Il frontman dei Black Crowes, Chris Robinson, intervistato da Rick Beato, insieme al fratello Rich, tra le altre cose, ha ricordato uno dei concerti più folli a cui abbia mai partecipato. Si deve tornare indietro fino alla adolescenza dei due fratelli originari della Georgia, prima della formazione dei Black Crowes, quando a metà degli anni '80 suonavano nei club e alle feste in casa con la loro prima band, i Mr. Crowe’s Garden.
Un ricordo rimasto impresso nella mente del cantante riguarda un concerto con quattro band, organizzato dall'allora bassista Ted Selke e dai suoi coinquilini nella casa in cui vivevano all'epoca: l'edificio era destinato alla demolizione, poiché si trovava in un'area della città soggetta a riqualificazione urbana.
Questo il racconto di Chris: "Dicevano: 'Facciamo una festa, una festa del tipo 'distruggiamo la casa'. Poi arrivarono tutti quei ragazzi punk e skinhead – gente davvero violenta – e iniziarono a sfasciare tutto quanto. Sembrava 'Shining': asce che sfondavano le pareti. Mentre suonavamo, un tizio colpì con un'ascia la tubatura del gas in cucina e un altro ci avvicinò un accendino, creando una fiammata simile a un lanciafiamme che sparava verso il bosco. Intanto arrivava la polizia e la gente mandava in frantumi tutte le finestre... Ricordo di aver pensato: 'Wow, è pazzesco!'".
Robinson ricorda anche che né lui né suo fratello avevano reali aspettative di sfondare nel mondo della musica, ma non avevano nemmeno un piano B. "Tutti ci dicevano: 'Non andate all'università? Siete degli idioti'. Dicevano: 'Non ce la farete mai'. Però sono contento che la reazione sia stata questa, perché ci ha dato quella marcia in più, ci ha spronato a dimostrare il nostro valore. Ci siamo detti: 'Beh, vedremo. Vedremo'".
I due fratelli concordano inoltre sul fatto che la loro ostinazione e il rifiuto di farsi deviare dal proprio percorso abbiano finito per premiare i Black Crowes. Spiega Rich Robinson: "Chris diceva sempre, ed era incredibile, all'epoca, avere quel fegato e quelle palle per dirlo alla Sony o alla Columbia: 'Voi avete 1.500 band, io ne ho una sola'. Non me ne frega un cazzo di ciò che fate con quelle band. A me importa di quello che faccio con la mia band. Preferisco sbattere la faccia, piuttosto che ascoltarvi e sbattere la faccia."
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