Ci sono anche due italiani in Legacy – A Pink Floyd Show, il progetto musicale dedicato ai Pink Floyd nato sotto la direzione di Roger Waters, che ne ha affidato la guida a suo figlio Harry. Sono Edo Scordo, chitarrista milanese, e Antonello Pudva, chitarrista e bassista originario di La Spezia. Due musicisti che il pubblico italiano appassionato dei Pink Floyd conosce già per la loro esperienza con alcune delle più importanti tribute band dedicate alla band britannica, a cominciare dai Brit Floyd (una delle cover band più amate e seguite dai floydiani). Da anni studiano, suonano e portano dal vivo la musica dei Pink Floyd. Ma questa volta il contesto è molto diverso: alle spalle della band-tributo c'è direttamente Roger Waters. Gli spettacoli del gruppo saranno infatti incentrati su "The dark side of the moon", "Wish you were here", "Animals" e "The wall", i dischi incisi dai Pink Floyd negli anni in cui Waters era l'eminenza grigia della band.
L'invito di Harry Waters
Per Edo Scordo tutto è cominciato grazie a Harry Waters, figlio di Roger e musicista che aveva già avuto modo di conoscerlo professionalmente: «È stato Harry a coinvolgermi. Nei Brit Floyd lo avevamo invitato a suonare con noi e lui si è fatto diversi mesi in tour con noi. Un giorno, l'anno scorso, mi ha preso da parte e mi ha parlato del progetto». Era, racconta Scordo, un momento particolare della sua carriera:«Sapevo che la mia avventura nei Brit Floyd volgeva al termine. Non voglio entrare nei dettagli, ma avevo capito che quella esperienza stava arrivando alla fine». La proposta di Harry Waters è arrivata dunque in un momento di passaggio. E con una sorpresa: dietro quel progetto c'era proprio Roger Waters. Anche il percorso di Antonello Pudva è passato dai Brit Floyd. Nel 2022 il bassista spezzino aveva partecipato al tour europeo della tribute band, esperienza che gli aveva permesso di farsi conoscere ulteriormente nell'ambiente dei musicisti legati alla musica dei Pink Floyd. Nel febbraio 2025 è arrivata un'altra telefonata importante, quella di Durga McBroom, storica corista dei Pink Floyd negli anni Ottanta: «Mi ha chiamato come sostituto per un paio di settimane al basso per degli spettacoli a tema Pink Floyd. Lì ho incontrato Graham Broad, batterista storico di Waters. È nato un bel sodalizio». È stato proprio Broad a suggerire il nome di Pudva a Harry Waters: «È stato lui a suggerirmi a Harry Waters. Ed Edoardo ha garantito per me».
Il provino, tra “Comfortably numb” e “Wish you where here”
Per entrare nel progetto entrambi hanno dovuto mandare dei provini, visionati direttamente da Waters senior, appunto. Scordo ha scelto due brani particolarmente emblematici: “Comfortably numb” e “Wish you were here”, suonati con una replica della celebre Stratocaster rossa di David Gilmour. «È una Fender di cui possiedo tre o quattro esemplari», racconta. Scordo ha scoperto solo in un secondo momento che dietro il progetto c’era il grande Roger, dopo aver inviato a Waters Jr. delle registrazioni per un non meglio specificato progetto. Non poteva immaginare che quelle registrazioni sarebbero finite direttamente nelle mani del padre: «Harry mi ha raccontato successivamente che aveva insistito così tanto con Roger per avermi che, a un certo punto, il padre aveva sbottato: “Allora fammelo sentire, se tanto insisti”. Mi ha detto: “Papà non dice mai niente di buono su nessuno, ma quando ti ha ascoltato era entusiasta”». Pudva ha invece registrato “Comfortably numb”, “Time” e “Dogs”: «Era un progetto top secret. Mi hanno chiesto di mandare dei provini. Poi mi hanno spiegato in cosa consisteva la questione».
L'incontro con Roger Waters
Nessuno dei due ha ancora incontrato personalmente Roger Waters, che è direttamente coinvolto nella costruzione dello spettacolo e ne firma la direzione. «Dobbiamo mettere a punto lo show. È un perfezionista». Scordo sorride: «Non sono uno che si impressiona davanti agli incontri. Per me è semplicemente il babbo di Harry. Come Gilmour è papà di Claire, mia carissima amica, con cui mi sento e mi vedo». Per Pudva, invece, l'impatto sarà inevitabilmente diverso: «Sarà un effetto strano. Sono cresciuto con i Pink Floyd. Un onore parecchio consistente». Oltre ai due, a Harry Waters e allo stesso graham Broad, della band fanno parte Eva Avila (cori), Genevieve Little (cori), Dahniel Knight (basso, cori), Ryan Saranich (sassofono, percussioni, chitarra, tastiera) e Matt Riddle (tastiere).
La sfida: raccogliere l'eredità di Gilmour
Per Scordo c'è poi una responsabilità particolarmente importante: confrontarsi con il repertorio chitarristico di David Gilmour, il musicista che più di ogni altro ha influenzato il suo percorso: «È una responsabilità incredibile. Sono contentissimo del fatto che accanto a me ci sia Antonello, con il quale mi smezzerò questa responsabilità. Sia per me che per lui Gilmour è un faro, l'ispirazione principale. Il preferito in assoluto». Scordo suona Pink Floyd da venticinque anni: «Mi sento a casa». Per spiegare quanto fosse determinato a entrare nel progetto, Scordo ricorre a un paragone calcistico: «Ho fatto come Del Piero quando firmò con la Juventus il contratto in bianco, solo perché voleva rimanere. Non ho chiesto quanto mi daranno. Volevo esserci, punto». Un coinvolgimento che, per lui, va oltre il semplice ingaggio: l'obiettivo è costruire una squadra con una precisa mentalità musicale.
La squadra italiana
Quando gli è stato proposto di entrare in Legacy, Scordo ha posto una condizione soprattutto ideale: poter lavorare con persone con cui condividere metodo e visione. «Gli ho chiesto: vi siete trovati bene con me, ma io sono un uomo di squadra. Ho bisogno che si costruisca un team di persone con le quali condivido mentalità, visione». Oltre a Pudva, Scordo ha voluto portare nel progetto anche altri professionisti con cui ha lavorato negli anni. A partire da Marco Carazita, 22 anni, che avrà un ruolo di direttore musicale fuori dal palco, consulente e tecnico: «Come ne sa lui di Pink Floyd veramente ne sanno in pochi. Mi aiuterà a fare i suoni. Ci ho lavorato quando ero nei Brit Floyd. È preparatissimo sull'effettistica e quant'altro».
Le prove cominciano a febbraio
Legacy - A Pink Floyd show prenderà il via con un tour negli Stati Uniti in partenza il prossimo febbraio. Andrà avanti fino a settembre inoltrato. Al momento non si hanno informazioni relative ad appuntamenti in Europa. Il lavoro vero e proprio sullo spettacolo inizierà il 6 febbraio in Georgia, negli Stati Uniti. Sarà allora che le idee, gli arrangiamenti e le scelte maturate finora dovranno trasformarsi in uno show vero e proprio. Per Scordo e Pudva sarà l'inizio di una nuova fase della loro lunga storia con la musica dei Pink Floyd. Ma questa volta sarà diverso. È la presenza di Waters a rappresentare la differenza fondamentale rispetto a una normale tribute band: «Il fatto che dietro ci sia Roger. Ha disegnato tutto, approvato tutto, messo bocca su qualunque cosa. Ci mette la faccia. Deve essere fiero e orgoglioso».
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