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Biglietti Oasis: la "lotteria" in passato ha funzionato?

22.09.2026 Scritto da Mattia Marzi

Acquistare un biglietto per un concerto, oggi, è un po' come giocare alla lotteria. Non è un modo di dire: è esattamente così. Per il tour 2027 gli Oasis hanno scelto di cambiare il modo in cui i loro biglietti verranno messi in vendita, rispetto alla reunion di due anni fa. Chi si è messo alla ricerca del biglietto sa già come funziona. L’accesso alla vendita non è semplicemente una corsa contro il tempo. Prima ci si è dovuti registrare sul sito ufficiale della band (le registrazioni hanno chiuso lo scorso giovedì), indicare un massimo di tre città preferite tra quelle che saranno toccate dal tour e poi rimanere con le dita incrociate in attesa di ricevere il codice per accedere effettivamente alla vendita per la città assegnata dagli organizzatori (tutto vero) Attenzione: accedere alla vendita, non acquistare sicuramente il biglietto. «Un codice univoco ti dà la possibilità di acquistare i biglietti, ma non ne garantisce la disponibilità. I biglietti sono limitati. Per ciascuna finestra di vendita sarà disponibile una selezione di biglietti per ogni fascia di prezzo. Il limite è di 4 (quattro) biglietti per ciascun codice univoco», hanno specificato gli organizzatori nella mail inviata ai fan che si sono registrati correttamente. I codici saranno inviati tra giovedì 24 settembre e domenica 27 settembre e saranno validi esclusivamente per la città assegnata dagli organizzatori. Gli slot di vendita variano invece in base alla città e si svolgeranno tra venerdì 25 settembre e domenica 27 settembre. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre i tempi di attesa e contrastare la rivendita non autorizzata e il bagarinaggio online. Il modello ricorda da vicino quello utilizzato l’anno scorso dai Radiohead per i loro concerti: registrazione preventiva, verifica dei dati dell’acquirente e accesso alla vendita attraverso un sistema riservato agli utenti registrati. Una domanda sorge spontanea: questo sistema, in passato, ha davvero funzionato?

Prima dei Radiohead

La risposta va cercata nei casi precedenti a quello dei Radiohead, che hanno combinato tre meccanismi già esistenti: registrazione preventiva con verifica dell’identità; selezione prima della vendita tramite codice; priorità in funzione della distanza geografica. Il modello utilizzato ha un precedente importante nel programma Verified Fan di Ticketmaster, introdotto negli Stati Uniti nel 2017. L’idea era semplice: invece di mettere immediatamente tutti i biglietti a disposizione del pubblico, si raccoglievano prima le registrazioni dei fan e si cercava di distinguere gli acquirenti reali dai bot e dagli operatori del mercato secondario. Solo una parte degli utenti riceveva quindi l’accesso alla vendita. Nel 2017 Ticketmaster dichiarò di aver utilizzato il programma Verified Fan in oltre 80 tour e di aver venduto attraverso il sistema circa tre milioni di biglietti. La stessa società sosteneva inoltre che il meccanismo avesse ridotto fino al 90% il numero di biglietti destinati al mercato secondario. Dati questi forniti dalla stessa Ticketmaster e quindi da considerarsi come dati aziendali, non come una misurazione indipendente dell’efficacia del sistema, già contestatissimo.

Il test per Taylor Swift

Il test più famoso è arrivato con Taylor Swift e il suo “The eras tour”. Nel 2022 circa 3,5 milioni di persone si registrarono al programma Verified Fan per acquistare i biglietti per il primo tour in sei anni della popstar. Ticketmaster selezionò una parte degli utenti, mentre altri finirono in lista d’attesa. Furono poi venduti 2,4 milioni di biglietti attraverso le sessioni riservate agli utenti Verified Fan e agli utenti Capital One. Dal punto di vista del mercato secondario, Ticketmaster dichiarò un risultato significativo: meno del 5% dei biglietti era stato venduto o messo in vendita sul mercato secondario, contro il 20-30% che la società diceva di osservare normalmente nelle vendite senza Verified Fan. Ma nello stesso momento il sistema aveva mostrato un altro problema. La domanda era talmente elevata che Ticketmaster dovette rallentare le code e intervenire sulla vendita. Segno che il problema non era stato del tutto eliminato.

Una gara tecnologica

I numeri forniti da Ticketmaster in questi anni mostrano quanto il problema sia diventato grande. Secondo una testimonianza presentata al Senato statunitense, la società dichiarava di aver bloccato circa 1,1 miliardi di bot al mese nel 2022. Nel 2024 il dato era salito a 6,8 miliardi al mese. Nel quarto trimestre del 2025 Ticketmaster ha dichiarato di aver bloccato 51 miliardi di bot in tre mesi, pari a circa 566 milioni al giorno. Non significa che tutti quei bot sarebbero riusciti ad acquistare un biglietto, sia chiaro: i dati misurano i tentativi di traffico malevolo intercettati dalla piattaforma. I numeri però raccontano bene come la lotta al bagarinaggio sia diventata una gara tecnologica: gli strumenti utilizzati dagli operatori del mercato secondario non sono più soltanto i vecchi programmi automatici che cliccano più rapidamente di un essere umano, ma si parla anche di creazione automatizzata di account, proxy, browser multipli e altri sistemi per aggirare i controlli.

I tempi delle code davanti alle biglietterie

Per i Radiohead il sistema adottato per la vendita dei biglietti prevedeva la registrazione anticipata e l’utilizzo dei dati personali per verificare gli acquirenti. Ma il sistema ha rivelato alcuni limiti. La preregistrazione non rende automaticamente una vendita semplice. La domanda può essere enorme, i bot possono spostare il loro attacco sulla fase di registrazione o di accesso e una parte degli utenti che si sono registrati e che hanno pure ottenuto il codice può comunque rimanere senza biglietto. Per le trentotto date del tour degli Oasis saranno disponibili circa 2,67 milioni di biglietti. Nel 2025 furono 10 milioni in tutto i fan che provarono ad acquistare i biglietti per il tour della reunion. Se saranno 10 milioni anche quelli che proveranno ad acquistare i biglietti per il 2027, allora significa che i biglietti a disposizione soddisferanno solo il 26,7% dei potenziali acquirenti. Ma per il tour del 2027 si prevede che le richieste saranno anche superiori rispetto a quello del 2025, visto l’hype che circonda la band. Non è dato sapere, al momento, quante persone si siano registrate alle vendite dei nuovi concerti. Di buono c’è che pur non eliminando la scarsità - se i biglietti sono molti meno delle persone che li vogliono, qualcuno inevitabilmente resterà senza - e non impedendo ogni forma di bagarinaggio, il sistema può rendere difficile l’acquisto automatizzato di grandi quanaità di biglietti. Ma non sorprende che ci sia chi rimpiange i tempi delle code davanti alle vecchie biglietterie: ci si metteva in fila per ore, magari per una notte intera, ma almeno la fila era lì, davanti agli occhi. Niente bot, niente lotterie, niente sistemi in crash. E alla fine un biglietto in un modo o nell’altro si trovava.


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