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Cesare Cremonini: "E' finito il tempo dei lustrini"

07.06.2026 Scritto da Adelia Brigo

«È finito il tempo dei lustrini, ho ucciso Ziggy». Cesare Cremonini annuncia una svolta importante del suo percorso e la fa riferendosi al celebre alter ego di David Bowie: «Ho pronto un nuovo album. È un lavoro molto importante per me e uscirà entro la fine dell’anno. È stato un disco particolarissimo da creare, a cui ho lavorato negli ultimi quattro mesi a Londra, allo Studio 13 di Damon Albarn. È un disco rock'n'roll nel senso più letterale del termine: completamente ingegnato e suonato in studio. È un album di rottura, pensato per rompere schemi e aprire nuove strade creative. Rappresenta un cambio di passo, non solo dal punto di vista discografico ma anche per quanto riguarda la dimensione live».

Una dichiarazione inaspettata che il cantautore bolognese decide di fare a poche ore dal momento in cui si "mangerà" il mastodontico palcoscenico del Circo Massimo di Roma: una rock star dalle giacche scintillanti che sceglie di salutare il pubblico da numeri da capogiro con un inchino di gratitudine e rispetto, per poi guardare al futuro. 

«Per quanto riguarda i lustrini, questi saranno gli ultimi cinque concerti. Non si tratta di rifiutare nulla, ma di seguire un’esigenza creativa che prevale su tutto il resto. La vita mi ha portato a vivere qualcosa di così profondamente segnante e la musica mi è venuta in soccorso».

Corre Cesare Cremonini, lo ha sempre fatto: gli album, le piazze, i club, i palazzetti, gli stadi e oggi questi live in spazi giganti in una continua evoluzione. «Oggi porto la mia musica in luoghi che per me rappresentano il culmine di un sogno, un percorso che ho iniziato da bambino e che ho desiderato alla ricerca di numeri importanti. Il mio spettacolo è un’esperienza condivisa, intensa e viva. Questo, per come lo vedo, è il punto più alto di un percorso costruito con passione, studio e dedizione quotidiana».

A Roma, per la prima data del Cremonini Live26 le presenze sfiorano le 70mila persone, il giorno dopo saranno altrettante (la serata sarà trasmessa su Rai Uno a settembre). L'effetto è quello di una enorme e colorata macchia di persone che riempie il Circo Massimo, impossibile arrivare con lo sguardo fino alla fine dello sterrato. «Ciao Roma, voglio guardarvi tutti negli occhi, uno per uno. Siamo partiti nel 1999, quanti anni sono passati? Abbiamo fatto tanta strada per arrivare qui». Braccia alzate, striscioni, bandane, l'energia di chi che vuole godersi un tour iniziato negli stadi lo scorso anno e proseguito in modo naturale con queste date. Dopo Roma, ci saranno l'ippodromo di Milano, l'autodromo di Imola, l'arena di Firenze. Cinque date, cinque appuntamenti per vivere in pieno una dimensione live che Cremonini ha progettato nei minimi dettagli rendendo lo show un viaggio dove la musica resta il centro, ma dentro quelle luci e quelle immagini ci vuole far stare tutto il suo pubblico.

Una passerella di cento metri che attraversa il campo, quattro torri alte 22 metri con schermi giganti, un palcoscenico dove il tempo scorre seguendo il ritmo, prima quello del tramonto dell'Alaska, poi quello delle canzoni. Ognuna vestita da una precisa narrazione, fatta di immagini tridimensionali, luci diffuse o proiettate. Ritmo e poesia, elettronica e chitarra acustica, tamburi e le melodie del sax. Su quel palco il vero senso del fare musica non scompare, è una celebrazione continua al dettaglio: le canzoni dettano le regole, il resto è una conseguenza. Venticinque brani in scaletta per due ore e mezza di live che si apre con "Alaska Baby" e una sezione di fiati e ballerini ad annunciare l'inizio dello spettacolo. "Dicono di me", "Padre e madre" e un assolo di sax che introduce "Il comico (Sai che risate)" e che si conclude con lo strumento alzato al cielo, un gesto simbolico. «È stato lui a spingermi a realizzare il nuovo disco», ha raccontato in conferenza stampa.

Oggi però è qui solo per i suoi spettatori, quelli che hanno intasato le strade della città arrivando da ogni dove: lo omaggia accennando "Roma capoccia" alla chitarra, «con l'accento bolognese ma il cuore di Roma».

In "Buon viaggio (Share The Love)" è accompagnato da una sezione fiati che lo circonda, ma il momento più intimo della serata arriva con "Vorrei", la canzone scritta a soli 15 anni che dedica alla madre presente alla serata. Quando alza lo sguardo dal pianoforte e incrocia gli occhi degli spettatori, l'emozione è evidente. Questo tour è una celebrazione della musica, della vita, della sua carriera. Per condividerla, Cremonini chiama sul palco alcuni compagni di viaggio speciali. Jovanotti irrompe sulle note di "Mondo" con la sua consueta energia travolgente: insieme percorrono di corsa la lunghissima passerella e, poco dopo, "L'ombelico del mondo" fa letteralmente esplodere la folla. È il momento di chiamare sul palco l'amico Valentino Rossi, è una festa da condividere.

Poi si torna nell'universo musicale di Cesare. Elisa sale sul palco avvolta in un abito bianco per il duetto su "Aurore Boreali", prima di lasciare spazio a "Nonostante tutto" in versione remix. Luca Carboni arriva invece verso il finale della scaletta: impossibile non rendere omaggio a Bologna con "San Luca", il brano dedicato ai portici e ai colori della città.

Cremonini si conferma uno showman completo. Omaggia Freddie Mercury con "Tie Your Mother Down" accanto a Ballo, insostituibile compagno di carriera, balla sulle note di "Grey Goose", arriva su "50 Special" per infiammare la serata e prosegue con "Marmellata #25". Infine, imbraccia la fisarmonica per "Figlio di un re", aggiungendo un ulteriore tassello a uno spettacolo che alterna energia, nostalgia ed emozione. Poi arrivano "Poetica", "Nessuno vuole essere Robin" e "Un giorno migliore", brano con cui chiude da sempre la scaletta. Sudore, urla, una folla entusiasta e grata che guarda il palcoscenico fino all'ultimo secondo, forse sperando che quell'immersione collettiva non finisca mai.

Ora è il momento di ballare, poi ci sarà spazio per il nuovo disco, arrivato in modo così prepotente che Cremonini lo annuncia anche dal palcoscenico. In conferenza stampa ha spiegato bene questa necessità: «Come spesso accade nella storia della musica, un “incidente” può aprire la strada a una trasformazione artistica: cambia la prospettiva. Non mi era mai successo di interrompere quella "ruota" che accompagna la vita di un artista, ma questa volta ho forzato la mano, perché sentivo la necessità di tornare a scrivere e incidere. Era più forte di qualsiasi altra cosa». E il sassofono è stato l'escamotage per superare un momento di profondo dolore: «Una vicenda privata che lascio alle leggende. Credo che il nuovo disco racconti tutto ciò che voglio comunicare. Ho paragonato spesso questo nuovo album al mio vecchio '...Squérez?': allora avevo 17 anni, oggi ne ho 46, ma la forza e l’energia rimangono le stesse. Anche quell'album era, a suo modo, un disco rock'n'roll, e oggi il nuovo lavoro mantiene quella autenticità. Non sapevo dove mi avrebbe portato e così è anche per questo nuovo progetto». Il nuovo disco è servito per "annegare il dolore" spiega Cremonini, «trasformarlo in arte è per me una cosa naturale, quotidiana, fin da quando ho iniziato a scrivere canzoni da adolescente. Lo hanno fatto poeti, artisti e scrittori prima di me. È per me un marchio di qualità, non una debolezza o un dramma da spettacolarizzare».

E mentre il Circo Massimo intona a squarciagola "La nuova stella di Broadway" facendo rimbombare le voci sui muri di Roma, è impossibile non pensare al Cremonini di domani, lontano dagli studi, almeno per un po'. «Mi chiedi dove suonerò? Non posso anticipare nulla, ma vorrei che questo progetto partisse dalla sua scintilla, dal luogo in cui è nato, cioè Londra». E poi, un'ultima anticipazione: «Nel disco ha suonato Donny McCaslin, uno dei più grandi sassofonisti contemporanei, noto anche per aver collaborato a 'Blackstar' di David Bowie. Il sassofono mi ha aperto la porta a scambi musicali straordinari ed esperienze personali incredibili».

La scaletta della data del Circo Massimo Live26

1. Cercando Camilla (Il primo bacio sulla luna, 2008)
2. Alaska Baby (Alaska baby, 2024)
3. Dicono di me / Padre madre (Il primo bacio sulla luna, 2008/ Bagus, 2002)
4. Il comico (Sai che risate) (La teoria dei colori, 2012)
5. La ragazza del futuro (La ragazza del futuro, 2022)
6. Ora che non ho più te (Alaska baby, 2024)
7. La nuova stella di Broadway (La teoria dei colori, 2013)
8. Latin Lover (Bagus, 2002)
9. Possibili Scenari (Possibili scenari, 2017) – CREMONINI E NATALIZIA AI GONG DRUMM
10. Buon viaggio (Share The Love) (Più che logico (live), 2015)
11. Acrobati – (Alaska Baby, 2024)
12. Vieni a vedere perché – (Bagus, 2002)
13. Le sei e ventisei – (Il primo bacio sulla luna, 2008)
14. Mondo – CON LORENZO JOVANOTTI
15. L’ombelico del mondo – CON LORENZO JOVANOTTI
16. Logico - (Logico, 2014)
17. Grey Goose – (Logico, 2014)
18. Aurore boreali – (Alaska baby, 2024) – CON ELISA
19. Nonostante tutto remix
20. Figlio di un re – (Il primo bacio sulla luna, 2008)
21. San Luca – (Alaska baby, 2024) - CON LUCA CARBONI
22. Tie your mother down – (tributi ai Queen)
23. 50 Special – (…Sequérez?, 1999)
24. Marmellata #25 – (Maggese, 2005)
25. Poetica – (Possibili scenari, 2017)
26. Nessuno vuole essere Robin – (Possibili scenari, 2017)
27. Un giorno migliore – (…Sequérez?, 1999)


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