Il ritorno dell’Ozzfest nel 2027 non riguarderà soltanto il Regno Unito. Attraverso i canali social ufficiali del festival è stato infatti confermato che la manifestazione fondata da Ozzy e Sharon Osbourne tornerà anche negli Stati Uniti, dove manca dal 2018. L’annuncio è arrivato con un nuovo teaser che mostra Ozzy Osbourne accanto al logo dell’Ozzfest e alle bandiere britannica e statunitense, accompagnate dalla scritta “Ozzfest will come to the U.K. and U.S.”. Nel post gli organizzatori anticipano inoltre l’arrivo di ulteriori informazioni e chiedono al pubblico dove vorrebbe vedere il festival nel 2027, lasciando quindi aperta la possibilità che vengano aggiunte altre tappe.
La destinazione britannica era già stata resa nota nelle scorse settimane. L’Ozzfest tornerà a Villa Park, a Birmingham, lo stesso stadio che nel luglio 2025 ospitò “Back to the Beginning”, il concerto con cui Ozzy Osbourne e i Black Sabbath salutarono definitivamente il pubblico dal vivo. Per il momento, però, non sono state comunicate né la data dell’appuntamento inglese né quella previste negli Stati Uniti, e resta ancora da conoscere la lineup.
Per l’Ozzfest si tratterà del primo ritorno negli Usa dal 31 dicembre 2018, quando al Forum di Inglewood, nell’area di Los Angeles, Ozzy guidò una giornata che comprendeva tra gli altri Rob Zombie, Marilyn Manson, Jonathan Davis e Body Count. Quell’appuntamento rimase l’ultimo prima che i problemi di salute del cantante interrompessero i suoi programmi dal vivo e, di conseguenza, anche il percorso del festival.
Il progetto di riportare in attività l’Ozzfest era emerso all’inizio del 2026, quando Sharon Osbourne aveva spiegato di essere in contatto con Live Nation. A febbraio, durante il MIDEM di Cannes, aveva poi confermato che il ritorno sarebbe avvenuto nel 2027. “Sì, assolutamente. Lo faremo davvero”, aveva dichiarato, ricordando anche come lei e Ozzy avessero più volte discusso della possibilità che il festival continuasse senza di lui.
“L’ultima edizione che abbiamo fatto è stata nel 2018”, aveva raccontato Sharon: “Non c’era alcuna intenzione di fermarlo. Avremmo continuato a farlo, ma Ozzy non poteva”. Sottolineando che lo stesso cantante si era interrogato sulla possibilità che l’Ozzfest potesse esistere anche senza la sua presenza, Sharon aveva aggiunto: “Mi chiedeva ‘Pensi che l’Ozzfest funzionerebbe senza di me?’. E io gli rispondevo ‘Sì, è un marchio. Funzionerà anche senza di te’. E lui disse ‘Dovremmo farlo’”.
Nato nel 1996, dopo che a Ozzy Osbourne era stata negata la partecipazione al Lollapalooza, l’Ozzfest partì inizialmente con due date a Phoenix e Los Angeles inserite nel suo “Retirement Sucks Tour”. Sul cartellone della prima edizione comparivano, oltre allo stesso Osbourne, Slayer, Danzig, Biohazard, Sepultura, Fear Factory, Neurosis, Powerman 5000 e Coal Chamber. Negli anni successivi il festival si trasformò in un appuntamento itinerante, arrivando anche fuori dagli Stati Uniti e diventando una delle principali vetrine per le nuove band metal tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Dai suoi palchi passarono anche gruppi destinati a imporsi a livello internazionale come System of a Down, Disturbed e Deftones. Negli ultimi anni di attività la formula era stata invece ridotta a singoli eventi, fino allo stop seguito all’edizione del 2018.
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