“Rumors” di Neil Simon è una farsa di satira sociale che ha una forza comica senza precedenti.
L’azione si svolge nella lussuosa casa del vice sindaco di New York e consorte dove dovrebbe svolgersi la festa di anniversario di matrimonio dei padroni di casa. Ma il party non avverrà per l’assenza dei due festeggiati: il vice sindaco rintanato nella sua camera da letto ferito ad un orecchio da un proiettile e la moglie introvabile. Pian piano arrivano gli invitati. Le cose si complicano non poco con l’arrivo di un poliziotto che sta indagando su altri fatti accaduti nel quartiere.
“Rumors” è un comico affresco sull’alta borghesia newyorkese, fatua e pettegola. In questa piece andata in scena per la prima volta a Broadway nel 1988, Simon abbandona il suo ruolo di osservatore preciso e graffiante delle nevrosi metropolitane per accompagnare il pubblico in un grottesco e paradossale viaggio all’interno della farsa. Farsa che, come spiega Simon, non concede rallentamenti, servono personaggi che entrino ed escano attraverso le porte senza mai incontrarsi. Il risultato è uno spettacolo dai ritmi frenetici e dai dialoghi surreali, un crescendo spasmodico di porte che si aprono e si chiudono, di perbenismi che esplodono, di paure che si contagiano, di incidenti che dilagano.