Nella settimana in cui Mina compie gli anni, le facciamo gli auguri pubblicando cinque schede, una al giorno, tratte dal libro “Mina è” di Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro, edito da Rizzoli (368 pagine, 25 euro).
Album: GASSA D’AMANTE
Non smetto di aspettarti
Cover
Durata: 5:17
Autore: Fabio Concato
Questa è una canzone sull’assenza. Su quel vuoto che ti prende quando non hai soluzioni, se non il desiderio di avere qualcuno che ti ascolti. Vai per la tua strada, aspetti che prima o poi qualcuno ti rivolga la parola, o meglio si affidi a te, a quello che pensi. Il problema è quando non c’è nessuno a prendere in mano il tuo destino, a curarlo come un fiore. Nella vita vera non è possibile ma nella selva dei sentimenti e della fantasia puoi inventarti il volto che ti manca. Le persone reali possono portarti via tutto, quelle inventate invece, per gioco o per solitudine, ti completano e non ti tradiscono mai. Sono pericolosamente belle perché possono durare un’esistenza intera.
Non smetto di aspettarti è stata scritta da Fabio Concato. Ha tutto del carattere introspettivo dei suoi personaggi, che non fanno capriole né si avvitano su se stessi ma non stanno fermi. Se per il cantautore la persona da aspettare è una lei, per Mina diventa un lui. Ma non esistono né l’una né l’altro. Sono come un abbraccio di tante falene in una notte senza fine.
È una ballata, che nella versione di Mina presenta un suadente assolo di chitarra jazz di Luca Meneghello. Concato ha un passo preciso, ma trasmette una grande nostalgia per quello che in realtà non c’è. Mina, invece, appare drammatica, dolente. Sembra addirittura spezzarsi, muoversi come fa la neve su un pendio in primavera.
La prima volta che ha sentito questa versione Concato è rimasto allibito: «L’ho riascoltata per almeno dieci volte di seguito, in un crescendo di stupore per la totale adesione emotiva con cui Mina ha dato voce (e che voce…) allo struggimento amoroso per un “lui” immaginario, rendendone palpabile l’assenza. Quella stessa sera ero atteso a Palinuro per un concerto: ci sono arrivato ancora mezzo ubriaco per l’emozione, tanto che non so come io sia riuscito a cantare».
«Sarà che non esisti / E allora io ti invento / Ti immagino e ti canto / E così, mi pare che ci sei / E se non posso amare così tanto / E farmi amare, io / A cosa servirei?» È il momento in cui Mina è più travolgente, anche se tutto intorno a lei è soffuso. Che cosa ci stiamo a fare? A cosa serviamo se non possiamo amare e farci amare?
È importante che questa riflessione sia presente in un album di dubbi come Gassa d’amante (2024), uno dei dischi più belli che Mina abbia mai inciso. Oltre a Non smetto di aspettarti, altri brani contengono più o meno le stesse domande, girano intorno alla nostra ansia di dare risposte a misteri quasi insolubili. L’amore, e le relazioni che accende, è forse il più cruciale fra questi. Concato, per la sua storia e il suo talento, merita l’apertura dell’album, che vede in questo gioco con se stessi un inizio perfetto.
Non smetto di aspettarti è l’ennesimo dei tanti crocevia tempestosi che la cantante ha saputo attraversare con sicurezza.
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