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I Placebo riscrivono il proprio mito

24.06.2026 Scritto da Claudio Cabona

Brian Molko e Stefan Olsdal tornano ai nastri originali del primo album per reinventarlo trent'anni dopo. Non una semplice ristampa celebrativa, ma una nuova lettura di uno dei dischi più influenti dell'alternative rock degli anni Novanta. Nel mondo del rock le celebrazioni degli anniversari seguono quasi sempre lo stesso copione: una ristampa deluxe, qualche demo recuperata dagli archivi e un tour nostalgico. I Placebo hanno deciso di fare il contrario. Per festeggiare i trent'anni della band, Molko e Olsdal sono tornati ai master originali del loro album d'esordio del 1996 e hanno ricostruito ogni brano da zero. Il risultato è “Placebo RE:CREATED”, un progetto che assomiglia più a una reinterpretazione artistica che a una semplice operazione celebrativa. L'uscita anticipa una tournée speciale dedicata ai primi due album della band.

Quando i Placebo esplosero sulla scena britannica a metà anni Novanta, sembravano arrivare da un'altra dimensione rispetto ai loro contemporanei. In piena era Britpop, mentre gran parte del rock inglese raccontava la quotidianità con toni ironici o spavaldi, Brian Molko e Stefan Olsdal costruivano canzoni oscure, provocatorie e profondamente personali. L'estetica androgina di Molko e il suo modo diretto di affrontare temi come desiderio, identità e alienazione rompevano schemi che all'epoca sembravano intoccabili. La loro importanza culturale appare oggi ancora più evidente. Molto prima che le questioni legate all'identità e all'espressione di genere diventassero centrali nel dibattito pubblico, i Placebo avevano già creato uno spazio in cui chi si sentiva diverso poteva riconoscersi. Per questo “Placebo RE:CREATED” non rappresenta soltanto un omaggio al passato, ma anche una riaffermazione della sorprendente attualità di quel debutto.

Il progetto è stato sviluppato da Brian Molko e dal produttore Rob Kirwan partendo dalle registrazioni originali, per poi essere mixato da Adam Noble. L'obiettivo non era correggere il disco del 1996, ma avvicinarlo al modo in cui quelle canzoni sono cresciute e cambiate nel corso di trent'anni di concerti. Il cambiamento si avverte fin dalle prime battute di “Come Home”, che oggi suona più pesante, urgente e trascinante. Anche “Bruise Pristine”, “Teenage Angst”, “36 Degrees” e “Bionic” acquistano una forza nuova, con chitarre più aggressive e una presenza ritmica che richiama l'energia accumulata dal gruppo sul palco. Le novità più interessanti emergono però nei momenti meno esplosivi.

“Hang On To Your IQ” e “Lady Of The Flowers” beneficiano di una maggiore profondità dinamica, mentre “Swallow” accentua ulteriormente il proprio carattere enigmatico. Non tutte le scelte convincono allo stesso modo. Alcuni passaggi di “I Know”, per esempio, risultano più enfatici e meno delicati rispetto all'originale. “Placebo RE:CREATED” dimostra infatti che Brian Molko e Stefan Olsdal non guardano al proprio catalogo come a un museo da conservare immobile nel tempo. Al contrario, trattano queste canzoni come organismi vivi, capaci ancora di evolversi e di assumere nuovi significati. Ed è proprio questa volontà di rimettersi in discussione che rende il progetto molto più interessante di una tradizionale ristampa per il trentennale.

TRACKLIST
RE:CREATED Version

“Come Home” (RE:CREATED Version)
“Teenage Angst” (RE:CREATED Version)
“Bionic” (RE:CREATED Version)
“36 Degrees” (RE:CREATED Version)
“Hang On To Your IQ” (RE:CREATED Version)
“Nancy Boy” (RE:CREATED Version)
“I Know” (RE:CREATED Version)
“Bruise Pristine” (RE:CREATED Version)
“Lady Of The Flowers” (RE:CREATED Version)
“Swallow” (RE:CREATED Version)
"Drowning By Numbers" (RE:CREATED Version)
"Farewell (Hidden Track)" (RE:CREATED Version)


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