Teatro LinearCiak MILANO

Linear4Ciak si ispira allo spirito rivoluzionario dello storico teatro Ciak e lo rivede in chiave contemporanea.
Teatro LinearCiak MILANO
Viale Puglie,
20137 MILANO
IT

Informazioni sul luogo dell’evento

Il Teatro Linear4Ciak nasce dal desiderio di dare a Milano una location di standard internazionale.
Uno spazio di quasi 3.000 posti che ospita spettacoli unici, musical, grandi concerti ed eventi.
Un teatro dedicato alla città, un nuovo polo culturale e di divertimento per ridare vigore ad un'area che in passato ha già avuto modo di accogliere show internazionali e grandi star della musica e dell'entertainment.
Linear4Ciak si ispira allo spirito rivoluzionario dello storico teatro Ciak e lo rivede in chiave contemporanea, invitando Milano a vivere eventi straordinari e serate indimenticabili.

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Teatro LinearCiak MILANO
3.9 (22 Recensioni)
Atmosfera
Acustica e visuale
Servizi igienici
Parcheggi
Servizi

Le Recensioni inserite per questo luogo evento:

Roger, 03/01/17
Fuerza Bruta (03/01/17) - uno spettacolo metropolitano
Nel buio della sala si scorge un uomo che corre sopra una sorta di grande tapis roulant. Sempre di corsa ma sempre fermo: sembra essere la metafora del nostro tempo dove tutto fluisce incessantemente senza che nulla davvero cambi. Fuerza Bruta è uno spettacolo metropolitano; concepito a Buenos Aires, ha raccolto grande successo a New York, a Londra ed ora è in scena a Milano. Uno spettacolo difficile da inscrivere in un’etichetta; è stato correttamente definito “teatro fisico”, ma in senso più ampio si tratta di una forma espressiva che si avvicina alla performing art e per il pubblico è soprattutto un’esperienza sensoriale a 360°.
Roger, 02/01/17
Fuerza Bruta (02/01/17) - Unesperienza sensoriale
Fuerza Bruta è uno spettacolo difficile da inscrivere in una etichetta. E’ stato definito teatro fisico e ci sta, ma direi anche che si tratta di una forma espressiva che si avvicina alla performing art. Sicuramente è un’esperienza sensoriale a 360°. Nel buio della sala si scorge un uomo che corre sopra una sorta di grande tapis roulant. Sempre di corsa ma sempre fermo: sembra essere la metafora del nostro tempo dove tutto fluisce incessantemente senza che nulla davvero cambi. Fuerza Bruta è uno spettacolo metropolitano; concepito a Buenos Aires, ha raccolto grande successo a New York, a Londra. Quella rappresentata è una metropoli dove prevale lo stordimento, l’iperstimolazione sensoriale. Il pubblico al centro della sala, in piedi è preso alla sprovvista, la scena si sposta lungo tutti i lati, in basso ma anche in alto quando ad esempio due donne appese ad un cavo corrono su una parete sfidando le leggi di gravità. Riappare poi l’uomo che corre e nel suo incedere inesorabile incontra frammenti di vita, altri uomini e donne con i quali si scontra, delle sedie, un tavolo, un letto . Sul tapis roulant scorre, come in un film accelerato, lo stress che ci investe nel quotodiano. Appare all’improvviso anche un muro e l’uomo nella sua corsa lo abbatte mandandolo in frantumi con esplosione di coriandoli. Inevitabile il pensiero corre a The Wall, al muro dei Pink Floyd, così come quello scorrere della vita mi ha evocato il senso profondo di Dark Side of the Moon. Ecco, ora appare una struttura, una sorta di casa claustrofobica dentro la quale alcuni performer urlano e danzano, battono i piedi (Tap Dogs!) con una violenza primordiale e brutale fino a distruggerne le pareti, fino a distruggere simbolicamente la civiltà stessa. La fisicità è la reazione alla folle corsa esistenziale che si consuma entro la jungla metropolitana. I performer cercano anche l’interazione con il pubblico, gli spettatori vengono invitati a danzare, a liberarsi dal ruolo passivo di spettatore. Un dj intanto alza il volume della musica, le luci stroboscobiche impazzite disorientano la platea che viene coperta da un grande telone riflettente; di nuovo l’esperienza tattile, sensoriale. Dopo il crescendo arriva un momento di calma; alla sommità superiore della sala appare una grande vasca dove si muove una donna, lo spazio è pervaso di blu, il colore del cielo e dell’oceano. E’ un momento quasi mistico, dove il senso di basso e alto si confondono, spiazzandoci. L’archetipo del mare e della nascita, radicati a terra, si confondono con lo spazio infinito. E’ il momento in cui ci si riappropria dei propri ritmi naturali, è come tornare simbolicamente nel liquido amniotico mentre la musica scandisce le pulsazioni cardiache. Se la prima parte dello spettacolo mira a spogliarci dai condizionamenti per trovare la forza brutale, in questo momento dello show si entra in sintonia con la fase prenatale che è lo stato delle infinite possibilità e quindi della ripartenza. Ed infatti lo spettacolo riparte, per chiudersi, da dove era iniziato, ancora la pedana che scorre ma questa volta c’è anche una scala che porta ad un salto nel vuoto da dove si gettano infine gli artisti: la vita è dunque un salto nel buio?
Grace, 10/05/16
Niente di spettacolare in quanto teatro, quasi asettico citando altri, ma ha fatto discretamente il suo lavoro, a parer mio. Sentire si sentiva, sedute comode, visuale discreta da ogni punto della platea.
Notre Dame de Paris (10/05/16) - La musica non è MAI stata così spettacolare!
Sono stata allo spettacolo il 18 marzo e il 1 di aprile. Ho sempre avuto la fortuna di trovare il cast originale (salvo il 18 in cui ho sentito Angelo Del Vecchio nei panni di Quasimodo, a seguito di un piccolo infortunio di Gio Di Tonno) e ragazzi... Dalle prime note di Cattedrali, dal momento in cui Matteo Setti dà il via allo spettacolo, fino allultima nota sentita e disperata di Gio di Tonno in Balla Mia Esmeralda, questa opera accende lanimo, rallegra la vita, rinvigorisce lo spirito, riempie gli occhi e il cuore. E entrata per la prima volta nella mia vita nel lontano 2004, tramite una programmazione Rai, e da allora non mi ha mai lasciata. Questanno sono finalmente riuscita a vederla dal vivo e io assicuro a chiunque, anche ai più scettici, che è unesperienza da fare almeno una volta nella vita e che ne varrà la pena. E talmente bella da essere surreale e gli artisti, TUTTI, dal primo mitico Originale Cast, al secondo (un po ingiustamente bistrattato) così bravi da sembrare finti. Non consigliata, Di PIU. SHA DA FA.
Indirizzo: Teatro LinearCiak
Viale Puglie, 20137 MILANO
Come arrivare con i mezzi pubblici
In metro
La stazione della metropolitana più vicina è CORVETTO sulla Linea 3 (Gialla) che dista 1,2 km dal Gran Teatro Linear4Ciak. Da Corvetto è possibile arrivare al Gran Teatro Linear4Ciak a piedi percorrendo Viale Lucania e Viale Puglie fino a Piazzale Vincenso Cuoco oppure prendendo la Linea 93 (Omero – Stazione Lambrate) o la Linea 84 (S. Donato M3 – Augusto / Martini – Augusto) e scendendo alla fermata V.le Puglie.

In treno
La stazione ferroviaria più vicina è Milano Porta Romana, sulla linea S9 Saronno-Milano-Albairate. Dalla stazione di Milano Porta Romana per raggiungere il Gran Teatro Linear4Ciak recatevi alla fermata della 91, a circa 350 metri dalla Stazione. Da qui prendete la 91 (Isonzo – Lotto Circolare Sinistra) per 5 fermate e scendete in P.le Cuoco.
Call Center TicketOne

Il costo massimo da rete fissa è di € 1/Min (I.V.A. esclusa senza scatto alla risposta). Per scoprire tutti i costi e i dettagli del servizio clicca qui.

Lunedì - Venerdì: ore 8-21

Sabato ore 9-17,30

Domenica chiuso