Dieci concerti anziché un unico mega-evento: la scelta di Vasco Rossi di festeggiare i suoi cinquant'anni di carriera l'anno prossimo allo Stadio Olimpico di Roma con una residency anziché con un nuovo Modena Park, ovvero un raduno da migliaia e migliaia di biglietti venduti, ha spiazzato i fan del rocker di Zocca. A dieci anni dalla festa epocale del 2017, per la quale furono venduti 225.173 biglietti, questi ultimi si aspettavano un nuovo record (quello di Modena Park sta per essere battuto da Ultimo, che il 4 luglio a Tor Vergata, proprio a Roma, si esibirà per 250 mila spettatori). E del resto proprio Vasco, nelle scorse settimane, anticipando i primi dettagli delle celebrazioni per il cinquantennale di carriera, aveva parlato di un «evento epocale che coinvolgerà oltre 500 mila persone». Tecnicamente è così: i dieci concerti in programma allo Stadio Olimpico di Roma nel giugno del 2027, di cui sono state da poco annunciate le date, raduneranno complessivamente 500 mila persone. Ma cosa c'è dietro la scelta di Vasco di fare una residency, anziché un unico mega-evento?
A spiegare le ragioni della residency è stato Vasco stesso, sui social. Intanto ha fatto sapere che l'idea era quella di «trasformare questo anniversario in un evento goduto e partecipato». Non un unico grande evento, quindi, ma «una festa diffusa, pensata perché tutti possano vivere il concerto con più facilità, sicurezza e qualità». In effetti mettere in piedi Modena Park, nel 2017, fu uno sforzo enorme, soprattutto sul piano della sicurezza. Le cronache ricordano ancora le cifre del dispiegamento di uomini: 5.500 addetti alla sicurezza coinvolti. Nel giorno del concerto furono impiegati circa 1.200 operatori nei punti più sensibili dell’area, affiancati da forze dell’ordine, volontari e personale della Protezione civile. L’attenzione era particolarmente alta anche per il contesto internazionale dell’epoca, segnato da diversi attentati terroristici in Europa. Nonostante la complessità dell’evento e l’afflusso record di pubblico, il concerto si svolse senza incidenti rilevanti, diventando uno dei più grandi successi organizzativi della storia della musica dal vivo in Italia.
Vasco ha poi aggiunto: «Non interessa più neanche a me preparare uno spettacolo gigantesco per farne una sola replica. Adesso la penso così: non si festeggia mai abbastanza». Da qui la scelta di dare appuntamento al suo popolo per più sere: «Prepareremo certamente uno show indimenticabile e rivoluzionario, ma poi me lo voglio godere anch’io. Almeno per un mese».
I dieci concerti all'Olimpico rappresenteranno l'apice delle celebrazioni per il cinquantennale di carriera, che in realtà partiranno già in primavera. Si legge infatti nel comunicato diffuso da Live Nation, che organizza gli show di Vasco: «Sarà dunque Roma, a partire dalla prossima primavera e poi durante tutto il mese di giugno, ad aprire le porte dei suoi luoghi più prestigiosi ospitando il più grande evento live (e non solo) mai realizzato nella storia della musica italiana. La Capitale, la Città Eterna, diventerà il cuore delle celebrazioni dedicate a una carriera infinita che continua a unire generazioni diverse attraverso la musica, le emozioni e la libertà raccontate dalle sue canzoni». Tradotto: non solo concerti. Il "Giubileo di Vasco" prevederà anche una serie di altre iniziative. Si parla già di una mostra ancora in fase di trattative, che porterà il Vascoverso nella Capitale tra cimeli, rarità, foto e quant'altro.
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