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Che cosa resta oggi di "Tarkus" di Emerson, Lake e Palmer?

14.06.2026 Scritto da Lucia Mora

Sulla carta, Tarkus - il secondo album degli Emerson, Lake & Palmer (ELP) - ha 55 anni (uscì nel giugno del 1971). In cuffia, è un monolite che sopravvive indenne al passare del tempo. Che cosa resta, oggi, di questo capolavoro? Resta l'audacia tecnica, resta un'iconografia indimenticabile e, soprattutto, resta un avvertimento su una tecnologia bellica fuori controllo che, nell'era dei droni e dell'intelligenza artificiale, appare profetico.

Tra caso e genialità

L'immaginario di Tarkus nasce quasi per caso. L'artista William Neal, incaricato di proporre delle idee per la copertina, aveva scarabocchiato a margine di un foglio un bizzarro ibrido: un armadillo fuso con i cingoli e i cannoni di un carro armato. Quando Keith Emerson vide quel bozzetto, ne rimase folgorato. Aveva appena abbozzato un'impalcatura ritmica in 5/4, complessa e marziale, ma gli mancava un volto per quella musica. Quello scarabocchio diede un nome, una forma e una direzione narrativa all'intero progetto. Il mostro divenne la metafora perfetta per la futilità della guerra e per l'inevitabile scontro tra la natura e una tecnologia fredda, meccanizzata e distruttiva.

Una suite monumentale

L'intera prima facciata dell'LP originale è occupata dalla suite omonima di oltre 20 minuti. È un viaggio musicale e narrativo senza precedenti, in cui il mostro nasce, combatte contro divinità e creature mitologiche (l'Iconoclasta, la Manticora) e infine, ferito, si ritira negli abissi. Una suite considerata (a ragione) una delle vette assolute del rock progressivo per la sua coesione e per l'impatto narrativo.

In Eruption, Tarkus nasce dal vulcano, un tour de force strumentale guidato dai sintetizzatori in un frenetico tempo di 5/4; Stones of Years è la prima sezione cantata da Greg Lake, un'elegia malinconica e una dura critica alla cecità umana di fronte ai conflitti; Iconoclast è uno scontro strumentale serrato, dove Tarkus avanza annientando ogni resistenza e falsa idolatria; Mass è invece un attacco sarcastico all'ipocrisia religiosa, sorretto da un riff spigoloso e una linea vocale aspra; Manticore prende il nome dall'unica creatura in grado di sfidare e sconfiggere la macchina, l'ibrido mitologico Manticora; Battlefield rappresenta l'epica e tragica battaglia finale, dominata da un raro e struggente assolo di chitarra elettrica di Greg Lake; infine, Aquatarkus mette in scena il ritiro di Tarkus, sconfitto ma non distrutto, negli abissi marini, accompagnato da una marcia solenne dal sapore quasi militare.

Dalla tragedia all'ironia

Mentre la suite si prende tutto il peso concettuale dell'album, il lato B mostra la versatilità e, a tratti, l'ironia del trio. Dopo le fatiche titaniche di Tarkus, la band aveva bisogno di sfogarsi con brani più brevi, radicalmente diversi. Bitches Crystal è un pezzo frenetico e oscuro che mischia jazz, boogie-woogie e dissonanze, esempio perfetto dell'indipendenza ritmica tra le mani di Keith Emerson al piano.

The Only Way (Hymn) / Infinite Space è un omaggio diretto a Johann Sebastian Bach (le melodie incorporano frammenti della Toccata in Fa maggiore e del Preludio VI). Qui Emerson suona il vero organo a canne della chiesa di St. Mark a Londra. Are You Ready Eddy? è un esilarante e sgangherato rock and roll anni '50 registrato praticamente in presa diretta, dedicato al loro brillante ingegnere del suono, Eddy Offord. La dimostrazione che, nonostante la loro reputazione di musicisti seriosi e accademici, gli ELP sapevano non prendersi troppo sul serio.

Che cosa resta di Tarkus?

Potremmo dire che l'eredità di Tarkus si muove su tre direttrici fondamentali: partiamo dal profetismo tematico. La figura dell'armadillo-carro armato è l'incarnazione di una macchina da guerra inarrestabile e priva di morale. In un'epoca dominata da discussioni sulle armi autonome, sui droni da combattimento e sull'intelligenza artificiale applicata ai conflitti, il monito di Tarkus è inquietantemente attuale. L'umanità che viene schiacciata dalle sue stesse creazioni corazzate è una metafora che non è invecchiata di un giorno.

Il secondo fattore è lo standard tecnico assoluto. L'album ha ridefinito il ruolo delle tastiere nel rock. Prima di Tarkus, il sintetizzatore Moog era usato principalmente per effetti sonori o tappeti atmosferici. Keith Emerson lo trasformò in uno strumento solista capace di rivaleggiare in aggressività con la chitarra elettrica di Jimi Hendrix. La poliritmia tra Emerson e la batteria jazz rock di Carl Palmer continua a essere studiata nei conservatori di musica moderna.

Infine, consideriamo l'impatto sulla cultura pop, perché l'estetica visiva e musicale di Tarkus ha oltrepassato i confini del rock. Compositori di colonne sonore videoludiche come Nobuo Uematsu (Final Fantasy) e Koji Kondo (Super Mario, Zelda) hanno citato le progressioni armoniche e i sintetizzatori di questo album come ispirazione diretta per le musiche dei "boss di fine livello" e delle battaglie epiche nei videogiochi di ruolo giapponesi.


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