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Beabadoobee alla riscossa, con l'aiuto di Turnstile e Deftones

02.07.2026 Scritto da Elena Palmieri

Beabadoobee alza il volume, irrigidisce il suono e tira fuori una parte più ruvida della propria scrittura nel nuovo capitolo della sua storia discografica. Chitarre graffianti, distorsioni nervose e colpi di batteria secchi aprono la strada a “Sun has set”, il singolo con cui la musicista britannica di origine filippina inaugura l’era di “Pylon”. Il disco, quarto album in studio dell’artista nata Beatrice Kristi Ilejay Laus nel 2000, uscirà il prossimo 18 settembre per Dirty Hit e Interscope Records e arriva dopo il momento più alto della sua carriera commerciale, ma anche dopo un album che ne aveva già chiarito la crescita autoriale.

Dopo la raffinatezza e Rick Rubin

Con il precedente album “This is how tomorrow moves” (qui la nostra recensione), pubblicato nel 2024, Beabadoobee aveva raggiunto per la prima volta il numero uno nella Official UK Albums Chart, completando un percorso iniziato con il debutto “Fake it fowers”, entrato nella Top 10 britannica nel 2020, e proseguito con “Beatopia”, arrivato al quarto posto nel 2022. Il disco di due anni fa, prodotto da Rick Rubin e registrato nei suoi studi di Malibu, era stato il lavoro della maturità più esplicita, un lavoro in cui Bea Laus sembrava allontanarsi dalla prospettiva della ragazza che reagisce alle ferite provocate dagli altri per iniziare a guardare anche la propria parte dentro le relazioni, i traumi e le responsabilità emotive.

La differenza non era soltanto geografica, anche se il passaggio dalla Londra degli esordi alla California di Rubin aveva dato al disco una luce diversa. Era soprattutto una differenza di postura. Le canzoni di “This is how tomorrow moves” conservavano la grazia melodica e la scrittura generazionale che avevano reso riconoscibile Beabadoobee, ma le mettevano dentro una cornice più adulta, meno istintiva e più consapevole. In brani come “Beaches”, l’idea di stare finalmente trovando un equilibrio non diventava mai compiacimento, perché restava legata a una scrittura fragile, diretta, ancora capace di far passare l’incertezza sotto la superficie del pop chitarristico.

All’inizio di quest’anno, il singolo “All I did was dream of you”, realizzato con The Marías, aveva confermato il lato più morbido e levigato del suo mondo, nato da una stima reciproca tra María Zardoya e Bea Laus. “Pylon” sembra invece prendere quella consapevolezza e spingerla contro un muro di amplificatori. Non cancella la Beabadoobee melodica e introspettiva degli ultimi anni, ma la porta in una zona più fisica, più elettrica e meno disposta a smussare gli spigoli.

Una nuova spinta con “Pylon”

Il titolo “Pylon” rimanda ai tralicci elettrici che attraversano le grandi strade del mondo, strutture forti e slanciate che hanno ricordato a Beatrice Laus il legame con amici e famiglia rimasti a casa mentre lei affrontava lunghi periodi di isolamento e disconnessione durante i tour. È un’immagine semplice ma efficace, perché tiene insieme distanza e connessione, energia e solitudine, movimento continuo e senso di ripetizione. Il traliccio diventa anche il simbolo delle ansie che accompagnano il passaggio attraverso i vent’anni, quando il futuro può apparire come una linea infinita di cavi e piloni lungo la strada.

Il riferimento funziona anche sul piano sonoro. Secondo la presentazione del disco, le quattordici tracce di “Pylon” sono attraversate da ondate di distorsione che ricordano il crepitio dell’alta tensione. Beabadoobee guarda al grunge classico, al midwest emo e al rock radiofonico anni Novanta, andando alla radice di influenze che erano già presenti nel suo immaginario ma che qui sembrano diventare il centro della scrittura. Se “This is how tomorrow moves” era il disco della messa a fuoco, “Pylon” si annuncia come quello dell’urto.

“Sun has set” introduce questo nuovo capitolo come una raccolta di canzoni nate da pagine di diario personale, da frasi che Bea Laus pensava di non riuscire mai a pronunciare ad alta voce. In un comunicato stampa, l’artista ha raccontato: “Molte delle canzoni di questo disco sono cose che avrei voluto dire a qualcuno. Questa canzone ha quella visione ristretta e quasi infantile del rancore: è come dire, ti odio. Rimani qui e ascolta quanto ti odio. Perché non ho mai avuto l’occasione di dirtelo davvero.” È una dichiarazione che sposta subito il baricentro del disco, perché non parla di rabbia come posa rock, ma di rancore trattenuto troppo a lungo, finalmente trasformato in suono.

Anche gli ospiti raccontano la direzione del progetto prima ancora di ascoltarlo per intero. Hayley Williams compare in “Nothing to prove”, descritto come un "anthem indie-rock" sulla riconquista del proprio potere personale davanti a chi prova ad approfittare del successo altrui. Brendan Yates dei Turnstile interviene in “Powerlines”, portando con sé l’idea di una fisicità hardcore capace di dialogare con il rock alternativo senza perdere impatto. I contributi di Evan Stephens Hall dei Pinegrove, Chino Moreno dei Deftones e Shane Moran dei Title Fight allargano ulteriormente il campo, tra emo, post-hardcore, alt-rock e tensioni più pesanti. Nel brano “Write me a letter” tornano, figurando alla produzione, Matty Healy e George Daniel dei The 1975, amici e collaboratori storici di Bea, che legano questa nuova fase alla comunità artistica da cui Beabadoobee proviene. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è il disco più duro e diretto della sua carriera.

Il ritorno dal vivo, per ora senza Italia

Beabadoobee presenterà dal vivo i nuovi brani con il "Powerlines Tour", il suo primo tour nelle arene e il più grande della sua carriera fino a oggi. La tournée attraverserà Nord America, Regno Unito ed Europa tra autunno e inverno prossimi, e includerà alcune venue simboliche come Madison Square Garden, O2 Arena di Londra e Kia Forum di Los Angeles. Per il momento non sono previste date italiane, anche se Beabadoobee nel nostro Paese si era già esibita nel giugno 2022 a La Prima Estate e nel marzo 2023 ai Magazzini Generali di Milano per il tour di “Beatopia”. Il calendario completo parte prima dell’uscita dell’album con alcune apparizioni estive negli Stati Uniti. Il 30 luglio sarà al Hinterland Music Festival di Saint Charles, in Iowa, il 31 luglio al The Salt Shed di Chicago, il 2 agosto al Lollapalooza, sempre a Chicago, il 4 agosto all’Everwise Amphitheater di Indianapolis e il 7 agosto al Red Rocks Amphitheatre di Morrison, in Colorado.

Tracklist e copertina di "Pylon"

Pylon
Sun Has Set
Estranged
Switchblade
Write Me A Letter
It’s Alright
In Motion
Memories
Nothing To Prove
Radio
Powerlines
Spark
Despite That
Satellite

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