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La Royal Rumble dei tormentoni avrà un vincitore?

17.06.2026 Scritto da Mattia Marzi

Ricordate qual è stato il tormentone dell’estate dello scorso anno? No? E quello dell’estate 2024? Nemmeno? Tranquilli: non è un problema vostro. Dall’estate dello scorso anno a quella di quest’anno è uscita così tanta musica che è impossibile riuscire a ricordare quali canzoni andavano un anno fa. Basti pensare che il New Music Friday ogni settimana presenta un’ottantina di uscite ritenute “rilevanti”, che cambiano di settimana in settimana. Fatevi un calcolo: dal 17 giugno 2025 al 17 giugno 2026 sono trascorse 52 settimane. 52 moltiplicato per 80 fa 4.160. Ovvero 4.160 canzoni nuove, almeno. Un ricambio continuo dove tutto è destinato alla caducità e nulla sembra resistere davvero. Per la cronaca: il tormentone dello scorso anno fu "A me mi piace" di Alfa con Manu Chao, rivisitazione di "Me gustas tu". Quello del 2024 fu "Storie brevi" di Annalisa e Tananai. E quest’anno? La risposta, come sempre, arriverà a settembre, quando i numeri avranno emesso il loro verdetto e le playlist avranno smesso di aggiornarsi alla velocità della luce. Ma già a metà giugno la corsa è partita e i candidati sono molti. Forse troppi.

Cosa significa pubblicare una canzone estiva?

La sensazione è che il tormentone contemporaneo non sia più un fenomeno condiviso come negli Anni Duemila, quando una canzone riusciva davvero a monopolizzare radio, spiagge e discoteche. Oggi il successo è frammentato, distribuito tra algoritmi, social network e piattaforme di streaming. Eppure l’industria continua a cercare la formula magica della hit estiva. Del resto, quella estiva resta una delle due finestre di mercato più importanti dell’anno per la musica italiana, seconda soltanto a Sanremo. Una finestra nella quale tutti si fiondano, cercando di massimizzare il risultato con il minimo attrito possibile: pubblicare una canzone estiva non significa soltanto ambire ai passaggi radiofonici, ma garantisce anche una presenza costante sui palchi dei vari festival organizzati in giro per la Penisola, con conseguenti passaggi televisivi e un ciclo promozionale che si autoalimenta tra radio, streaming e social. A proposito di frammentarietà: l’eredità del Festivalbar, la cui ultima edizione è andata in onda nel 2007 e il cui marchio è da allora rimasto congelato, è stata raccolta - se così si può dire - da una miriade di kermesse estive sparpagliate sul territorio nazionale. Un sistema più dispersivo, ma anche più capillare, che moltiplica le occasioni di visibilità senza però concentrare davvero l’attenzione su un unico evento dominante. Su Rai 1, a luglio, andranno in onda i quattro appuntamenti del Tim Summer Hits, registrati dal 21 al 24 giugno in Piazza del Popolo a Roma, con la conduzione di Carlo Conti e Andrea Delogu. Su Canale 5, invece, torna Battiti Live, condotto da Ilary Blasi insieme a Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia, confermandosi come uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate televisiva italiana. A chiudere simbolicamente la corsa al titolo di tormentone ci penserà poi il Power Hits Estate 2026 di RTL 102.5, con la serata finale all’Arena di Verona trasmessa in esclusiva dopo gli anni in cui la diretta era affidata a Tv8: un appuntamento che, di fatto, cristallizza ogni anno la fotografia della musica estiva italiana, incoronando - almeno per una notte - la canzone più suonata dell’estate.

Come nel wrestling

Ne consegue che la corsa al titolo di tormentone dell’estate si sia trasformata ormai in una Royal Rumble. Avete presente lo spettacolare incontro a eliminazione del wrestling, in cui 30 lottatori si affrontano sul ring tutti insieme, entrando a intervalli regolari, tra spinte, cadute e ritorni improvvisi? Ecco: la dinamica è quella. Un caos organizzato in cui ogni nuovo brano prova a ritagliarsi spazio mentre gli altri restano aggrappati alle classifiche, ai trend, alle playlist. Lì, alla fine, un vincitore c’è. Uno solo. Chissà se si può dire la stessa cosa della gara dei tormentoni. Per continuare a giocare con il rimando alla Royal Rumble, solo due wrestlers entrati col numero 1 sono riusciti a vincere nella storia dell’incontro: Shawn Michaels e Chris Benoit. E forse, nel gioco dei tormentoni, “Ossessione” di Samurai Jay potrebbe ambire ad avere lo stesso successo: è la canzone che sembra avere le carte in regola per fare da colonna sonora all’estate 2026, anche se è in classifica, sempre in vetta, da ben 16 settimane, tante quante ne sono trascorse dalla fine del Festival di Sanremo, dove si è classificata clamorosamente solo diciassettesima (su trenta). Uscita a febbraio, mesi prima di tutti gli altri singoli estivi, conta oltre 60 milioni di streams su Spotify: un numero destinato ancora a crescere, da qui a settembre. Numeri che raccontano un entusiasmo raro per una canzone italiana.

Gli inseguitori

Dietro inseguono in molti. Fred De Palma torna nel suo habitat naturale con “La testa gira”, affiancato da Anitta ed Emis Killa. Ritmi latini, ritornello immediato e atmosfera da cocktail sul lungomare: una ricetta che in passato ha già regalato al rapper più di un successo estivo. C’è poi Serena Brancale, protagonista di una doppia offensiva. Da una parte “Al mio paese”, insieme a Levante e Delia, amplificata da una martellante campagna pubblicitaria legata al nuovo modello prodotto da una nota casa automobilistica. Dall’altra “Partenope” di Merk & Kremont con i The Kolors, guardando al Pino Daniele dei primi Anni ’80. E proprio i The Kolors, veterani delle estati italiane, rispondono con “Rolling Stones”, anche se meno ispirata di “Italo disco” e “Un ragazzo una ragazza”. Nella gara non possono mancare i Pinguini Tattici Nucleari, probabilmente la band italiana che meglio ha interpretato il concetto moderno di tormentone. Quest’anno ci provano con “Sorry scusa lo siento”, titolo che sembra già pensato per diventare un mantra collettivo tra TikTok e karaoke. Alfa, dopo aver conquistato l’estate passata, tenta il bis insieme a Jovanotti con “Buon vento”. Un incontro generazionale. Tra gli ultimi ingressi c’è quello di Marco Mengoni e Angelina Mango, che uniscono le loro voci in “Canzone d’amore”: potrebbe essere una sorpresa. 

Tra Spagna, Sud America e country

Tommaso Paradiso, invece, sceglie la nostalgia pop di “Agitare Coca Cola”. L'adrenalina degli sbagli, le sponsorizzate che ti fregano, le notti di Champions League, le foto che spaccano il telefono: è la materia sua. Irama guarda alla Spagna con “Cabana”, flirtando con il flamenco, mentre Gaia punta su atmosfere sudamericane con “Bossa nostra”, impreziosita dalla scrittura di Riccardo Zanotti dei stessi Pinguini Tattici Nucleari. Tra i possibili outsider c’è Sayf con “Buona domenica”, mentre Francesco Gabbani gioca la carta più esplicita di tutte con “Summer Funk”. Noemi punta su “Tu cosa fai questa sera”, Elettra Lamborghini su “Bam bam bambina” e Sal Da Vinci su “Poesia”. La scommessa più eccentrica e forse originale porta la firma di J-Ax, con il country di “Hippy Ya Yo (Però anche no)”. Ne resterà solo uno. O forse nessuno.


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