Nel panorama del rock progressivo, poche figure hanno saputo unire il rigore accademico e la sperimentazione rock con la stessa eleganza di Dee Palmer. Scomparsa all'età di 88 anni nella sua casa nello Shropshire, Palmer non è stata solo una musicista, ma l'anima sinfonica che ha dato tridimensionalità e respiro ad alcuni dei capitoli più importanti della storia della musica britannica con i Jethro Tull.
Dee nacque a Hendon il 2 luglio 1937 con il nome David (nel 2004, all'età di 67 anni, Palmer fece coming out pubblicamente come donna transgender, cambiando ufficialmente il suo nome da David a Dee). Le sue radici affondavano profondamente nella musica classica. I suoi studi alla prestigiosa Royal Academy of Music furono brillanti, coronati dalla vittoria dell'Eric Coates Prize e del Boosey And Hawkes Prize. Questa eccellenza accademica le valse, decenni dopo (nel 1994), il titolo di membro onorario dell'accademia.
All'inizio della sua carriera, l'industria musicale la conosceva come una talentuosa direttrice e arrangiatrice per le sessioni di registrazione. Il suo primo grande banco di prova arrivò nel 1968, quando curò gli arrangiamenti per l'album Nicola del cantautore folk Bert Jansch. Fu in quel periodo che il manager Terry Ellis, intuendo il suo potenziale, le propose di collaborare con una band emergente che stava registrando il suo disco d'esordio: i Jethro Tull.
Il sodalizio con la band di Ian Anderson iniziò quasi in punta di piedi. Nel 1968, per l'album This Was, Palmer scrisse e diresse le sezioni di ottoni per il brano Move On Alone. Pochi mesi dopo, Anderson le chiese di creare un arrangiamento per quartetto d'archi per A Christmas Song. Negli anni '70, Palmer divenne la mente dietro le quinte che contribuì a plasmare il suono iconico dei Jethro Tull. Fu lei ad arrangiare e dirigere le orchestrazioni di capolavori assoluti come Aqualung, WarChild, Minstrel In The Gallery e Too Old To Rock And Roll.
Nel 1976, il suo ruolo divenne ufficiale: Palmer uscì dall'ombra per unirsi formalmente ai Jethro Tull come seconda tastierista. Fino al 1980, il suo compito fu quello di ricreare dal vivo le complesse partiture d'archi utilizzando tastiere elettroniche, diventando un pilastro fondamentale della celebre "trilogia folk" della band (Songs From The Wood, Heavy Horses e Stormwatch).
Quando la formazione classica dei Jethro Tull si sciolse alla fine degli anni '70, la creatività di Palmer non si fermò. Insieme al collega tastierista John Evan fondò i Tallis. Sebbene all'epoca l'industria discografica non avesse colto l'intuizione, l'album In Alia Musica Spero — che vantava contributi di musicisti storici come Barriemore Barlow, John Glasock e Gordon Giltrap — è stato finalmente pubblicato nel 2021, rendendo giustizia a quel progetto.
Negli anni, la sua maestria orchestrale è stata messa al servizio di giganti assoluti del prog rock: Palmer ha infatti riarrangiato in chiave sinfonica le musiche di grandi gruppi del rock: We Know What We Like è un disco dedicato ai Genesis; Orchestral Manoeuvres ai Pink Floyd; The Symphony Music of Yes agli Yes e Passing Open Windows ai Queen. Esiste anche una sua personalissima reinterpretazione orchestrale dell'intero album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, un progetto inciso per la EMI a Abbey Road. I guadagni derivanti dai diritti d'autore delle vendite del disco dedicato ai Fab Four non sono andati a Palmer, ma sono stati interamente devoluti per sostenere economicamente gli studenti della Royal Academy of Music (dove la stessa Palmer aveva studiato da giovane).
Nel 2018 ha inoltre coronato il suo percorso solista pubblicando Through Darkened Glass, un album che ha visto la partecipazione del vecchio compagno di band Martin Barre, con cui si è esibita anche al festival di Cropredy nel 2019.
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