«È un simbolo di Roma. Siamo cresciuti con le sue canzoni tutti quanti, a cantarle la notte in macchina. A volte la realtà supera i sogni», ha detto Achille Lauro lo scorso mercoledì, dal palco del suo primo concerto allo Stadio Olimpico di Roma, chiamando accanto a sé Antonello Venditti. Non proprio una sorpresa: era stato proprio Lauro, negli scorsi mesi, mentre cresceva l'attesa per lo show all'Olimpico, a lasciar intendere di aver invitato alla serata il senatore della canzone romana, per far ascoltare per la prima volta la versione a due voci della vendittiana "Che tesoro che sei" rimasta a lungo in un cassetto. Il duetto esce oggi sulle piattaforme di streaming, dopo l'anteprima live dello scorso mercoledì. Per Achille Lauro la collaborazione con Venditti rappresenta un ulteriore step della sua "normalizzazione", di quel riposizionamento sulle scene che in questi mesi è passato proprio per la canzone romana "melodica", oltre che per l'iconografia della stessa Città Eterna (da quella via Tina Pica citata in "Amore disperato" alla Villa Borghese di "Incoscienti giovani", passando per i concerti a sorpresa a Piazza di Spagna e Fontana di Trevi con i quali ha lanciato l'album "Comuni mortali" e la relativa ristampa "Comuni immortali").
Il passaggio di Venditti - che poi ha fatto partire il karaoke intergenerazionale suonando al pianoforte la sua "Notte prima degli esami" - è stato il momento clou della notte di Lauro all'Olimpico, davanti a 60 mila fan adoranti. È stato subito dopo il duetto con l'autore di "Roma capoccia" che Achille Lauro ha annunciato, a sorpresa, il raddoppio dell'appuntamento all'Olimpico del 2027: alla data del 30 giugno, andata sold out con oltre un anno di anticipo, se ne è aggiunta una seconda, il 1° luglio. Saranno le serate clou del primo vero tour negli stadi dell'ex giudice di X Factor, dopo l'appuntamento di mercoledì all'Olimpico e la data del prossimo 15 giugno in programma allo Stadio San Siro di Milano. Non è un caso che l'ex rapper romano, diventato ormai il più nazionalpopolare dei nuovi volti del pop, abbia scelto di condividere il suo debutto all'Olimpico, l'ingresso tra i "grandi", insieme ad Antonello Venditti. Per i cantautori romani di nuova generazione, Venditti rappresenta ormai un passaggio obbligato. Qualcosa da cui non si può prescindere. Qualcuno a cui bisogna chiedere, a testa bassa, permesso. «Sarebbe bello fare la carriera che ha fatto lui», ha aggiunto Lauro, parlando di Venditti.
In principio fu Ultimo. Era il 2019 e il cantautore di San Basilio esorcizzò in una canzone tutta la rabbia accumulata all’indomani della finale del Festival di Sanremo di quell’anno, la sconfitta contro il «ragazzo» Mahmood per mano di «otto persone che formano una giuria d’onore e da trenta giornalisti». La canzone, in romanesco, si intitolava “Fateme cantà”: «Fateme cantà / che a ‘ste cene co’ questi ’n cravatta / parlo a gesti, nun so la loro lingua», cantava, tra le altre cose, la voce de “I tuoi particolari”. Ad accompagnare il brano, un videoclip ambientato in una vecchia trattoria romana in cui Ultimo, seduto al pianoforte, ad un certo punto riceveva una pacca sulla spalla che più che una consolazione sapeva di investitura a tutti gli effetti. A dargliela era Antonello Venditti. A suggellare il rapporto tra i due ci pensò, pochi mesi dopo, un duetto davanti ai 63 mila spettatori del primo concerto di Ultimo nello stadio della sua città, lo stesso dove Lauro si è esibito lo scorso mercoledì: «Senza la musica di Antonello, e di quel cantautorato romano che rappresenta, io non sarei quello che sono oggi», lo anninciò, prima di cantare insieme a lui l’intramontabile “Roma capoccia” e “Notte prima degli esami”. La scena si ripeté nel 2023: in quel caso, Ultimo volle cantare insieme al maestro Venditti il classico "Sora rosa", brano in romanesco che il cantautore romano scrisse da adolescente e che incluse nel 1972 nell'iconico album di debutto "Theorius Campus", inciso con Francesco De Gregori. «È una canzone che parla agli ultimi. L’ascoltavo quando avevo 15 anni», spiegò Ultimo. Secondo quanto "spoilerato" dallo stesso Venditti, l'intesa tra i due si ripeterà anche il 4 luglio, in occasione del concerto dei record del cantautore di San Basilio a Tor Vergata, davanti a 250 mila spettatori.
Tornando a Lauro, la collaborazione per la nuova versione di "Che tesoro che sei" - dall’album “Goodbye Novecento” del 1999 di Venditti - era stata preannunciata da Venditti lo scorso anno: «Questo ragazzo ha qualcosa dentro e credo che sia un'installazione artistica vivente perché è arte cioè lui non è nato per fare il cantante, lui lo è sempre stato. Lauro sta crescendo, si sta evolvendo, abbiamo un'intimità artistica incredibile. Noi, forse, vi sorprenderemo perché stiamo provando delle cose insieme e siamo molto creativi. Mi ha chiesto di rifare insieme un brano mio al quale lui è molto legato, è parte della colonna sonora della sua infanzia», aveva detto, parlando della voce di “Incoscienti giovani”, impegnata a riposizionarsi sulle scene abbandonando i lustrini e le pailettes del passato per riscoprirsi figlio del cantautorato melodico romano, a metà strada tra Claudio Baglioni e lo stesso Venditti. Insieme erano apparsi anche in un video circolato sui social in cui cantavano a due voci “Notte prima degli esami”. «La collaborazione con Antonello sugella questo rapporto importante con Roma. La nostra versione di “Che tesoro che sei” conclude un percorso importante», aveva confermato Achille Lauro.
E così è stato proprio Venditti a incoronare Lauro come nuovo principe degli stadi, davanti ai 60 mila fan del concerto che ha segnato il debutto della voce di "Incoscienti giovani" all'Olimpico. Proprio come aveva fatto nel 2019 con Ultimo. Notte degli esami superata, per la voce di "Incoscienti giovasni". A proposito: Gazzelle e Fulminacci, giovanotti "de 'sta Roma bella", cantarono insieme il classico nella serata delle cover del Festival di Sanremo, nel 2023: «“Notte prima degli esami” di Antonello Venditti è un pezzo importantissimo per un sacco di generazioni, non è un brano di cui dici: “Ma ti ricordi quella canzone che c'era quando i miei genitori erano giovani?". È sempre attuale, nessun altro ha mai scritto una canzone su questo tema. Il talento di Antonello Venditti è anche stato quello di impadronirsi di una tematica perché, se oggi scrivessi una canzone che parla di quello, mi direbbero: "Ma l'ha già fatto Venditti, che lo fai a fare?". Insomma, è un pezzo eterno, credo veramente che unisca dai bambini alle persone più anziane e io sono contentissimo di poter omaggiare questa persona e questa canzone», raccontò Fulminacci a Rockol.
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