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Minacce e conflitti nella lotta per l'eredità di Dolly Parton

24.09.2026 Scritto da Redazione Rockol

La disputa sulla gestione dei beni di Dolly Parton si allarga, dopo il licenziamento del nipote Bryan Seaver.
Lo avevamo definito un film tristemente già visto - ma la situazione, da cosa sta emergendo, è pure peggiore del previsto.  L'ultima a scendere in campo  precisando che non si tratterebbe di uno scontro interno alla famiglia è  la sorella Freida Parton: "Non c'è nessuna faida nella nostra famiglia. vogliamo tutti bene a Bryan". 

Bryan Seaver è il nipote di Dolly Parton il responsabile della sicurezza delle sue proprietà da oltre vent'anni. Seaver era stato il volto dell'annuncio della scomparsa della cantante, un compito affidatogli direttamente Dolly Parton. Ma è stato licenziato il 15 settembre: la decisione ha riguardato anche le società di sicurezza da lui gestite e nuove guardie hanno preso il controllo delle principali proprietà della cantante. In questi giorni sono emersi dettagli sulle motivazioni: la lettera di licenziamento, secondo quanto riportato da diverse testate, spiegava che il provvedimento era stato preso "per la protezione del trust e dei beneficiari nel loro insieme", senza però modificare l'interesse personale di Seaver nel trust che controlla i beni della cantante.

Ora, però, la vicenda si è fatta più pesante. Il manager di lunga data di Dolly Parton, Danny Nozell, che gestisce la sua eredità, ha chiesto un ordine restrittivo contro Seaver, accusandolo di avere rivolto minacce "incessanti" a lui e ad altre persone dello staff. Nei documenti depositati in tribunale vengono citati messaggi in cui il nipote si sarebbe definito un "killer" e un "mercenario", facendo riferimento alla propria esperienza come contractor militare.  L'accusa sostiene che alcuni dipendenti si siano sentiti intimiditi dai messaggi, tanto che alcuni avrebbero lasciato il lavoro o evitato di recarsi negli uffici. 

Seaver nega le minacce. Parlando con TMZ ha confermato di essere un ex militare e contractor e di occuparsi anche di compravendita di armi per governi stranieri, ma ha sostenuto che le sue parole siano state estrapolate dal contesto. Ha descritto gli scambi con Nozell come conversazioni private tra due persone che stavano affrontando il lutto, con momenti di rabbia e forte emotività. 

Secondo quanto raccontato da Billboard già diversi anni fa, Dolly Parton aveva pianificato meticolosamente la gestione della sua eredità, proprio per evitare conflitti e definendo ruoli precisi. Non è bastato, evidentemente.

 


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