News

Iron Maiden a San Siro: la discografia album per album (1-7)

06.06.2026 Scritto da Simöne Gall

Il 17 giugno 2026 gli Iron Maiden si esibiranno a San Siro per il loro "Run For Your Lives World Tour". L'evento celebra i cinquant'anni dalla fondazione della band, proponendo una scaletta speciale incentrata sui brani pubblicati tra il debutto omonimo del 1980 e "Fear of the Dark" del 1992. Per l'occasione, ripercorriamo cronologicamente la discografia del gruppo, suddividendola in tre significative ere (e in due puntate: la seconda sarà pubblicata domani, domenica 7 giugno).

 

1. L'epopea d'Oro: gli anni Ottanta

 

"Iron Maiden" (1980):

https://images.rockol.it/gFvJlj2Yo4Cp9v-WVf8ZG7zZer4=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/01-iron-maiden.jpg

Sound grezzo e "punk-oriented", guidato dalla voce ruvida di Paul Di'Anno e dalle linee di basso dominanti di Steve Harris, leader supremo del gruppo. Eddie, mascotte dei Maiden, debutta in copertina apparendo come teppista di periferia, e con strane fattezze che lo fanno sembrare un incrocio fra uno zombi e uno spettro. A livello di contenuti, "Phantom of the Opera" omaggia il romanzo "Il fantasma dell'Opera" di Gaston Leroux con cambi di tempo complessi. "Running Free" incarna l'inno della ribellione giovanile urbana, mentre "Remember Tomorrow" sperimenta dinamiche tese tra arpeggi calmi e improvvise esplosioni di suono. Semplicemente imprescindibile.

Brano simbolo: "Phantom of the Opera" 

 

"Killers" (1981):

https://images.rockol.it/pT4RZAvdDJ2P8g-r9onEzLoF_Wk=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/02-killers.jpg

Must assoluto per accostarsi all'universo Iron Maiden, l'album presenta un Eddie nettamente più horror rispetto al debutto, mentre stringe una scure insanguinata tra i vicoli di Londra e sotto il già iconico logo della band. A livello sonoro il salto di qualità è evidente grazie alla produzione di Martin Birch e al debutto di Adrian Smith alla chitarra (al posto di Dennis Stratton): l'intesa con Dave Murray modella chitarre gemelle affilate, capaci di far coesistere riff serrati con grandi aperture melodiche. Tracce come "Murders in the Rue Morgue", ispirata al racconto di Edgar Allan Poe, esaltano il perfetto connubio tra cambi di tempo e melodie chitarristiche, mentre la strumentale "Genghis Khan" evoca la furia di una carica militare attraverso dinamiche veloci e intrecci serratissimi.

Brano simbolo: "Wratchild"

 

"The Number of the Beast" (1982):

https://images.rockol.it/7n42V-Nu-E0hGvBIv0Bx1ubg9rM=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/03-the-number-of-the-beast.jpg

Qui Eddie diventa un burattinaio che manipola il Diavolo stesso, ma è l'arrivo epocale di Bruce Dickinson alla voce a introdurre uno stile operistico, acuto e teatrale. Le composizioni beneficiano di questa svolta: "Children of the Damned", ispirata dal film horror fantascientifico "La città dei dannati" del 1964, ne esalta la vocalità, mentre la celebre "Run to the Hills" unisce la narrazione dello scontro storico tra nativi americani e colonizzatori a un ritmo di batteria al galoppo, sorretto da chitarre armoniche. Il meglio arriva in chiusura, coi brividi dati da "Hallowed Be Thy Name". Il miglior disco degli Iron Maiden, secondo taluni.

Brano simbolo: "The Number Of The Beast"

 

 

"Piece of Mind" (1983):

https://images.rockol.it/JDO5-GbMmT8sRyD0qvfcKig2jiQ=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/04-piece-of-mind.jpg

L'ingresso di Nicko McBrain introduce una batteria più tecnica che favorisce composizioni strutturate ed epiche, specchio di un Eddie lobotomizzato e incatenato in un manicomio onirico, come da copertina. L'album, impeccabile sotto ogni suo aspetto, è intriso di riferimenti culturali: "Flight of Icarus" reinterpreta il mito greco in chiave di ribellione adolescenziale con un incedere melodico e indimenticabile; l'evocativa "Revelations" unisce misticismo religioso e poesia citando la letteratura di G.K. Chesterton, mentre uno fra i cavalli di battaglia più storici della band, "The Trooper", evoca la carica nella guerra di Crimea ispirandosi alle poesie di Lord Tennyson.

Brano simbolo: "The Trooper"

 

 

"Powerslave" (1984):

https://images.rockol.it/c6YF216XXYlF1HwVT3-CgGNvdE4=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/05-powerslave.jpg

Considerato da molti, non a torto, il capolavoro assoluto della band, l'album offre un heavy metal che è sinonimo stesso di Iron Maiden, arricchito da virtuosismi complessi e assoli storici. Eddie assume le sembianze divinatorie di un gigantesco faraone egizio, ideale per simboleggiare composizioni che spingono al massimo l'impatto globale dell'album: la velocissima "Aces High" descrive i duelli aerei della Seconda Guerra Mondiale con riff serrati; "2 Minutes to Midnight" denuncia il pericolo di un olocausto nucleare citando l'Orologio dell'Apocalisse, mentre la monumentale "Rime of the Ancient Mariner" traspone magistralmente in musica l'omonimo poema settecentesco di Samuel Taylor Coleridge.

Brano simbolo: "Aces High" 

 

"Somewhere in Time" (1986):

https://images.rockol.it/Oni9H7uNjwxX_-2x4puNaskeE3w=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/06-somewhere-in-time.jpg

Svolta sonora ulteriore e radicale, con l'introduzione di sintetizzatori per chitarra e basso che creano un sound futuristico. Eddie si trasforma in un cyborg che si rifà all'immaginario cinematografico cyberpunk di "Blade Runner". Tale nuova veste maideniana modella composizioni di assoluto rilievo: l'opener "Caught Somewhere in Time" descrive la sensazione di smarrimento nello spazio-tempo; l'epica "Heaven Can Wait" affronta il tema delle esperienze di pre-morte attraverso un travolgente coro centrale; la nostalgica "Wasted Years" poggia sul memorabile e immediato giro di chitarra isolato firmato Adrian Smith; "Alexander the Great" traccia una dettagliata biografia storica del condottiero macedone. Tra i vertici della band britannica.

Brano simbolo: "Wasted Years" 

 

 

"Seventh Son of a Seventh Son" (1988):

https://images.rockol.it/CDQtlI_-d8oDMHuSNclJntUhhsY=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/07-seventh-son-of-a-seventh-son.jpg

Primo autentico concept album a nome Iron Maiden, l'opera fonde misticismo e chiaroveggenza attraverso l'introduzione strutturale delle tastiere. Il sound evolve in un tessuto musicale stratificato, guidato da architetture compositive che lambiscono il progressive ma anche un senso inedito della melodia. Sul piano tematico, "Moonchild" delinea la cornice concettuale evocando l'occultismo di Crowley, mentre la diretta "Can I Play with Madness" stringe sul fulcro narrativo dell'incontro con l'indovino. Lo stile del disco oscilla tra sperimentalismo e urgenza: la complessa title-track si dilata in una sezione strumentale cinematografica, mentre "The Clairvoyant" traduce in musica l'angoscia del sensitivo schiacciato dal proprio potere. Senza offendere nessuno, ma parliamo dell'ultimo grande album firmato da Harris e compagni.

Brano simbolo: "The Evil That Men Do" 


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi