News

Fiorella Mannoia omaggia Faber e Fossati: "Un viaggio dell'anima"

28.06.2026 Scritto da Claudio Cabona

È partito da Genova, con due date all'Arena del Mare da 1.800 spettatori ciascuna, il tour "Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve", con cui Fiorella Mannoia celebra i trent'anni di "Anime Salve", l'ultimo album di Fabrizio De André scritto a quattro mani con Ivano Fossati. Un progetto, "un viaggio dell'anima" come lo ha descritto la stessa artista, che debutta simbolicamente nella città dei due cantautori, davanti al mare del Porto Antico. Tra il pubblico, come in molti invece speravano, non c'è Fossati, da anni lontano dalle apparizioni pubbliche, ma sono presenti Mercedes Martini, moglie del cantautore, Dori Ghezzi, artista e compagna di Fabrizio De André, e Paola Penzo, moglie di Gino Paoli. Mannoia racconta di essere "nata due volte": la prima biologicamente, la seconda a 14 anni, quando ascoltò "Tutti morimmo a stento" di De André.

Un incontro artistico destinato a cambiarle la vita, così come quello, arrivato negli anni successivi, con Ivano Fossati, che definisce “un amico fraterno” e uno degli autori che più hanno segnato il suo percorso. La prima parte del concerto è interamente dedicata ad "Anime Salve" e ad alcuni dei brani simbolo del repertorio dei due cantautori. Si parte con "Dolcenera" e "Smisurata preghiera", per arrivare al racconto della trasformazione fisica e identitaria di "Prinçesa", al popolo rom di "Khorakhanè", che si muove "come il vento", e alla tragedia della guerra raccontata ne "La guerra di Piero". È un percorso che attraversa i grandi temi della poetica dei due artisti genovesi: la follia splendente de "L'uomo coi capelli da ragazzo", il genocidio dei nativi americani di "Fiume Sand Creek", trasformato in una metafora delle stragi di innocenti di oggi, e la solitudine evocata da "Lindbergh", uno dei vertici della scrittura di Fossati, e uno dei fili conduttori anche di "Anime Salve". Si arriva poi alle migrazioni di "Mio fratello che guardi il mondo" fino alla title track "Anime Salve", manifesto di tutti quei "solitari" che, come spiegava De André, vivono una solitudine positiva quando è scelta e dolorosa quando è imposta.
Ad accompagnare Mannoia c'è un'ottima band di otto musicisti, affiancata da un ensemble di sette archi.

Gli arrangiamenti risultano convincenti, pur concedendosi in alcuni casi una rilettura più marcata rispetto agli originali che non sempre però fa centro: è il caso de "La guerra di Piero", proposta in una veste più aulica e potente rispetto alla versione essenziale di De André. Mannoia sembra non stancarsi mai, per tutto il live rimane concentrata e a fuoco. Nel finale il concerto si apre anche ad altri capitoli della sua carriera e non solo. C'è spazio per "Sally" di Vasco Rossi, per "Mariposa", il brano con cui si è presentata al Festival di Sanremo 2024, e infine per "Quello che le donne non dicono", il classico scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Proprio sul finale di quest'ultima canzone Mannoia conferma la modifica che da tempo accompagna le sue esibizioni dal vivo: al posto di "diremo ancora un altro sì" canta "diremo ancora un altro forse". Una scelta che la cantante ha motivato spiegando che le donne non devono sentirsi obbligate a dire sempre sì, ma che ha anche suscitato diverse polemiche. Enrico Ruggeri, autore del brano, ha infatti ribadito che quella frase non riguarda il tema del consenso, bensì racconta il cambiamento dell'uomo e il ricongiungimento della coppia dopo una crisi. Una differenza di interpretazione che continua ad alimentare il dibattito, anche a quasi quarant'anni dall'uscita della canzone.


Scaletta:
Dolcenera
Smisurata preghiera
Princesa
Khorakhanè
La guerra di Piero
C'è tempo
La canzone di Marinella
L'uomo coi capelli da ragazzo
Fiume Sand Creek
Lindbergh
Don Raffaè
Luna spina
Amore che vieni amore che vai
Panama
Mio fratello che guardi il mondo
Bocca di rosa
La mia banda suona il rock
Il pescatore
Anime Salve
Bis:
Sally
Mariposa
Quello che le donne non dicono


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Luca Brunetti

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi