Lei si chiama Adéla Jergova, è nata a Bratislava, in Slovacchia – ora risiede a Los Angeles - il prossimo mese compirà 23 anni e in questo periodo sta scalando le posizioni per affermarsi come popstar a livello globale. L'ultima affermazione è avvalorata dal fatto che due suoi singoli, "Ain't in L.A." e "Nicole Kidman", sono nella Top Ten della classifica di Spotify. A tutto ciò si può aggiungere che il suo album d'esordio, "Prima", ha debuttato in quarta posizione nella classifica di vendita negli Stati Uniti.
Riguardo il suo intento nel mondo della canzone pop, ha dichiarato: "Voglio creare un mondo in cui ci si possa identificare a livello umano. Voglio parlare di cose che forse mettono a disagio. È così che sono anche come persona: sono molto schietta e, in un certo senso, un po’ distaccata. I sentimenti, sia positivi che negativi, hanno lo stesso peso per me. Voglio solo incoraggiare la gente a essere se stessa, cazzo, a meno che non siate degli psicopatici, se faccio bene il mio lavoro, la gente amerà queste canzoni perché ci si riconoscerà".
L’ispirazione per scrivere “Ain’t in L.A.” è venuta ad Adéla dopo una visita nella sua casa natale dove ha trovato alcune foto della madre quando aveva 18 anni che posava davanti a una parete tappezzata di immagini appartenenti alla cultura pop. "Mio nonno aveva contrabbandato quei poster dalla Germania, e mi ha fatto pensare: 'Ci sono così tante ragazze bellissime con dei sogni che non riusciranno mai a realizzare i propri desideri, proprio come mia madre'. Ho scritto questa canzone per lei e per gli altri miliardi di ragazze che probabilmente sono più fighe di me."
Dell'altro suo singolo di successo, “Nicole Kidman”, a W Magazine ha spiegato come è nato. "In qualche modo, sono stata invitata a un evento dei Golden Globe. Non ho mai recitato in un film, ma mi sono preparata per l’occasione, ho indossato un abito, mi sono fatta acconciare i capelli e stavo davvero bene. I miei capelli erano super vaporosi e il mio corsetto era così stretto che ho pensato: ‘In questo momento mi sento proprio come Nicole Kidman’. Ho guardato ‘Eyes Wide Shut’ e ne sono rimasta affascinata. Per me, lei è la vera star del cinema.”
Del suo primo album, "Prima", Adéla afferma decisa e convinta: "Voglio che questo album suoni esattamente come una ragazza di 22 anni. Ho cercato di esprimere entrambi i lati. Ho mescolato il duro con il morbido, la vulnerabilità con la grinta, i ritmi energici con l’energia femminile. Ho fatto esattamente quello che volevo. Prima significa ‘prima’, il che è perfetto dato che questo è il mio debutto. Essere una prima ballerina significa essere la numero uno o la migliore ballerina della compagnia. È un termine affettuoso nella comunità delle ballerine. Sto cercando di diventare la prima ballerina del pop, e questo è il mio primo passo per raggiungerlo.”
Adéla ha destato buona impressione anche in concerto e proprio oggi, da Nashville, parte il suo tour nordamericano che ha fatto registrare il tutto esaurito già in prevendita.
Come avete potuto vedere nel video più sopra, relativo alla sua esibizione al festival di Reading la scorsa estate la ventiduenne aspirante popstar ha dimestichezza con la danza classica. E' in questa disciplina che Adéla ha mosso i suoi primi passi, tanto da diventare quasi una professionista già all’età di undici anni. A quattordici anni si è trasferita a Vienna e poi a Londra per frequentare accademie di danza classica d’élite, anche se il suo sogno è sempre stata la musica.
Nel suo Paese natale si sentiva soffocata. "Nell’Europa dell’Est tendiamo spesso a ragionare in modo molto limitato. Non ci consideriamo degni né capaci di realizzare grandi cose semplicemente perché non è mai successo prima". Per questo motivo ha sempre studiato la cultura pop americana. "Mi dicevo: ‘Se voglio apparire su Disney Channel, devo essere in grado di parlare un inglese perfetto'".
Il suo sogno 'americano' inizia a concretizzarsi nel 2022 quando, all'età di diciannove anni, si è trasferita a Los Angeles per entrare alla Dream Academy, dove ha gareggiato, con altre diciannove concorrenti, per avere un posto in una girlband internazionale che sarebbe poi diventata quella delle Katseye. Un’esperienza molto impegnativa che le ha insegnato i principi fondamentali dell’essere un’artista, rafforzando la disciplina, la resilienza e il talento artistico che aveva perfezionato fin dall’infanzia. Purtroppo alla fine di quel percorso è stata eliminata. "L’anno che seguì è stato il peggiore della mia vita. Davvero. È stato terribile."
Poi, nel 2024, esce il primo singolo, "Homewrecked", poi un secondo e un terzo, fino alla pubblicazione dell'EP "The provocateur" nell'agosto del 2025. Se quello raccontato più sopra è stato l'anno peggiore della sua vita, il 2026, con tutto ciò che finora le ha portato, probabilmente, si è rivelato il migliore della sua vita.
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