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Dentro lo show che Bad Bunny porterà in Italia

03.06.2026 Scritto da Claudio Cabona

Chi si aspetta un semplice concerto costruito attorno alle hit rischia di restare sorpreso. Dalle prime date del “DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour” di Bad Bunny, andate in scena tra Barcellona e Madrid, emerge infatti uno spettacolo più ambizioso e articolato di quelli a cui ci ha abituato in passato il cantante, pensato come un omaggio alla cultura portoricana e all'immaginario dell'ultimo fortunatissimo album. Bad Bunny sarà in Italia il 17 e il 18 luglio all’Ippodromo La Maura di Milano, tutte e due le date sono sold out: quasi 160mila biglietti staccati. L’ultimo passaggio fu nel 2019, ma quello di allora era un Bad Bunny molto diverso da quello di oggi, sia a livello musicale che di percezione: con “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” Benito Antonio Martínez Ocasio, questo il suo vero nome, ha trasmesso un messaggio politico di indipendenza e libertà in un periodo complesso della storia americana, una rivendicazione che ha trovato uno dei suoi apici visivi e scenografici all’halftime show del Super Bowl.

Il primo grande spoiler del tour del Conejo Malo riguarda la struttura. Al centro dello show, a un certo punto, compare infatti La Casita, la riproduzione di una tradizionale casa portoricana che non rappresenta soltanto un elemento estetico, ma che diventa una vera seconda scena. In un preciso attimo, l'artista si sposta lì (a Madrid tra gli invitati è comparsa anche Chiara Ferragni; ), trasformando l'atmosfera dello stadio o dell’arena in qualcosa di più comunitario, quasi una festa di quartiere trasportata davanti a decine di migliaia di persone. Un'altra sorpresa è la forte presenza della musica dal vivo, per nulla scontata. Pur mantenendo tutta la potenza del suo repertorio reggaeton e trap, Bad Bunny è accompagnato da una band che arricchisce molti brani con percussioni, fiati e arrangiamenti che richiamano la salsa e la tradizione musicale sudamericana. Un elemento che distingue questo tour da molti grandi show urban contemporanei, spesso costruiti quasi esclusivamente su basi e sequenze. Anche la struttura del concerto sembra essere stata studiata come un percorso. Lo spettacolo alterna momenti ad alta intensità, dedicati ai grandi successi, a passaggi più narrativi e nostalgici legati ai temi di “DeBÍ TiRAR MáS FOToS.

Il risultato è uno show che cambia spesso pelle durante la serata, passando dal perreo sfrenato a momenti più riflessivi. Non sarà quindi una greatest hits e basta. Per quanto riguarda la scaletta, però, i fan italiani possono stare tranquilli. Accanto alle canzoni dell'ultimo album trovano spazio molti dei brani che hanno reso Bad Bunny una superstar mondiale: da “Tití Me Preguntó” a “Callaíta”, passando per “Yo Perreo Sola”, “Safaera”, “DÁKITI”, “Yonaguni” e “Monaco”. Un viaggio che attraversa praticamente tutta la sua carriera. Non è escluso nemmeno il fattore sorpresa. Nelle date spagnole sono saliti sul palco ospiti come Luar La L e altri artisti della scena portoricana, alimentando l'idea che ogni concerto possa avere momenti unici e leggermente diversi dagli altri. Infine, un dettaglio che dettaglio non è: la durata. Le prime date europee hanno superato abbondantemente le due ore e mezza, sfiorando le tre ore di spettacolo. Un aspetto che in alcune recensioni viene lodato, mentre in altre evidenziato come possibile punto di debolezza perché generatore automatico di momenti di stanchezza e calo fisiologico di intensità.


Scaletta:
LA MuDANZA
Callaít
PIToRRO DE COCO
WELTiT
TURiSTA
BAILE INoLVIDABLE
NUEVAYoL
LA CASITA
VeLDÁ
Tití me preguntó
Neverita
VOY A LLeVARTE PA PR
Si veo a tu mamá
Me porto bonito
No me conoce
Bichiyal
Yo perreo sola
Efecto
Safaera
Diles
MONACO
TELEFONO NUEVO
Caile
Side Bitch
ETA - RMX
No te quieren conmigo
CAFé CON RON
Ábreme paso
Ojitos lindos
La canción
KLOuFRENS
DÁKITI
Yonaguni
El apagón
DtMF
EoO


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