Cobain ha sempre sostenuto di aver pensato ‘Teen Spirit’ come un tentativo di applicare un metodo di arrangiamento tipico dei Pixies, il contrasto fra strofe pacate e ritornelli più energici. Il riferimento gli sembra smaccato e anche Novoselic è convinto che molti se ne accorgeranno e pioveranno le critiche. La preoccupazione si rivela infondata: “Teen Spirit” non richiama direttamente nessuna canzone dei Pixies, e le variazioni di dinamica fra strofe e ritornelli non sono comunque un’esclusiva della band di Black Francis. Non passa inosservata invece la somiglianza tra il riff di chitarra di “Teen Spirit” e quello del ritornello di “More Than A Feeling” dei Boston: gli accordi sono diversi ma il pattern ritmico è molto simile. Impossibile stabilire se si tratti di uno “scippo” deliberato oppure di una casualità; comunque la band ci scherza sopra durante il Reading Festival del 1992, improvvisando una versione traballante del ritornello di “More Than A Feeling” prima di attaccare “Teen Spirit”. L’affinità tra i due pezzi comincia e finisce lì, anche se è curioso osservare che entrambi sono diventati grandi successi in maniera del tutto inaspettata.
Cobain rileva anche una netta somiglianza fra “Teen Spirit” e “Godzilla” dei Blue Öyster Cult; la similitudine si limita però al riff principale, e non è particolarmente evidente.
Interpretare il significato del testo di Teen Spirit è un’impresa ardua e probabilmente inutile. Cobain si è divertito a confondere le acque con spiegazioni di questo tenore: “Non è più tabù per i tatuati prendere la propria solidarietà generazionale e ficcarla nel culo a quei disgraziati fan dei Byrds e degli Herman’s Hermits che chiamiamo genitori”. A quanto pare, aveva intenzione di intitolare il pezzo “Anthem”, inno, ma è stato costretto a rinunciare dalla sua fidanzata del momento, Tobi Vail delle Bikini Kill, dato che le Bikini Kill avevano già scritto un pezzo intitolato “Anthem”. I due si sono messi a litigare per l’uso del titolo e alla fine Cobain ha lasciato perdere. L’idea buona gli è arrivata da un’altra Bikini Kill, Kathleen Hanna, al termine di una serata di bagordi: “Siamo finiti a casa di Kurt e ho sfasciato un po’ di roba. Ho preso un pennarello Sharpie e ho scritto un po’ di cazzate sul muro della sua stanza. Poi sono crollata, col pennarello in mano. Mi sono svegliata e avevo uno di quei doposbornia in cui pensi che potresti trovare un cadavere nella stanza accanto. Perciò non ero molto contenta quando, sei mesi dopo, Kurt mi ha telefonato e ha detto: ‘Ti ricordi quella serata? Hai scritto una frase sul muro che è una figata e voglio usarla nel testo di una canzone’. Per tagliar corto e non dover più pensare a quella serata gli ho detto che poteva usare quello che voleva. Poi ho appeso e mi sono chiesta come cazzo avrebbe potuto usare in un testo la frase ‘Kurt smells like Teen Spirit’”. Non è chiaro se Cobain sapesse o no che Teen Spirit era il nome di un deodorante della Mennen (usato a quanto pare da Tobi Vail), però il titolo “Smells Like Teen Spirit” rifiette alla perfezione l’ambiguità contraddittoria del testo: urlo di rabbia adolescenziale o resa incondizionata al marketing indirizzato ai giovani?
Il singolo entra nella Top 10 di Billboard e trascina tutto l’album: i Nirvana sono il primo gruppo underground a sfondare nel mainstream, e diventano il caso dell’anno. Il grunge diviene un tema di interesse generale, non solo riservato alla stampa specializzata, e Seattle diventa terreno di caccia per i discografici alla ricerca di nuovi gruppi rock.
Forse sarebbe accaduto comunque ma non c’è dubbio che sia stato il successo di “Teen Spirit” a dar fuoco alle polveri.
I testi sono tratti dal libro di Paolo Giovanazzi “Teen Spirit”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Nevermind” e di tutti gli altri album dei Nirvana.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link