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Il primo album rock solista di Tom Morello

30.09.2026 Scritto da Paolo Panzeri

"E' giunto il momento di scatenarsi per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza”. Il messaggio che Tom Morello urla al mondo nel 2026 rimane il medesimo da oltre trenta anni a questa parte, da quando, erano gli inizi degli anni Novanta, mise la sua chitarra a disposizione delle canzoni dei Rage Against the Machine. Va da sé che il nuovo album del 62enne musicista newyorkese, "Everyone gets everything they want", sia naturalmente ad alto contenuto sociale e politico. Del resto, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, non poteva essere altrimenti, ovunque si volge l'attenzione c'è davvero da intristirsi, partendo proprio dagli Stati Uniti di Morello da qualche tempo in balia delle sconsiderate trovate dell'amministrazione del presidente Trump. Forse preoccupato che il suo pensiero non fosse abbastanza chiaro ed esplicito, in un comunicato stampa Tom ha dichiarato deciso: "Scrivo canzoni antirazziste per antirazzisti. Scrivo canzoni antifasciste per antifascisti. E scrivo canzoni antinaziste per antinazisti".

Un album rock, ma non solo

"Everyone gets everything they want" è stato presentato come il primo album rock solista di Tom Morello. Una affermazione parecchio sensata poiché il precedente "The atlas underground" (2018) - e le successive emanazioni del 2021 "The Atlas Underground Fire" e "The Atlas Underground Flood" - possedeva una sorprendente e sperimentale, almeno per Morello anima EDM. Questo nuovo disco dal punto di vista musicale è piuttosto eterogeneo. Morello infatti non ha disdegnato di proporre canzoni acustiche con tanto di armonica ("They can't kill us all") oppure ballate country western ("The last rung on the ladder") o, al pianoforte ("I am not yours to command") al fianco di brani più travolgenti e incendiari sorretti dagli esplosivi riff di chitarra, suoi marchi di fabbrica.

Signore e signori, Roman Morello

Al fianco di Morello debutta il figlio quindicenne Roman, chitarrista anch'esso, che addirittura co-firma cinque pezzi del disco. Roman Morello però non è l'unica presenza per cui si distingue l'album. Il robusto singolo "Adjourn it" si avvale dell'apporto del frontman dei System of a Down Serj Tankian e si scaglia contro i soprusi dell'ICE per denunciare una volta di più il tema dell'emigrazione negli Stati Uniti. Se ciò che andate bramando è l'energia ne trovate in grande quantità in “Unconquered”, grazie all'apporto del trio rap hardcore irlandese dei Kneecap. Meno riuscita è invece la prova della metalcore band statunitense dei Beartooth in “Everything Burns”.

Rock e impegno politico

Nulla da eccepire sulla serietà e l'impegno sociale e politico di Tom Morello, schierato sempre in prima fila a denunciare le molte storture e ingiustizie del nostro sistema, ma, dopo qualche ascolto di "Everyone gets everything they want" mi viene da dire che è un album discreto ma non molto di più. Forse a penalizzarlo contribuisce la disomogeneità della scaletta. Forse il fatto che Morello non è un grande cantante. O forse ancora, e più probabilmente, è solo e sempre una questione di canzoni. In "Everyone gets everything they want" non tutte risultano all'altezza della fama di Tom: accanto a quelle buone alcune risultano deboli e altre ancora non funzionano fino in fondo.


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