Nella primavera del 2022 Jon Spencer, nel corso di una intervista, diede il crisma dell'ufficialità a ciò che ormai era evidente da parecchio tempo: ovvero che la creatura più nota della sua carriera musicale, la Jon Spencer Blues Explosion non esisteva più. Era infatti dal 2015 che la band non pubblicava un album, l'ultimo era stato "Freedom Tower - No Wave Dance Party 2015" (leggi qui la recensione). La Blues Explosion è stata di sicuro l'impresa di maggior fama e successo del 61enne cantante e chitarrista statunitense, ma non certo l'unica.
Come da manuale del buon rocker, i primi gruppi in cui sfogare tutta la sua passione ed esuberanza giovanile risalgono ai tempi del liceo. La prima band degna di una certa importanza Jon Spencer la mette insieme nel 1985, si chiama Pussy Galore e si distingue per proporre un garage rock piuttosto sperimentale che rimarrà sempre, pur con i dovuti accorgimenti, la cifra artistica di Jon. L'avventura dei Pussy Galore si chiuse un lustro più tardi, ma Spencer era già pronto a lanciarsi, insieme alla compagna (poi moglie) Cristina Martinez, nell'impresa Boss Hog. Un gruppo che, seppure a fasi (molto) alterne, ha sinora al suo attivo solo quattro album pubblicati in una trentina di anni.
Quasi contemporaneamente ai Boss Hog, si era agli inizi degli anni Novanta, l'incontenibile Spencer mette in moto quella gioiosa macchina da musica che è stata la Jon Spencer Blues Explosion: rock, punk, blues, garage, rockabilly, soul, noise, il tutto filtrato e proposto secondo il sentire e la visione musicale di Jon. C'è stato un momento, alla metà degli anni Novanta, con l'uscita dell'album "Orange", che il gruppo pareva potesse ritagliarsi un comodo spazio nel mainstream, ma poi non accadde nulla. Per la Blues Explosion tanto rispetto, affetto e fedeltà da parte dei fan, ma gli affari milionari e la visibilità nelle classifiche sono sempre rimasti da un'altra parte.
Nel 2018, a 53 anni, Jon Spencer si mette in proprio e pubblica “Spencer sings the hits” (leggi qui la recensione), il suo primo album solista. E' l'ultima, per ora, manifestazione della sua parabola artistica che è più attiva che mai e si è sviluppata ulteriormente nel 2022 con "Spencer gets it lit" e nel 2024 con "Sick of being sick!".
A giorni sarà disponibile il quarto mattone del suo edificio solista, "Songs Of Personal Loss And Protest". 'Canzoni di perdita personale e di protesta', un titolo che è tutto un programma. Un disco la cui uscita è stata anticipata dal singolo "Knock 'em out". Come già nel precedente album, al fianco di Jon Spencer è schierata la potente sezione ritmica dei Bobby Lees, Kendall Wind al basso e Macky 'Spider' Bowman alla batteria.
Riguardo il nuovo album Jon Spencer ha sinceramente spiegato: "Mi trovo in un periodo di profonda riflessione spirituale. Negli ultimi anni ho vissuto molti conflitti emotivi e perdite personali: il tempo che passa lascia il segno. Perdere amici, perdere familiari, e tutto questo in un mondo sottosopra, dove sembra che stiamo perdendo le libertà fondamentali... Sto cercando di trovare un equilibrio tra molte cose, ma la risposta è sempre il rock 'n' roll. Il rock'n'roll è il vero dono dell'America al mondo: il suono della rivoluzione! È arrivato dal cielo, un disco volante stridente e cromato, come un mostro spaziale, atterrato sulla Terra perché i freak potessero dire la loro. È il suono travolgente della ribellione. Il blues è la mia bibbia, il rock'n'roll è il nostro grido di battaglia!". Gli anni passano ma Jon Spencer non ha perso un centesimo della sua incredibile energia: a parole come sul palco e in sala di registrazione.
Tracklist:
01 Fanfare (Another Point Of View)
02 Vermin Attack!
03 Hangover
04 Knock ‘Em Out
05 Give It Up 4 The Devil
06 Mr. Lion
07 Orange Slice Blues
08 Slip Away
09 Step On the Gas
10 I’m Taking Off
11 Wet & Wild
12 No More
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