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Non c'è distacco tra cosmo e individuo, per Caparezza

27.06.2026 Scritto da Lucia Mora

Il nuovo spettacolo dal vivo di Caparezza segue un arco narrativo cinematografico. Con il tour di Orbit Orbit, l'artista pugliese espande la sua vocazione teatrale, con una scaletta di 21 brani che viaggia dall'esplorazione di galassie concettuali fino allo scontro, crudo e disilluso, con la realtà terrena. Il nuovo materiale si fonde con i classici del repertorio senza mai dare l'impressione di uno scollamento temporale, ma trovando anzi una nuova e potente contestualizzazione.

L'apertura è affidata a una sequenza che funge da prologo teatraleIl banditore è l'invito a varcare la soglia del mondo di Orbit Orbit, per trasportare immediatamente il pubblico sul Pianeta delle idee. Con Io sono il viaggio e il recupero di El sendero, Caparezza chiarisce subito che l'esplorazione spaziale è, come sempre nella sua poetica, una metafora per l'esplorazione interiore. Non c'è distacco tra il cosmo e l'individuo: la traiettoria orbitale è un cammino di ricerca personale e artistica.

Lo spettacolo scava nei meccanismi della mente e della creatività. L'accoppiata A Comic Book Saved My Life e Gli occhi della mente è un omaggio al potere salvifico dell'immaginazione. La transizione verso Mica Van Gogh è un colpo da maestro: il genio incompreso e la follia diventano il ponte perfetto per arrivare a Vengo dalla luna. Inserita in un tour a tema "spaziale", quest'ultima cessa di essere "solo" un inno storico e riacquista tutto il suo peso specifico come manifesto di alienazione sociale e rifiuto dell'intolleranza. Il picco di energia viene poi incanalato nella ritmica rassicurante e catartica di Ti fa stare bene.

La parte centrale del live è la più densa e strutturata. Pathosfera e Darktar creano un ambiente claustrofobico, che culmina nell'esecuzione di Come la musica elettronica, in netto contrasto con la poesia inchiostrata di Chinatown. È il momento di respiro più intimo e cantautorale dello show, accompagnato dall'esecuzione in diretta sul palco di un disegno da parte di un fumettista locale (quindi diverso a ogni data); l'opera viene poi donata a EMERGENCY e messa all’asta per sostenere le attività dell'associazione. C'è spazio anche per ricordare Naji al-Ali, l'autore di Handala, personaggio simbolo della causa palestinese.

La scelta riporta il focus sulla responsabilità dell'artista, preparando il terreno per l'aggressività di Abiura di me. Il climax visivo e narrativo di questa fase è, inevitabilmente, La fine di Gaia: un'apocalisse grottesca e corale che chiude idealmente il viaggio cosmico con un'esplosione teatrale. Per tutto il concerto, sul palco si alternano enormi creazioni di cartapesta, tra personaggi di ogni genere e meteoriti; anche in questo tour, la scenografia non delude.

L'ultima fase del concerto è forse la più interessante per come decostruisce l'idea di lieto fine. Dopo la curiosità scientifica di Curiosity, Caparezza riporta il pubblico brutalmente a terra con l'onestà disarmante di Una chiave, spogliando il palco da ogni orpello fantascientifico. Il trittico finale (Fuori dal tunnel, Jodellavitanonhocapitouncazzo, Vieni a ballare in Puglia) è la chiusura ideale di un cerchio narrativo. Caparezza utilizza l'energia e i ritmi incalzanti per servire una narrazione amara, realistica e per nulla idealizzata. Si balla e si canta a squarciagola su testi che denunciano il disagio esistenziale, l'incomprensione e le piaghe di un territorio.

È la sintesi perfetta del paradosso di Caparezza: farti ballare mentre ti costringe a guardare in faccia una realtà scomoda, mentre la sua musica si fa carico di un enorme peso sociale senza rinunciare allo spettacolo.

La scaletta

1. Il banditore

2. Il pianeta delle idee

3. Io sono il viaggio

4. El sendero

5. A Comic Book Saved My Life

6. Gli occhi della mente

7. Mica Van Gogh

8. Vengo dalla luna

9. Ti fa stare bene

10. Pathosfera

11. Chinatown

12. Darktar

13. Come la musica elettronica

14. La scelta

15. Abiura di me

16. La fine di Gaia

17. Curiosity

18. Una chiave

19. Fuori dal tunnel

20. Jodellavitanonhocapitouncazzo

21. Vieni a ballare in Puglia 


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