Verso la fine del 1980 una band inglese chiamata Orchestral Manoeuvres in the Dark pubblicò una canzone intitolata "Enola Gay". Quella canzone venne scritta dal frontman del gruppo Andy McCluskey ed ebbe un successo strabiliante. Di "Enola Gay" e del suo successo McCluskey, un poco incredulo, disse: "La gente non riusciva a capire come questa strana canzone su un aereo che sgancia una bomba potesse essere una hit, ma divenne un vero e proprio fenomeno, vendendo cinque milioni di copie in tutta Europa."
La band si scioglierà prima della fine degli anni Ottanta, ma quello non rimarrà l'unico 'miracolo' discografico di Andy McCluskey. Salto in avanti di qualche tempo fino al finire degli anni Novanta, Andy tornerà all'onore delle cronache in veste di deus ex-machina di un terzetto pop tutto al femminile: le Atomic Kitten. Il gruppo composto da Liz McClarnon, Natasha Hamilton e Kerry Katona, poi sostituita da Jennifer Frost, raccolse in un certo qual modo il testimone delle Spice Girls e infilò una serie incredibile di singoli tutti finiti nella Top Ten della classifica di vendita britannica.
La cometa delle Atomic Kitten fu parecchio luminosa ma non durò a lungo. Il gruppo si sciolse nel giro di una decina di anni, nel 2008, dopo avere raggiunto la vetta della classifica di vendita britannica con i primi due album, "Right now" (2000) e "Feels so good" (2002), e una più che onorevole quinta posizione con il terzo e ultimo disco "Ladies night" (2003). Naturalmente, come si conviene a tre giovani popstar, in quegli anni le 'gattine atomiche' diedero da scrivere alla stampa inglese più pettegola non solo per le prodezze in sala di registrazione, ma anche per gli amori tormentati con i colleghi da boy band, per citarne un paio, Lee Ryan dei Blue (per Liz McClarnon) e Brian McFadden dei Westlife (per Kerry Katona).
La ragione sociale Atomic Kitten non ha mai chiuso ufficialmente i battenti, di quando in quando, a partire dal 2012, si esibisce in occasionali concerti e pubblica compilation con i migliori successi. Le ragazze a vedere bene non sono poi così attempate, stanno vivendo la stagione dei 45 anni, ma il meglio della loro carriera artistica pare irreparabilmente essere alle spalle. Forse la definitiva parola fine alle sorti del gruppo ha contribuito a darla Natasha Hamilton che nell'ottobre 2024 annunciava di lasciare la band per concentrarsi sulla carriera solista.
Le velleità soliste di Tash Hamilton sono storia vecchia, e sempre disattesa. Nel 2007, quando le Atomic Kitten avevano consumato la loro parte di futuro, Natasha espresse la volontà di realizzare un album solista ma poi non se ne fece nulla. Nel 2010 pubblicò il suo primo singolo solista, "Ms. Emotional", annunciando che sarebbe stato incluso in un prossimo album, ma anche questa volta non venne dato seguito al proposito artistico.
Ora pare proprio che sia giunto il momento per Natasha Hamilton di pubblicare l'agognato debutto solista. Dopo il primo singolo "Numb", al cui proposito Tash ha dichiarato che è stata "scritta in quello spazio in cui ti rendi conto che sopravvivere non è la stessa cosa che vivere. Parla di accorgersi di quando ci si è chiusi emotivamente e di decidere di tornare a sentire, anche quando è scomodo. Per me questa canzone segna un punto di svolta a livello creativo. È onesta, concreta e rispecchia esattamente dove mi trovo ora.", hanno fatto seguito un secondo singolo "Fantasy" e poi, ancora, un terzo "White feather".
Finalmente il 19 giugno raggiungerà il mercato "Extraction" che la Hamilton ha annunciato con giustificato entusiasmo via social media utilizzando queste sentite parole: "Questo progetto mi ha prosciugato di tutte le energie, nel migliore dei modi. Ci sono stati momenti di dubbio, momenti di vera crescita e tante notti insonni in cui ho riversato tutta me stesso nella musica. Sangue, sudore, lacrime e tanto cuore. Per la prima volta dopo tanto tempo, mi sono permessa di immergermi completamente nel processo creativo. Ogni testo, ogni melodia e ogni immagine nascono da un luogo di sincerità. Volevo creare qualcosa che riflettesse veramente chi sono ora, non chi ero prima. E posso dire onestamente di non essere mai stata così orgogliosa di un lavoro. A tutti voi che mi avete supportato per anni, che siete cresciuti con me e che ancora apprezzate la musica che faccio, grazie. Davvero. Significa più di quanto possiate immaginare. Questo EP si chiama Extraction per un motivo. A volte bisogna tirare fuori qualcosa di profondo da sé stessi per ritrovare la chiarezza. Non vedo l'ora che lo ascoltiate."
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