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Da Olivia Rodrigo a Francesca Michielin: la settimana delle riot

08.06.2026 Scritto da Claudio Cabona / Mattia Marzi

Dalla rabbia politica all’introspezione pop, passando per il cantautorato d’autore e le contaminazioni indie: le nuove uscite della settimana, sia italiane che (soprattutto) internazionali, hanno una forte impronta femminile. Pussy Riot, Francesca Michielin, Olivia Rodrigo e Joan As Police Woman, pur provenendo da mondi artistici molto diversi, condividono la capacità di trasformare la propria voce in uno strumento di affermazione, racconto e cambiamento. Sono loro a conquistare l'ideale copertina dell'elenco delle uscite discografiche più attese della settimana.

Francesca Michielin – “Magia bianca”

Il progetto apre un nuovo capitolo nel percorso di Francesca Michielin, costruito attraverso un vero e proprio concept album nella forma e nelle tematiche, unendo dungeon synth, atmosfere medievali e anni ’80 a storie di dame e streghe che si specchiano nella contemporaneità. “Una donna non può” ha anticipato l'album: un brano definito dalla stessa artista “tragicomico”, che unisce l’immaginario fantasy e il lessico magico al tema della disparità di genere. Ispirato alle musiche di Mike Oldfield e Kate Bush, ma anche alla produzione di Franco Battiato, con cui Francesca ha avuto l’onore di collaborare da giovanissima, il pezzo è accompagnato da un videoclip diretto da The Rings con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno.

Joan As Police Woman – “Real Life Evolution”

A distanza di vent’anni dall’uscita dell’album “Real Life”, Joan As Police Woman propone una nuova lettura della sua  musica attraverso l’album “Real Life Evolution”, in uscita il 12 giugno per Reveal Records. Questo progetto segna un passaggio di riflessione sugli anni trascorsi e una riscoperta sonora che coinvolge importanti collaboratori come Iggy Pop e Krystle Warren. Joan Wasser, musicista e produttrice di New York, ormai figura cardine della musica indipendente, sceglie di rielaborare con arrangiamenti rivisti le tracce del suo lavoro d’esordio. Il risultato è un disco che unisce memoria e rinnovamento, nato dall’intensa esperienza dei live e da alchimie musicali costruite insieme a una band che ha contribuito a definire il suo sound autentico e personale.

Olivia Rodrigo - "You seem pretty sad for a girl so in love"

Del terzo album, un tempo, si diceva che fosse quello della maturità. Chissà se l'espressione vale ancora oggi, nel mondo della discografia liquida o della post-discografia. Di sicuro c'è che "You seem pretty sad for a girl so in love" è per Olivia Rodrigo un disco di rottura. Lo è già a partire dal titolo, simbolicamente, rispetto a quelli brevi di "Sour" e "Guts". Rodrigo ha spiegato di averlo scelto perché racchiude perfettamente il tema centrale del disco: la contraddizione tra felicità amorosa e malinconia. Se "Sour" era il disco del cuore spezzato e "Guts" quello dell'insicurezza e della crescita, "You seem pretty sad for a girl so in love" sembra concentrarsi sull'amore adulto. Rodrigo ha dichiarato che gran parte delle canzoni nasce dalla sua prima relazione sentimentale vissuta in età adulta, ma senza abbandonare quella vena inquieta e malinconica che caratterizza la sua scrittura. Musicalmente è un lavoro che mantiene il legame con il pop-rock chitarristico che l'ha resa famosa, ma con una maggiore maturità compositiva. Alcune fonti descrivono il disco come caratterizzato da influenze guitar-pop anni Ottanta e da un approccio più riflessivo rispetto alla rabbia adolescenziale dei lavori precedenti. Sarà uno dei titoli della stagione.

Pussy Riot - "CYKA"

Dopo quattordici anni di attività tra musica, performance art e attivismo politico, le Pussy Riot fanno il loro esordio ufficiale con questo album, "Cyka". Stando a quanto racconta la fondatrice Nadya Tolokonnikova, il disco condensa in quattordici brani tutto ciò che il collettivo ha vissuto dal 2012 a oggi: proteste, arresti, processi, esilio, sorveglianza e lotta contro il regime di Vladimir Putin. Il titolo riprende la parola russa "сука" ("cyka"), traducibile in modo colloquiale come "cagna" o "bitch", scelta coerente con l'estetica provocatoria del gruppo. L'album è anticipato da "Candy Dopamine", realizzato insieme agli Avenged Sevenfold. Il brano affronta il tema della dipendenza da farmaci, antidepressivi e sostanze varie. Oltre agli Avenged Sevenfold il disco include anche collaborazioni con B-Real e Salem Ilese. Piccola curiosità: il presidente russo Vladimir Putin compare nei crediti del disco come "contributor", una provocazione che si inserisce nella lunga storia di scontro tra il collettivo e il presidente russo.


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