Power ballad esasperate e pop-punk riletto attraverso il prisma della Generazione Z: questa è stata, finora, la carriera di Olivia Rodrigo. La formula è stata tra le più vincenti del pop-rock di questi anni: 36 milioni di copie vendute con i suoi primi due album, “Sour” e “Guts”, 3 Grammy Awards vinti, successi ovunque. Ora, però, qualcosa cambia. Il 12 giugno esce il terzo album dell’ex stellina Disney, “You seem pretty sad for a girl so in love”. Olivia Rodrigo entra in quella fase che un tempo, prima della musica liquida o della post-discografia, veniva chiamata come “la fase dell’album della maturità”. E nel fare questo si rende protagonista di una svolta netta: chiude col rock’n’roll. «Adoro la musica rock e nutro una profonda venerazione per essa, è praticamente l’unico genere che ascolto. Ma credo che, all’inizio (della genesi del disco, ndr), non mi entusiasmasse l’idea di rock nel senso tradizionale, con power chord e distorsione».
"Una canzone può essere alternativa senza essere 'I love rock'n'roll'"
Il genere e il suono si legano all’immaginario raccontato nelle tredici canzoni che compongono l’album, nate dalla fine di quella che la 23enne star californiana definisce come la sua «prima grande relazione». Della storia Olivia ripercorre in “You seem pretty sad for a girl so in love” tutte le tappe: l’incontro (“Drop dead”), l’abbandono all’innamoramento (“Stupid song”, “u+me = <3”), la crisi (“Begged”), l’accettazione della fine (“Cigarette smoke”). E lo fa rinunciando alla scrittura impulsiva dei primi due dischi. Rodrigo indica riferimenti molto diversi rispetto al passato: “Simple passion” della scrittrice premio Nobel francese Annie Ernaux, “Sex and the city”. L’idea centrale è l’amore come disordine mentale: «Sono stata molto ispirata da tutti i modi in cui l’amore può farti impazzire e renderti infelice». La direzione sonora è più ambigua che in passato: meno esplosione, più controllo e stratificazione emotiva. A pensarci bene, un’espressione come «Olivia Rodrigo ha chiuso col rock’n’roll» può risultare forse troppo netta, ma comunque rende l’idea della svolta. In realtà la definizione è più sfumata: «Una canzone può essere alternativa senza essere come “I love rock ’n’ roll” di Joan Jett. Mi interessava qualcosa di più sottile, più implicito, meno esplosivo», ha detto lei al New York Times.
Le definizioni sono in realtà più sfumate
E infatti tra i riferimenti sonori cita le band simbolo della new wave, a partire dai Cure: «C’era qualcosa nella sobrietà della new wave che mi piaceva. Ero davvero ossessionata da quel tipo di musica mentre stavo realizzando l’album». Uno dei singoli che ha anticipato l’album si intitola proprio “The cure”. Ma oltre questo c’è dell’altro: durante la sua recente esibizione al Primavera Sound di Barcellona, Olivia Rodrigo ha chiamato sul palco Robert Smith e presentato per la prima volta dal vivo il brano che i due hanno inciso insieme per “You seem pretty sad for a girl so in love”, “What’s wrong with me”. I due avevano suonato insieme già a Glastonbury: «Sono una fan dei Cure, ma da quando l'ho conosciuto e ho avuto modo di passare del tempo con lui, ho ripreso ad ascoltare tutte quelle band new wave. All'epoca vivevo in Inghilterra, quindi ovviamente ho tratto molta ispirazione dalle band inglesi. Per me, nella composizione di canzoni, il sentimento viene sempre prima di tutto. E quindi sapevo di voler scrivere canzoni su come ci si sente ad essere innamorati. E l'amore per me è proprio così: quella vibrazione, quella qualità emotiva».
I record già battuti
Che l’attesa intorno al ritorno di Olivia Rodrigo fosse altissima lo si era capito già quando ad aprile il singolo apripista del disco, “Drop dead” volando dritto al primo posto della Billboard Hot 100, ha permesso a Olivia Rodrigo di conquistare un record: la cantautrice è diventata ufficialmente la prima artista a debuttare alla primo posto della classifica statunitense con il lead single di ciascuno dei suoi primi tre album all’interno della storica classifica statunitense, Billboard Hot 100. Rodrigo sarà in Italia con il suo “The unraveled tour” il 27 e 28 aprile 2027 all’Unipol Dome di Milano. La tournée è già sold out in tutto il mondo e ha venduto oltre 1 milione di biglietti. Diversi record di affluenza sono stati già battuti. Il tour era stato inizialmente annunciato con quattro date a Brooklyn, ma si è rapidamente ampliato fino a diventare una massiccia residenza di 10 spettacoli al Barclays Center. La Rodrigo ha inoltre stabilito il record di presenze all’Intuit Dome di Los Angeles, portando il totale a 10 date storiche e fissando un nuovo punto di riferimento per la struttura. All'O2 di Londra, con 11 serate in programma, Olivia Rodrigo entrerà a far parte di un gruppo d'élite di artisti che ha realizzato tali numeriche, tra cui Prince, le Spice Girls, gli One Direction, Ariana Grande, Elton John e Rihanna.
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