La Grotta Zinzulusa si è formata a causa dell’intensa erosione marina che ha interessato l’area circostante. Le prime informazioni storiche risalgono a una lettera inviata nel 1793 dal vescovo di Castro monsignor Del Duca a re Ferdinando IV, in cui viene descritta dettagliatamente la grotta.
Tuttavia, è stato a partire dal 1922 fino al 1958 che la grotta ha attirato l’attenzione con numerose visite, esplorazioni e pubblicazioni scientifiche riguardanti la sua storia, la sua geologia, l’etnologia e la biologia.
La Grotta Zinzulusa è di grande rilevanza scientifica per le numerose specie animali sotterranee che vi si trovano, soprattutto crostacei, molti dei quali sono antichi e unici della grotta stessa o della Penisola Salentina.
Dal punto di vista etnologico, durante lo stesso periodo di esplorazioni scientifiche, sono stati rinvenuti numerosi reperti e manufatti di diverse epoche, come il Neolitico, il Paleolitico e l’epoca romana. Questi reperti includono microbulini, lame, grattatoi, cocci di ceramica, manufatti in osso, selce e ossidiana, fornendo testimonianza di una presenza umana antica e regolare all’interno della grotta.