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Da Björk ai Kneecap: ecco il Roma Summer Fest 2026

05.05.2026 Scritto da Mattia Marzi

C’è il pop sperimentale di Björk e il rap identitario e politicamente impegnato degli irlandesi Kneecap, che all’estero si esibiscono sui palchi dei festival più importanti. C’è il rock alternativo di Johnny Marr e quello Anni ’80 degli Europe. C’è il metal provocatorio e divisivo di Marilyn Manson e il jazz di Jacob Collier. C’è questo e molto altro nel cartellone del Roma Summer Fest 2026, la rassegna prodotta dalla Fondazione Musica per Roma diventata un appuntamento fisso dell’estate musicale non solo capitolina ma nazionale più in generale. Lo confermano i numeri: l’anno scorso la rassegna ha superato i 230 mila biglietti venduti, grazie a una programmazione capace di attrarre anche pubblico internazionale. E così dopo aver portato nella Capitale lo scorso anno i Paul Kalkbrenner, Rüfüs Du Sol e Fred Again, quest’anno gli organizzatori rilanciano con una line up che comprende una settantina di date, che spazia tra i generi e che punta a fare della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e della Casa del Jazz un epicentro della stagione live estiva.

Dalla prima mondiale di John Legend ai Dogstar di Keanu Reeves

Già, perché quelli della voce di “Hyper-ballad”, del trio hip hop irlandese, dell’ex Smiths, della band di “The final countdown”, del re dello shock rock e del gruppo torinese sono solamente alcuni dei live più attesi di un programma che partirà il 13 giugno con il concerto di Serena Brancale e che proseguirà fino a settembre inoltrato. «Tra musicisti e ballerini, sul palco saremo in 20 quella sera», anticipa la cantautrice di “Baccalà” a proposito dello show, legato al suo nuovo album “Sacro”, tra Bad Bunny e il grande jazz. Il 15 giugno toccherà a Niccolò Fabi, il 16 giugno a Genesis - One Night with the Orchestra on tour con la partecipazione di Martin Levac e Nick D’Virgilio, il 17 giugno ai Kneecap, il 19, 20, 21 e 22 giugno a Ludovico Einaudi, il 23 giugno a Marco Castello (tra le penne più raffinate del nuovo cantautorato italiano), il 27 giugno a Laura Esquievel e Brenda Asnicar, il 28 giugno a Mac DeMarco, il 29 giugno a Ben Harper e ai suoi Innocent Criminals, il 29 giugno a Stefano Bollani All Stars (nella Sala Santa Cecilia), il 1° luglio a Danny Elfman (storico braccio destro di Tim Burton, che eseguirà le musiche delle colonne sonore dei suoi film), il 2 luglio a John Legend, il 3 luglio a Gigi D’Agostino, il 4 luglio al maestro della World music italiana Ambrogio Sparagna, il 5 luglio a Pat Metheny, il 6 luglio ad Anastacia. E poi ancora il 7 luglio agli Europe, l’8 luglio a Goran Bregovic, il 10 luglio a Bresh, l’11 luglio ai Dogstar di Keanu Reeves, il 12 luglio ai Subsonica, il 13 luglio ai Village People. Il 14 luglio spazio al Reverendo del rock Marilyn Manson, mentre il giorno dopo alla Cavea si esibirà Diana Krall: una sequenza che incarna alla perfezione l’ambizione degli organizzatori di «riunire generi e generazioni, senza porsi barriere», come sottolinea l’amministratore delegato di Fondazione Musica per Roma Raffaele Ranucci.

L'attesa per il debutto italiano di Djo

Il 17 luglio spazio di nuovo al rock con Johnny Marr, il 18 luglio arriverà Jacob Collier, il 19 luglio Frah Quintale, il 20 luglio Marcus Miller, il 21 luglio i Kool & The Gang, il 22 luglio i Two Door Cinema Club, il 23 luglio Serena Rossi, il 24 luglio i Pink Floyd Legend, il 25 luglio Gregory Porter, il 26 luglio Alice con il suo tributo a Franco Battiato. Il 28 luglio arriverà in Cavea La Niña, lanciatissima dopo il suo album “Furèsta”. Il 29 luglio toccherà a Capo Plaza, il 30 luglio ad Angelina Mango, il 31 luglio a Elio e le Storie Tese. Poi, dopo la pausa di inizio agosto, la kermesse riprenderà il 24 agosto con il debutto italiano di Djo (aka Joe Keery, ovvero l’attore-musicista che ha interpretato il personaggio di Steve in “Stranger Things”, oltre 3 miliardi di streams a livello mondiale su Spotify), per proseguire il 29 agosto con Tony Pitony, il 31 agosto con i Wilco, il 1° settembre con la girl band filippina delle Bini (oltre 1 miliardo di ascolti a livello mondiale), il 2 settembre con Hermanos Gutiérrez, il 3 settembre con Sal Da Vinci, il 4 e 5 settembre con Fiorella Mannoia e il suo tributo a Fabrizio De André e ad “Anime salve”, il 4 settembre con Nicola Piovani (in Sala Santa Cecilia), il 6 settembre con Il Tre, il 7 settembre con Levante, l’8 settembre con Tony Boy, il 9 settembre con i Judas Priest, il 10 e l’11 settembre con I Cani e sempre l’11 settembre Marisa Monte (in Sala Santa Cecilia).

Björk e Peggy Gou dietro la consolle

La chiusura vera e propria sarà affidata al festival di musica elettronica Dissonanze, che il 12 e 13 settembre vedrà esibirsi nello spazio dei Giardini Pensili dell’Auditorium - tra gli altri - Björk e Peggy Gou, con dj set che vanno ad impreziosire quella che il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri definisce una rassegna capace di fare del Parco della Musica «una tappa centrale nei circuiti della musica dal vivo, capace di attirare pubblico da tutta Italia e dall’estero e di generare un indotto significativo». «Dalle colonne sonore al jazz, passando per l’elettronica: è musica per tutti e tutte», sottolinea l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Tra gli extra rientrano anche gli show teatrali di Maurizio Battista (18 giugno), Stefano Nazzi (24 giugno), Paolo Ruffini (30 giugno), Max Giusti (16 luglio), Massimo Recalcati (8 settembre), Pablo Trincia (14 settembre) e Vincenzo Salemme (15 settembre), mentre il 25 giugno la Cavea ospiterà l’evento di beneficenza “Pane ar Pane, Artisti per Sant’Egidio”, con Brunori Sas, Noemi, Margherita Vicario e molti altri. Ma Roma Summer Fest comprende anche i concerti ospitati dalla Casa del Jazz: il 27 giugno arriverà dal Brasile Mari Froes, una delle voci più fresche e autentiche della nuova scena brasiliana, che mescola MPB, bossa nova, samba e jazz, poi dopo di lei sarà la volta di Devendra Banhart (30 giugno), Suzanne Vega (20 luglio), Patrick Watson (26 luglio), Noa (28 luglio), Fantastic Negrito (29 luglio). Il senso è tutto qui: mettere insieme ciò che normalmente non sta insieme e farlo suonare davanti allo stesso pubblico.


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