Una delle cose che il film "Barbie" del 2023 di Greta Gerwig (qui la nostra recensione) ci ha ricordato è che Barbie può essere qualsiasi cosa e che, almeno nel mondo costruito intorno alla bambola, una donna può ricoprire praticamente qualsiasi ruolo. Nel corso dei decenni Mattel ha fatto passare Barbie attraverso professioni, mode, epoche e aspirazioni sempre diverse, mentre anche Ken, nato inizialmente come semplice controparte maschile, ha finito per cambiare abiti, mestieri e identità insieme a lei. Poteva allora il mondo di Barbie esimersi dal sognare un posto nel firmamento delle stelle della musica?
In realtà, il rapporto tra Mattel e le celebrità era cominciato molto presto. Nel 1967 Twiggy, simbolo della Swinging London, diventò la prima star reale a entrare nell’universo Barbie con una bambola modellata sulla sua immagine, anche se il suo terreno era soprattutto quello della moda. Per arrivare alla musica bisogna aspettare un altro decennio, quando nel 1977 Donny e Marie Osmond si ritrovarono trasformati in bambole Mattel nel pieno della popolarità del loro varietà televisivo. Le "Donny & Marie Dolls" arrivarono nei negozi statunitensi il 31 gennaio di quell’anno e portavano sul piccolo palco di plastica microfoni, costumi e l’immagine rassicurante delle due popstar televisive.
Quasi cinquant’anni più tardi, tra gli ultimi musicisti a subire la stessa trasformazione c’è Lenny Kravitz. Pochi giorni fa, infatti, Mattel ha scelto la voce di "Fly away" come secondo Kenbassador, dopo LeBron James, realizzando una bambola scolpita sulle sue fattezze (attualmente disponibile al prezzo di 89,99 euro) e costruita intorno al look portato sul palco durante il "Blue Electric Light Tour" (qui la nostra recensione del concerto di Milano). Kravitz trasformato in Ken è completo di dreadlock, i tatuaggi, il piercing al naso, gli occhiali da sole, la canotta in rete color bronzo, i jeans svasati e la cintura borchiata. Non è quindi semplicemente un bambola maschile vestita come Lenny Kravitz, ma una riproduzione del musicista inserita ufficialmente nella famiglia Barbie.
Negli ultimi anni un’operazione simile, almeno nello spirito, è stata portata avanti anche da Funko con la linea Pop! Rocks, che ha ridotto in formato da collezione decine di protagonisti della storia della musica, dai Doors e i Queen fino agli Slipknot, a Liam e Noel Gallagher. Diventare una Barbie o un Ken, però, significa entrare in un immaginario diverso. Non si tratta soltanto di essere trasformati in una miniatura riconoscibile, ma di essere assorbiti da uno dei simboli più longevi della cultura pop, dove vestiti, acconciature, accessori e perfino il volto scelto per la bambola servono a condensare una carriera intera in pochi centimetri di plastica.
Le pop e rock star trasformate in Barbie
Se restringiamo il campo alle star della musica, il filo comincia nel 1977 con Donny e Marie Osmond. Mattel non si limitò ai due fratelli e nello stesso periodo sperimentò anche altre bambole legate alla musica, come Debby Boone e, sul mercato europeo, Chantal Goya. Questi esempi, però, erano ancora prodotti che appartenevano più al grande ecosistema delle "fashion doll" Mattel che alla moderna categoria delle Barbie da collezione dedicate alle icone musicali. Tuttavia, il principio era già quello che sarebbe tornato molte volte negli anni successivi, quando una celebrità abbastanza riconoscibile sarebbe potuta essere identificata attraverso un volto, un vestito e pochi accessori. Prima ancora di moltiplicare le vere rockstar in miniatura, Mattel ebbe però un’altra intuizione, secondo cui le cantanti potevano diventare Barbie, ma anche Barbie poteva diventare una rockstar. Nel 1986 nacque "Barbie and the Rockers", la linea che mise la bambola alla guida di una band tra giacche rosa acceso, leggings, capelli cotonati e tutta l’estetica vistosamente sintetica della metà degli anni Ottanta. L’esperimento diventò anche uno dei primi progetti multimediali costruiti intorno al personaggio e portò nel 1987 allo speciale animato "Barbie and the Rockers, Out of This World". Mattel ha celebrato nel 2026 i quarant’anni della linea riproponendo le bambole originali, a conferma di quanto l’idea di una Barbie rockstar sia rimasta dentro la storia del marchio.
Perché una vera leggenda del rock entrasse in un prodotto inequivocabilmente marchiato Barbie bisogna arrivare al 1997. "Barbie Loves Elvis" mise Elvis Presley accanto alla sua fan, ovviamente nelle sembianze di Barbie, e lo riprodusse con il celebre completo dorato, chitarra e microfono, oltre a un volto scolpito appositamente per richiamare quello del King. Fu soltanto l’inizio, prima che negli anni successivi Mattel tornò più volte sulla immagine del Re del Rock and Roll, passando dal completo di pelle nera del "'68 Comeback Special" agli anni dell’esercito, da "Aloha from Hawaii" a "Jailhouse Rock" e "Blue Hawaii". Elvis diventò così una delle rockstar più rappresentate nella storia collezionistica di Barbie.
Due anni più tardi toccò a Frank Sinatra, quando il gift set "Barbie Loves Frank Sinatra" del 1999 riprendeva lo stesso meccanismo e affiancava il giovane Sinatra a una Barbie vestita come una bobby-soxer degli anni Quaranta. Nel 2000 arrivò poi "The Recording Years", questa volta concentrata interamente su di lui, con un volto più maturo, abito e cravatta in stile anni Cinquanta e persino il caratteristico anello al mignolo scolpito sulla mano. Il dettaglio dice molto sull’evoluzione di queste bambole, che avevano ormai smesso di essere semplicemente prodotti promozionali con il nome di una celebrità e cominciavano a funzionare come piccoli ritratti da collezione. All’inizio degli anni Duemila il numero delle popstar trasformate in Barbie aumentò rapidamente.
Nel 2001 arrivarono Vitamin C e soprattutto Cher, trasformata da Mattel in una celebrity doll con il suo volto, i lunghissimi capelli neri e un abito scenografico firmato Bob Mackie. Sei anni dopo la collaborazione venne ripresa con altre tre versioni di Cher che attraversavano altrettante fasi della sua iconografia, dagli anni Settanta ai costumi estremi degli Ottanta fino alla versione "Ringmaster" ispirata alla sua attività dal vivo. Nel caso di Cher il passaggio da cantante a Barbie funzionava particolarmente bene proprio perché moda e musica erano sempre state parti inseparabili della sua immagine.
Tra il 2002 e il 2004 arrivò poi Shakira, protagonista di più versioni costruite intorno ai suoi look e alla sua immagine dei primi anni del successo internazionale. Nel 2004 fu la volta di Diana Ross, trasformata in una sontuosa celebrity doll con un abito bianco di Bob Mackie e un volto scolpito sulla cantante. Un anno dopo Mattel portò nell’universo Barbie anche le Destiny's Child, con Beyoncé, Kelly Rowland e Michelle Williams rappresentate singolarmente, e LeAnn Rimes. Negli anni immediatamente successivi arrivarono Hilary Duff e, con un salto verso un pubblico decisamente più adulto e nostalgico, una delle serie più riuscite nel raccontare il rapporto fra Barbie e la storia del rock. Tra il 2009 e il 2010 la collezione "Ladies of the '80s" mise infatti insieme Joan Jett, Debbie Harry e Cyndi Lauper. Più che tre semplici ritratti, erano tre modi molto diversi di raccontare l'estetica musicale di quel decennio. Joan Jett aveva pantaloni neri, sneakers e chitarra, Debbie Harry portava capelli biondi con radici scure e un abito aderente, mentre Cyndi Lauper concentrava nella sua bambola capelli arancioni, calze a rete e quell'accumulo di accessori che era diventato una parte fondamentale della sua immagine. Barbie non stava più soltanto celebrando una celebrità, e stava ricostruendo, attraverso i suoi vestiti, una precisa idea di storia della musica.
Lo stesso principio continuò con Jennifer Lopez, che nel 2013 ebbe due bambole diverse. Una riproduceva un abito da red carpet di Zuhair Murad, l’altra un costume di scena del suo tour mondiale, entrambe con un volto scolpito sulla immagine della popstar. Nel 2015 Mattel trasformò poi in Barbie le cinque componenti delle Fifth Harmony, riportando il marchio verso il pubblico pop più giovane.
Non sempre, però, essere celebrati da Barbie significa diventare fisicamente una Barbie con il proprio volto. È qui che entrano due casi particolarmente importanti come David Bowie ed Elton John. Nel 2019 Mattel lanciò "Barbie as David Bowie", ma la formula scelta era letterale, non raffigurando il musicista britannico trasformato in una bambola, bensì la versione femminile di Barbie abbigliata come Ziggy Stardust, con capelli, trucco e tuta spaziale costruiti sull’alter ego dell'artista. Nel 2022 una seconda Barbie rese omaggio al Bowie di "Life on Mars?", indossando il completo azzurro e riproducendone trucco e acconciatura, ma mantenendo un volto della bambola femminile. In questi casi, Mattel stessa spiegò che l’obiettivo era fare apparire il giocattole come “Barbie, ma nei panni di Bowie”.
Lo stesso accadde nel 2020 con Elton John, per cui la bambola portava pantaloni a zampa, piattaforme arcobaleno, bomber, bombetta viola e immancabili occhiali colorati, ma il volto era quello della Barbie Millie e non una riproduzione del cantante. In altre parole, l’iconografia del musicista di Pinner era diventata abbastanza forte da essere riconoscibile anche senza Elton.
Negli ultimi anni Mattel ha invece puntato sempre più spesso sulla somiglianza. Nel 2022 Gloria Estefan è stata ricreata con il look di "Get on Your Feet", mentre Tina Turner è diventata Barbie nel completo legato a "What's Love Got to Do with It". Nel 2023 Stevie Nicks ha portato nella "Music Series" l’abito nero e gli stivali ispirati alla copertina di "Rumours" dei Fleetwood Mac, con tanto di tamburello con i nastri.
Nicks, inoltre, è tornata a essere una Barbie nel 2025 per una bambola ispirata al primo album discografico in studio da solista della cantante, "Bella Donna". Mentre Mariah Carey è stata riprodotta in versione natalizia con un abito rosso e un volto modellato sulle sue fattezze.
La cantante e attrice statunitense scomparsa nel 2001, Aaliyah, è poi stata omaggiata nel 2025 con il look total black di "One in a Million".
Il 2026 è stato poi particolarmente fitto con Kylie Minogue che è entrata nella "Music Series" con il rosso di "Padam Padam", Miley Cyrus ha finalmente avuto una vera Barbie scolpita sulle sue fattezze e vestita come nel progetto "Something Beautiful", e Whitney Houston è stata ricreata con l’abito lilla e i ricci di "I Wanna Dance With Somebody". Lenny Kravitz, arrivato ora, ha così spostato ancora una volta l’attenzione sul lato maschile dell’universo Barbie diventando il secondo Kenbassador della storia.
Barbie, o Ken, mancati
Naturalmente essere diventati un giocattolo non significa necessariamente essere diventati una Barbie. I Beatles, per esempio, furono trasformati in bambole ufficiali già nel pieno della Beatlemania, quando nel 1964 Remco mise in commercio piccole versioni di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr con capelli, completi scuri e relativi strumenti. Mattel - tra gli altri - è arrivata sull'immaginario dei Fab Four molto più tardi e lo ha fatto fuori dal marchio Barbie, prima con un set Fisher-Price Little People ispirato a "Yellow Submarine" e poi, nel 2024, con un set MEGA dedicato alla loro prima apparizione all’"Ed Sullivan Show". Il quartetto di Liverpool è quindi entrato più volte nell’universo dei giocattoli Mattel, senza mai diventare quattro Ken.
Esistono molti altri casi simili, tra cui quello delle Spice Girls che ebbero una fortunatissima serie di bambole, ma erano prodotte da Galoob e successivamente da Hasbro, non da Mattel. Più recentemente, i BTS sono stati invece davvero trasformati da Mattel nel 2019, con sette fashion doll scolpite sulle fattezze dei componenti e vestite con i completi di Idol, ma appartenevano a una linea BTS autonoma e non all’universo Barbie. Queen e Oasis - tra gli altri - hanno trovato spazio, tra gli altri formati, nei Funko Pop!, con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon da una parte e Liam e Noel Gallagher dall’altra. Ed è proprio questa distinzione a rendere interessante la lista di chi è diventato davvero una Barbie o un Ken. Il mondo dei giocattoli musicali è enorme e quasi ogni artista sufficientemente popolare ha avuto prima o poi una statuetta, un’action figure o una bambola, ma entrare ufficialmente nel canone Barbie rimane un passaggio più selettivo. Lo dimostrano anche le assenze, tra cui si contano artiste gigantesche come Madonna, Britney Spears, Taylor Swift e Rihanna che hanno avuto bambole, tributi, creazioni personalizzate o altri prodotti legati alla loro immagine, ma non una Barbie commerciale Mattel che le rappresenti come se stesse. Lady Gaga, per esempio, è arrivata in casa Mattel nel 2016 sotto forma di Zomby Gaga per Monster High, non come Barbie.
La storia dei giocattoli musicali dimostra quindi che la soglia è stata superata da moltissimi artisti, e diventare Barbie o Ken significa qualcosa di leggermente diverso. Vuol dire che una determinata immagine, un costume, un’acconciatura o una fase di carriera sono diventati abbastanza riconoscibili da poter essere ridotti a pochi dettagli e continuare comunque a raccontare immediatamente una star. È successo con il completo dorato di Elvis, con gli eccessi di Cher, con il nero di Joan Jett, con Ziggy Stardust, con gli abiti di Stevie Nicks e ora con Lenny Kravitz. A quel punto non è più soltanto una rockstar trasformata in un giocattolo, ma è una rockstar entrata nel mondo di Barbie.
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