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Pubblicata anche in Italia l'autobiografia di Serj Tankian

15.06.2026 Scritto da Redazione Rockol

“Down with the System – Un’autobiografia (o quasi)” di Serj Tankian arriva per la prima volta in Italia. Pubblicato da Il Castello nella collana Chinaski, il libro sarà disponibile in libreria a partire dal 17 giugno.

Più che una semplice autobiografia del frontman dei System of a Down, il libro è un viaggio attraverso esperienze personali, battaglie civili, successi artistici e riflessioni sul ruolo dell’individuo nella società. Tankian ripercorre le origini della sua famiglia armena e la crescita negli Stati Uniti, raccontando come identità culturale, memoria storica e senso di giustizia abbiano contribuito a plasmare la sua visione del mondo.

'Down with the System' offre uno sguardo sulla nascita e sull’evoluzione dei System of a Down. "Il giorno in cui raggiungemmo il primo posto con il secondo album, "Toxicity", era l’11 settembre 2001". Racconta il suo primo concerto nel 1984, quando la fidanzata lo portò a vedere gli Iron Maiden: "Non diventai mai un fan sfegatato del metal come gli altri membri del gruppo". Ripercorrendo gli anni dell’esplosione del nu metal, scrive: "Ci fu l’esplosione di band come Korn, Limp Bizkit, Incubus, Slipknot, Linkin Park, A Perfect Circle e Papa Roach. Anche se non mi sentivo necessariamente in sintonia con tutti quegli artisti, i loro successi ci hanno certamente aperto la strada. Il video di "Chop Suey!" è stato il primo brano metal a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube."

Particolare attenzione è dedicata alla causa armena e all’impegno portato avanti negli anni per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul riconoscimento del genocidio e sulla tutela dei diritti umani. "I servizi segreti turchi mi tenevano d’occhio e seguivano i miei spostamenti. Il clamore che avevo sollevato aveva attirato la loro attenzione, ma non in senso positivo". Emblematico l’episodio del 2002, quando Tankian minacciò di lasciare la band se Sony non avesse accettato di affidare a Michael Moore la regia del videoclip di “Boom!”. Allo stesso modo, racconta: "Da emergenti, rifiutammo di aprire un concerto degli Slayer a Istanbul in segno di protesta contro la Turchia, che continua a negare il genocidio armeno. Tom Araya capì la nostra posizione e non se la prese." Per Serj Tankian la musica non è mai stata soltanto intrattenimento, ma uno strumento per porre domande, stimolare il pensiero critico e favorire il dialogo. "So con certezza di aver perso dei fan a causa delle mie idee politiche e del mio attivismo, probabilmente migliaia".

Pur affrontando temi spesso drammatici, il libro non rinuncia a momenti di leggerezza: Buckethead lo chiamava alle quattro del mattino lasciandogli in segreteria assoli di chitarra lunghi quindici minuti; Lemmy dei Motörhead viene ricordato in costume da bagno e cappello da cowboy, su una sdraio nel backstage dell’Ozzfest. Mike Patton, uno dei suoi più grandi mentori, riuscì invece a liberare un tour bus proiettando a tutto volume un film porno tedesco sugli schermi del mezzo. "La prima volta che incontrai Tom Morello ci rivolgemmo a malapena la parola." Da quell’incontro nacque però un sodalizio umano e professionale che continua ancora oggi, tra musica e attivismo.

Tankian ripercorre anche i progetti sviluppati al di fuori della band e spiega le ragioni che lo portarono, nel 2006, ad allontanarsi dai System of a Down all’apice del successo, preferendo prendere le distanze piuttosto che affrontare tensioni interne ormai insanabili. Nonostante ciò, ha continuato a considerare gli altri membri come amici fraterni. Parallelamente, si è dedicato alla composizione per il cinema e per l’orchestra, sperimentando nuovi linguaggi musicali nei suoi album solisti e dimostrando come la sua identità artistica vada ben oltre i confini della band. Con la sua etichetta Serjical Strike sfiorò anche l’opportunità di mettere sotto contratto i Muse e, come compositore, fu vicino a firmare la colonna sonora de “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Nel 2023, durante quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo concerto dopo la reunion del 2011, Tankian ebbe una visione: "Vedevo mio figlio Rumi insieme ai figli degli altri membri della band, che saltavano, ballavano e si scatenavano al ritmo della nostra musica. In quel momento ho realizzato che i System of a Down non sono solo una band, ma una vera famiglia."

I System of a Down saranno in concerto all'Ippodromo SNAI La Maura di Milano il prossimo 6 luglio per l’unica data italiana.

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