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Paola Turci: "Ma noi ce l'abbiamo ancora un po' di pietà?"

01.10.2026 Scritto da Paolo Panzeri

"“Amore a dismisura” nasce da una domanda, più che da una risposta. Ci hanno insegnato che amare senza misura sia la forma più alta dell’amore (Sant’Agostino), ma esiste una linea sottile dove la passione si trasforma in dipendenza, il desiderio in possesso, la dedizione in annullamento. Tra fragilità e forza, abbandono e resistenza, luce e ombra, “Amore a dismisura” cammina su quel confine, guardandolo negli occhi." Così Paola Turci racconta il titolo del suo nuovo album in uscita il 2 ottobre a sette anni di distanza dal precedente "Viva da morire" (leggi qui la recensione).

“Amore a dismisura” verrà pubblicato per BMG solo sul supporto fisico nelle seguenti edizioni: CD standard con booklet; Vinile Collector’s Edition, in edizione limitata e numerata, con cover alternativa e cartolina autografata da Paola Turci e Digital Download. La musicista romana presenta il disco dicendo: “Questo disco nasce come un percorso di scrittura e interpretazione che attraversa identità, fragilità, trasformazione e memoria emotiva. Non è una raccolta di brani “tematici” in senso stretto ma una narrazione che si costruisce per frammenti: relazioni, città, ritorni, conflitti interiori, e la continua oscillazione tra ciò che si perde e ciò che si ricompone. Ogni canzone è un punto di vista, una voce, un passaggio di stato. Il filo comune non è una storia unica ma uno sguardo: quello di chi attraversa la complessità emotiva senza semplificarla”.

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Dopo l'uscita dell'album, Paola Turci incontrerà i fan martedì 6 ottobre alla Feltrinelli di Roma (Largo di Torre Argentina) e mercoledì 7 ottobre alla Feltrinelli di Milano (Piazza Duomo) per due appuntamenti di presentazione e firmacopie. Le canzoni di “Amore a dismisura” verranno presentate in concerto il 29 novembre alla Santeria Toscana 31 di Milano e il 3 dicembre al Largo Venue di Roma.

L'abbiamo incontrata negli uffici di BMG per farci raccontare qualcosa di più sul suo nuovo album.

Sono passati sette anni dal tuo precedente album "Viva da morire", uscito nel 2019, non era mai accaduto in passato, quali sono i motivi per cui è trascorso un lasso di tempo così lungo?

Principalmente c'è stato il Covid, per me è stato davvero uno stop. La pandemia, non è piacevole ricordarla, io ricordo quel silenzio, in genere io amo il silenzio, lo cerco sempre il silenzio, ma quello è stato veramente diverso, perché poi è stato comune a tutti, c'era un silenzio generale. Io l'ho vissuto al mare per fortuna, mi ritrovavo stranamente a non avere più una casa a Roma, perché l'avevo affittata. Mi sono ritrovata senza casa, perciò sono andata a casa al mare col mio cane, io e il mio cane lì per tre mesi, è stato bellissimo perché andavamo al mare tutte le mattine, però non riuscivo più ad ascoltare la musica, non riuscivo più a suonare. Zero.

Sempre parlando di tempo quanto ce ne è voluto per realizzare “Amore a dismisura”?

Per scriverlo due mesi, un mese, non me lo ricordo neanche più, però ero da sola dentro un residence, con una chitarra e un quaderno. Poi altro tempo per realizzarlo, per finirlo. Però c'erano già tutte le canzoni, alcune le ho escluse e altre le ho finite con gli autori coinvolti, con Motta e con Anastasi, che sono quelli che hanno collaborato di più. Veronica Lucchesi invece è partita da sola, dopo uno nostro incontro, dopo una nostra lunga chiacchierata, è partita da sola a scrivere questa canzone ("Vita mia", ndr), perché avevamo condiviso una storia, quindi alla fine è arrivata con questa canzone, ci ho messo un po' le mani, ma questo è... Poi c'è Bianconi, la canzone ("Miss", ndr) è esclusivamente sua, però non potevo farne a meno. A Bianconi sono molto legata, è la quarta canzone che scrive per me.

La scrittura di Francesco Bianconi è unica e personale. Quando si cantano le sue canzoni le si devono cantare un po' alla Bianconi.

Sì, sì, infatti quando la cantavo mi sentivo un po' Bianconi.

Tutte le canzoni di “Amore a dismisura” sono state scritte appositamente per il disco oppure qualcuna l'avevi già scritta tempo fa e hai ritenuto fosse adatta per sensibilità e tema a fare parte di quest'album?

No, solo "E va bene così" era un'idea condivisa in precedenza con Anastasi, ma era un altro pezzo. Infatti poi è subentrato Motta e l'abbiamo un po' riscritto. Inizialmente il titolo era 'Paola contro Paola'. È l'unico che risale forse a un anno, due anni prima.

Nelle note di presentazione dell'album fornite alla stampa Paola Turci ha legato ad ogni canzone dei riferimenti letterari, musicali, cinematografici e, cosa che mi ha incuriosito, anche filosofici. Ho chiesto se questa fosse solo una passione oppure se avesse degli studi alle spalle di tale genere.

Confesso che mi sono iscritta al triennio di filosofia, però purtroppo online, perché non posso fare diversamente, ma non ho ancora cominciato. Per ora ho solo pagato l'iscrizione. Però sì, sono un'appassionata di filosofia, ma è un mondo talmente ampio. Mi piace, mi incuriosisce moltissimo la filosofia, ma a parte quel poco di Sartre e di Heidegger non ne so molto di più, ma intuisco, ne intuisco il valore. In realtà c'è una maturazione... c'è anche l'esperienza che ho fatto, che sto facendo e continuerò a fare con la fondazione 'Una Nessuna Centomila', un laboratorio di ricerca, di analisi, di flusso di coscienza, di ritrovo che per me è preziosissimo. Ritornando a Roma, nella mia città, dopo anni in Toscana, ho ritrovato, ho riscoperto. Io lavoro attivamente con la fondazione, ho ritrovato la Casa delle Donne, un luogo per me sacro, non immaginiamoci che sia una casa interdetta agli uomini o qualcosa del genere, è un posto prezioso che trasuda cultura e trasuda conoscenza, trasuda incontro, è veramente il luogo dell'incontro, della riflessione. Puoi stare lì a berti un caffè, a mangiare, a lavorare, a incontrare, a studiare, c'è praticamente l'archivio più grande d'Europa, dell'UDI, dell'Unione Donne Italiane, quindi tutta la storia femminista sta lì dentro, noi ci facciamo i nostri incontri a cerchio con delle esperte che ci aiutano, è tutto un lavoro che io amo tantissimo.

Tutto ciò è molto presente ascoltando il disco. Proprio per questo motivo, essendo un album molto personale, molto tuo, come è stato lavorare alla stesura dei testi con altre persone. Nello specifico con Motta, Veronica Lucchesi e Anastasi?

Sono tre realtà, mondi completamente diversi tra loro, ma ho avuto anche la fortuna, la capacità di scrivere, di partire scrivendo e poi di collaborare, questa è stata un po' la modalità. Una canzone di Motta è partita da una sua idea ("Tutto bellissimo", ndr), lì abbiamo cominciato a guardarci, ad annusarci, a collaborare. Poi l'ho portata a me e quindi è diventata anche mia, quindi in definitiva l'abbiamo scritta insieme. Insieme ne abbiamo scritte anche altre ma non sono nel disco. Per "Gesù di Michelangelo", ho fatto intervenire Anastasi, ma la canzone c'era già. Sul testo lui ha scritto alcune immagini. Quando gliel'ho fatta sentire, gli ho chiesto secondo te cosa manca?

Cosa racconta "Gesù di Michelangelo"?

Mi sono immaginata una banchina, oltre alla banchina una figura femminile e un ragazzo che arrivava. Un ragazzo che era filosoficamente sfigurato, cioè irriconoscibile dopo una traversata, ha tutta la sua storia, una terra che non lo vuole, una ricerca, un mare che ti vuole scuffiare, ti vuole ribaltare. Quindi mi sono immaginata loro che si vedono, sono persone che si sono amate, quindi parenti, lei non riconosce lui, ma poi lo riconosce, l'amore di una madre, di una sorella, di ritrovare il proprio fratello, figlio, dopo una traversata così in mezzo a tanta gente, questo ha un valore enorme, il valore della pietà. Lei viene in aiuto, in soccorso a questo ragazzo che quasi non si regge i piedi. E' stata quell'immagine leggendaria, eterna, di Michelangelo che mi ha mosso la domanda ma noi ce l'abbiamo ancora un po' di pietà, un po' di compassione? Ce l'abbiamo la compassione intesa come condivisione delle pene, dei dolori?

Sembrerebbe di no.

Sembrerebbe proprio di no. Sono stata a novembre, quasi un anno fa, in Palestina con Damiano Rizzi che è psicologo pediatrico fondatore della onlus Sole Terre.

Per questo motivo la canzone si apre e si chiude con le parole della dottoressa palestinese Farah Fatafta. L'hai conosciuta?

Sì, quando sono arrivata l'ho conosciuta, è una ragazza giovane, ha 28 anni. E' una psico-oncologa pediatrica che passa i checkpoint per curare i bambini e l'esperienza dei checkpoint che ho fatto è... Poi per una palestinese, lei ha il velo, non ha il burka ovviamente, ma ha il velo, non è una cosa semplice. Questi sono dei soldatini senza più un'anima, senza più un cervello, senza più un ragionamento.

In molti album di altri musicisti sono spesso presenti dei duetti, in “Amore a dismisura” non ve ne è traccia. Per qualche canzone avevi pensato a una eventualità del genere che poi non si è concretizzata?

No, non ci ho mai pensato. Mi piace cantare con Motta e non è escluso che prima o poi... Però se ascolti bene ci sono dei coretti di Veronica nella sua canzone.

Hai partecipato diverse volte al festival di Sanremo, non è che hai lasciato fuori una canzone dall'album per parteciparci nuovamente magari già nel 2027?

Sono rimaste fuori diverse canzoni, ma in realtà senza veramente pensare a Sanremo. Poi è sempre un po' un terno al lotto. Gli ultimi due festival di Sanremo che ho fatto sono andati in due modi molto diversi (nel 2017 quinta con "Fatti bella per te" e nel 2019 sedicesima con "L'ultimo ostacolo", ndr). Il secondo forse lo sapevo perché sentivo di non essere veramente pronta e non avrei dovuto farlo. Però è andata, va bene così. Ma il primo, veramente mi sembrava di essere lì, ok lo faccio non si ricorderà più nessuno di me. Invece è andata bene.

Sono stati annunciati due soli concerti definiti 'speciali' per presentare dal vivo le nuove canzoni, uno a Milano e l'altro a Roma. Rimarranno tali oppure è in programma un tour più ampio, nei club o magari in teatro?

Queste sono solo due presentazioni, due anteprime.

Ma ci sarà un tour?

Il prossimo anno. Ci vado con calma perché dopo sette anni dall'ultimo concerto con la band... Potremmo partire anche dall'estate.


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