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Il live di Capa, una Disneyland psichedelica: perché non va perso

29.06.2026 Scritto da Lucia Mora

Caparezza tiene tantissimo alla dimensione teatrale dei suoi concerti. “La vera libertà è l’immaginazione", sostiene il rapper, e la sua immaginazione - nata dall'amore salvifico per i fumetti - ha sempre dato vita a live spettacolari. Complice l'aiuto di Deni Bianco, maestro cartapestaio pugliese, il palco di Capa non è mai spoglio: dalle sbarre di Prisoner 709, al bosco di Exuvia fino ai meteoriti di Orbit Orbit, sembra più un set cinematografico. Una "Disneyland psichedelica".

Anche la scaletta segue un iter narrativo degno di un grande film (ne abbiamo parlato qui), che fonde nuovo materiale e classici storici in una drammaturgia coerente e potente. Ma, per quanto le grandi creazioni di cartapesta animate, le grafiche sui led e il corpo di ballo siano oggettivamente uno spettacolo nello spettacolo, non è (solo) per l'aspetto scenico che migliaia di persone non vedevano l'ora di riabbracciare Michele Salvemini - che non capita spesso di vedere dal vivo. Infatti chi scrive non ha perso tempo e si è gustata tutta l'emozione della data zero, a Sordevolo (Biella). Come da previsioni e aspettative, è un concerto molto denso e bisogna aspettare qualche giorno, lasciando sedimentare, prima di poterlo raccontare con precisione.

Un artista puro

Orbit Orbit è il disco (e fumetto) che ha aiutato Caparezza a riappacificarsi con sé stesso, con la sua età e con il disincanto adulto. Non manca di ricordarlo anche in tour: a concerto inoltrato, sul palco viene portata una panchina. "Devo sedermi, non voglio fare come chi alla mia età fa finta di avere la metà degli anni". La purezza - intesa come sincerità senza filtri, onestà intellettuale e coerenza - è la pietra su cui poggia la fedeltà del suo pubblico che, non essendosi mai sentito tradito, vede nel cantautore uno dei pochi punti veramente fermi in un panorama di meteore artistiche senza spessore.

Lo spessore è dato anche dalla costanza e dalla delicatezza con cui l'artista si serve del proprio megafono a favore di cause umanitarie. Nel tour di Orbit Orbit, un fumettista locale (diverso per ogni data) disegna sul palco un'opera che verrà poi donata a EMERGENCY e messa all'asta. È in questa parentesi che Caparezza fa spazio al ricordo di Naji al-Ali e del suo Handala, personaggio simbolo della resistenza palestinese. Laddove il cantautorato si è fatto claudicante di fronte alla politica - dimentico delle proprie origini, più per convenienza che per distrazione - c'è ancora chi, nonostante venga dalla luna, è profondamente radicato nei drammi terreni.

Capa è casa

Parliamo di un artista abituato a ricevere critiche perché orgogliosamente schierato ("Caparezza non mi piace perché è troppo politico", si diceva già nel 2014), ma anche di un uomo che ha bisogno dell'arte per dare un volto ai demoni che lo perseguitano nell'intimità. Come Prisoner 709 ed Exuvia, anche il viaggio spaziale di Orbit Orbit scava negli incubi dell'inconscio e nelle paure della quotidianità; e anche in questo caso, la dimensione live è una forma di catarsi collettiva. Il pubblico di Caparezza non è mai passivo, ma attivo e viscerale. Dietro alla dedizione con cui si imparano a memoria fiumi di parole, dietro alle innumerevoli citazioni letterarie, storiche e artistiche non c'è elitarismo intellettuale, ma solo la gioia pura di condividere la comprensione di un messaggio che, fuori da quel contesto, può essere frainteso o banalizzato.

Il profondo senso di appartenenza che unisce il suo pubblico si alimenta di questo codice condiviso. Capa ha costruito la sua discografia dando voce a chi si sente cronicamente fuori posto: gli ansiosi, gli introversi, i nerd, gli "alieni" sociali, i disillusi. Nella vita di tutti i giorni, sono caratteristiche che generano spesso isolamento; sotto il suo palco, c'è un ribaltamento sociologico totale e la minoranza diventa improvvisamente maggioranza.

Quando migliaia di persone cantano all'unisono Una chiave e Vengo dalla luna, o quando si commuovono ascoltando A comic book saved my life e Pathosferariconoscono la propria diversità in un ambiente che la valida. Il parterre si trasforma in uno spazio sicuro dove non serve mascherare le inadeguatezze, perché chi ha il microfono in mano le ha appena messe a nudo sotto i riflettori. Le scenografie verranno smontate, i costumi di scena cambieranno e le scalette esploreranno nuove galassie, prigioni o foreste interiori; ma il motivo per cui i fan tornano fedelmente tour dopo tour risponde a una necessità emotiva primaria: il bisogno di tornare a casa.

La scaletta

1. Il banditore

2. Il pianeta delle idee

3. Io sono il viaggio

4. El sendero

5. A Comic Book Saved My Life

6. Gli occhi della mente

7. Mica Van Gogh

8. Vengo dalla luna

9. Ti fa stare bene

10. Pathosfera

11. Chinatown

12. Darktar

13. Come la musica elettronica

14. La scelta

15. Abiura di me

16. La fine di Gaia

17. Curiosity

18. Una chiave

19. Fuori dal tunnel

20. Jodellavitanonhocapitouncazzo

21. Vieni a ballare in Puglia


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