News

L’antitormentone mediterraneo di Angelina Mango e Mengoni

11.06.2026 Scritto da Claudio Cabona

Anche se la Terra trema, non bisogna tremare, bisogna tentare di cantare  È già in questa tensione la chiave di lettura di “Canto d’amore”, il nuovo singolo che vede insieme Angelina Mango e Marco Mengoni: un brano che non si limita a raccontare un’emozione, ma la mette in scena come pratica di resistenza, come rito collettivo. Il pezzo si presenta come un vero e proprio “antitormentone mediterraneo”, lontano dalle logiche più prevedibili del pop estivo e invece costruito su una dimensione più organica, quasi rituale come dimostrano le voci, a coro, del ritornello. Il canto qui diventa esorcismo del dolore, ma anche possibilità di slancio: un modo per restare in piedi attraverso il movimento, per trasformare la fragilità in energia condivisa. Musicalmente, “Canto d’amore” lavora su una base essenziale ma stratificata.

Le percussioni hanno una natura organica, quasi tribale nella loro funzione più che nel suono, mentre la produzione privilegia una luminosità calda. È stato scritto dalla stessa Angelina Mango con Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, composto da Jacopo Ettorre e Nicola Lazzarin, e prodotto da Cripo e Giovanni Pallotti. È un pezzo di contrasti, come suggerisce anche il suo impianto narrativo: due identità imperfette che, insieme, trovano un equilibrio temporaneo, una zona di sicurezza emotiva che non cancella l’instabilità, ma la accoglie. Dentro questa dinamica si inserisce anche il tema dell’errore, della possibilità di sbagliare senza colpevolizzarsi. Non tutto è così denso, anzi: le strofe di Angelina, quasi recitate, sono leggere, come non le sentivamo da un po’.

Il singolo arriva a due anni dalla prima collaborazione tra i due artisti su “Uguale a me”, contenuto nel primo album “Poké melodrama”, e si inserisce in un percorso recente che ha visto la cantautrice tornare anche con il progetto “caramé”, pubblicato nell’ottobre 2025, oltre alle registrazioni live del tour “Nina canta nei teatri” (qui la nostra recensione al live). Un ritorno che si intreccia idealmente con questa nuova uscita. “Canto d’amore” si propone così come un brano capace di parlare all’estate senza diventare semplicemente “canzone estiva”: può conquistarla, ma lo fa in modo laterale, intelligente, spostando il focus dal consumo immediato alla partecipazione emotiva. È un invito a lasciarsi andare, a non restare fermi, a riconnettere la musica alla sua funzione originaria di movimento, fisico e interiore. Un canto che è uno spirito agitatore.


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Andrea Bianchera

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi