in una perdita economica. Del resto Sheeran aveva circa 47,6 milioni di follower prima della crisi e il suo pubblico Instagram è sceso a circa 47,3 milioni. Parliamo quindi di una diminuzione nell'ordine di alcune centinaia di migliaia su una base di decine di milioni. La perdita è stata dello 0,63%, una quantità davvero minima.
Un secondo indicatore arriva dal mercato secondario dei biglietti:
Secondo TicketData, che monitora in tempo reale i prezzi dei biglietti per gli eventi, nei giorni immediatamente successivi all'esclusione di Macklemore i prezzi di rivendita delle date successive del tour hanno registrato una flessione sul secondary ticketing. Attenzione: parliamo di rivendite sul mercato secondario, non di vendite attraverso i canali ufficiali. Per il concerto di Philadelphia, il prezzo minimo d'ingresso è passato da 126 a 96 dollari, cioè circa il 24% in meno. Nel complesso, TicketData ha rilevato un calo di circa l'11% dei prezzi di rivendita. Il dato, tuttavia, va letto con cautela. La stessa analisi ha rilevato che per le 17 date precedenti del tour i prezzi sul mercato secondario erano scesi mediamente del 22% nelle due settimane precedenti allo spettacolo. Il calo di Philadelphia appariva quindi particolarmente accentuato, ma non rappresentava un fenomeno completamente nuovo per questo tour. Un'altra fotografia, realizzata da TicketNews tra il 15 e il 18 settembre, mostra un mercato che si è indebolito ma non è collassato: il prezzo minimo medio è passato da 71 a 67 dollari, con una flessione del 5,9%, mentre il numero di biglietti disponibili è aumentato del 6,8%. Per il concerto del 25 settembre al Gillette Stadium, l'inventario sul mercato secondario è cresciuto di quasi il 27%.
Quattro artisti hanno lasciato il tour
Sul piano professionale, invece, le conseguenze sono evidenti. Dopo l'esclusione di Macklemore hanno annunciato il ritiro Aaron Rowe, Finneas, Lukas Graham e i Beoga, la band irlandese che accompagnava Sheeran in una parte dello spettacolo. Rowe e Lukas Graham avrebbero dovuto partecipare alle date statunitensi restanti; Finneas era previsto per le successive date sudamericane, mentre Beoga aveva un ruolo direttamente integrato nello show di Sheeran. Tutti gli artisti d’apertura hanno scelto di farsi da parte dopo l’esclusione di Macklemore. Sheeran si è ritrovato così costretto a dover modificare il proprio spettacolo e sostituire i musicisti che avevano abbandonato la tournée. Non sono stati resi pubblici i compensi degli artisti, i costi delle sostituzioni né eventuali penali o altri oneri contrattuali.
Il primo concerto dopo la polemica non dimostra un tracollo commerciale:
Il primo vero banco di prova è arrivato con il concerto dello scorso sabato a Philadelphia al Lincoln Financial Field. La data era particolarmente attenzionata perché rappresentava il primo show di Sheeran dopo l'esplosione della controversia. La situazione ha portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza: la polizia di Philadelphia ha annunciato un dispiegamento significativo di agenti in occasione dell'evento, anche alla luce delle proteste previste all'esterno dello stadio. Il concerto si è comunque svolto regolarmente e Sheeran è salito sul palco affrontando direttamente la controversia. Allo stadio c'erano 50 mila spettatori.
Anche il danno all'airplay, per ora, è circoscritto:
Un'altra conseguenza documentata riguarda la radio. Il 17 settembre Classic Hits Radio, emittente irlandese (379 mila ascoltatori a settimana), ha annunciato di avere rimosso le canzoni di Sheeran dalla propria playlist «per il prossimo futuro», spiegando che la decisione era arrivata dopo le reazioni degli ascoltatori e le defezioni degli artisti dal tour. La stessa emittente ha precisato di riconoscere la spiegazione fornita da Sheeran e l'esistenza di opinioni differenti sulla vicenda. È dunque un caso concreto di conseguenza reputazionale e professionale. Ma non equivale a un boicottaggio generalizzato dell'artista: non risultano, al momento, evidenze di una rimozione della sua musica da parte dell'intero sistema radiofonico.
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