È il 1968 e Roma vibra a tempo di musica, cinema, moda, proteste studentesche. Le donne chiedono a gran voce un radicale cambiamento. Patty Pravo è la regina del Piper. In un piccolo laboratorio di carta artigianale lavorano Teresa e Agostino, due fratelli che, a malincuore, sono costretti a convivere. Il loro mondo è lì, tra quelle quattro mura, al riparo da quella rivoluzione che sembra così distante dalla loro vita. Talmente tranquilla che anche la loro attività ormai sembra un ricordo del passato, tanto da convincerli a chiudere bottega e ritornare al paese natio.
Carta Straccia inizia proprio da qui: dall’ultimo giorno di apertura del loro piccolo laboratorio, quando un periodo della loro vita sembra essere terminato e un altro, ancora più tranquillo, pare stia per iniziare. Ma le strade della vita sono imprevedibili. La svolta si presenta sotto le sembianze di Remo, nipote mai conosciuto, figlio di una sorellastra quasi dimenticata. Remo sembra il personaggio di un romanzo di Palazzeschi; Remo è come il ’68: una vera rivoluzione per le vite dei due fratelli. Agostino e Teresa decidono di non lasciare più Roma e di accogliere quel nipote gioioso e solare che, col passare dei giorni, sembra quasi dominare le loro vite. Tra gelosie e ripicche, iniziano a rendersi conto che quel bellissimo ragazzo nasconde un segreto, un segreto che invano cercano di scoprire. È la storia italiana di quei giorni che irromperà nella vita dei due: la rivoluzione, tenuta fuori dalla finestra, è in realtà entrata dalla porta principale.